Regalbuto ritrova il suo volto: fiori al Municipio e luce a Santa Maria la Croce
Ci sono mattine in cui Regalbuto sembra volersi ricordare di quanto è bello. Oggi è una di quelle
Le belle notizie arrivano in coppia e arrivano dal centro, dai due monumenti che da secoli ci guardano e che noi guardiamo: la Chiesa di Santa Maria la Croce e il Palazzo Municipale in Piazza della Repubblica.
1. Santa Maria la Croce: il velo che cade
Iniziamo da lei, dalla Chiesa, perché l'emozione è ancora sospesa tra i ponteggi. La facciata è ancora parzialmente coperta dai teli e dalle strutture in metallo, ma già si intravede. E quel poco che si intravede basta. Basta per dire: Bella! La pietra che torna a prendere luce, le linee che si ricompongono, il disegno antico che riemerge pulito. Vien quasi da chiudere gli occhi e immaginare quanta rara bellezza doveva apparire anticamente, quando era interamente visibile a chi saliva dal borgo. La fantasia corre, ed è giusto che corra. Perché da quella fantasia potrà nascere un racconto più vero e più forte per il visitatore. Quando quel telo cadrà del tutto, non sarà solo un restauro finito. Sarà una pagina di storia che potremo finalmente rileggere e spiegare a chi viene a trovarci.
2. Il Municipio fiorito: finalmente!
L'altra notizia è più piccola, solo in apparenza. È colorata, profumata, e per questo potentissima. La facciata del Municipio è stata finalmente adornata di fiori. Lo avevamo scritto, riscritto e auspicato. Perché il decoro non è un dettaglio, è un atto d'amore. E perché l'esempio di Petronela va seguito e incoraggiato, dando per primi l'esempio dalle istituzioni. E oggi l'esempio c'è. Ed è bellissimo. Basta alzare lo sguardo in Piazza della Repubblica: i balconi del Municipio fioriti, il balcone del Circolo Cittadino curato, e quel piccolo spazio, balconcino compreso, accanto al Circolo, che già sorride. Sono tre presidi di bellezza che da soli cambiano la percezione della piazza. Ora immaginiamo il resto. Immaginiamo se i proprietari degli altri balconi seguissero questo filo colorato. Se ogni ringhiera avesse il suo vaso, il suo geranio, la sua cascata di verde. Piazza della Repubblica tornerebbe ad essere quello che è sempre stata e che deve tornare ad essere: non un semplice slargo, ma il salotto buono di Regalbuto . La piazza dove ci si incontrava, dove ci si riempiva di commenti, di dialoghi, di strette di mano, di accordi politici, di vita.
Rivalutare la piazza significa riportarla ai fasti di un tempo, e i fiori sono il primo, più semplice e più nobile, passo.
Due facciate, un unico messaggio : quando Regalbuto si cura , Regalbuto incanta.
AgoVit
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