Pillole by Massimo Greco: fraterni suggerimenti per i numerosi elettori che hanno determinato la vittoria di Crisafulli
Vincere una competizione elettorale è giusto e democratico, stravincere è democratico ma rischioso
Vincere una competizione elettorale è giusto e democratico, stravincere è democratico ma rischioso, soprattutto se la vittoria è accompagnata da un eccessivo entusiasmo (sproporzionato?) che porta a idealizzare situazioni o persone, creando aspettative irrealistiche. Quando la realtà non corrisponde a questa proiezione ideale, la frattura emotiva si traduce in frustrazione. Gestire l'entusiasmo con equilibrio, invero, previene il rischio di un crollo emotivo collettivo.
Orbene, spenti i riflettori elettorali, consumati i passaggi solenni, insediati tutti i nuovi organi di governo del Comune ed aumentate anche le correlate indennità di carica, occorre ritornare sul pianeta Terra, anzi su quello dell’entroterra siciliano, in cui i freddi e crudi dati socio-economici sono tutti in negativo nonostante le prospettive di resilienza offerte dall’Università Kore.
Vent'anni fa, Enna aveva quasi 29.000 abitanti, nel tempo trascorso da allora, ne ha persi 3.941, il 13,6% della sua intera popolazione. Non è solo un'erosione lenta, ma uno svuotamento sistematico e strutturale che accomuna tutte le aree interne della Sicilia, segnate da un processo di marginalizzazione irreversibile per le dinamiche demografiche che le caratterizzano. In tale contesto, in cui autorevoli e rassegnati studi auspicano piani mirati che le possano assistere in un percorso di cronicizzato declino e invecchiamento in modo da renderle socialmente dignitose per chi ancora vi abita (hospice?), è illusorio pensare di affidare al Sindaco Crisafulli l’onere di caricarsi Anchise sulle spalle per andare come Enea verso l’altrove.
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