TRIPOLI BEL SUOL D’AMORE… by Pino Grimaldi
Stando a quanto accade non sembra. Ma si cantava negli anni 50 del ‘900 ed era colonna sonora di un film omonimo proiettato nella sale piene - anche di fumo - perché (grazie a Dio?) non c’era ancora l...
A cura di
Pippo
11 aprile 2019 11:10
L’Italiano ha sempre avuto il mal d’Africa. Forse per ragioni di faglie della crosta terrestre. Si guardi la Sicilia ed il golfo di Sirte: accostate su una carta geografica la siluette Sicilia combacia con l’area del golfo dalla quale qualche terremoto l’ha portata via: ecco l’arabismo nostrano.
Si cominciò durante il quarto (dei cinque) ministeri Giolitti, 1911,a mandare 100.000 soldati per conquistare la Tripolitania denominata “quarta sponda” : guerra approvata dal Governo, firmata nella sua dichiarazione dal re ma, stranamente, mai votata e ratificata dal Parlamento che in pausa legislativa riaprirà nel 1912 a … cose fatte.
Da allora l’Italia ha speso, fino alla instaurazione della dittatura Gheddafi, fior di quattrini e le nostre aziende, prima edili ed agricole e poi petrolifere (Eni) hanno impegnato capitali immensi con governi -soprattutto durante l’amministrazione fascista - impegnati a rendere, abitabile ed appetibile un territorio enorme (il 17° del mondo!) collegando con strada (1882 Km) asfaltata, tuttora utilizzata, l’Ovest con l’Est: la Tripoli-Sollum, detta “Balbia” dal nome di Italo Balbo che fu governatore di quei territori e che a Tobruch per fuoco amico perdette la vita per l’abbattimento del suo aereo il 28 Giugno1940.
Fatta fuori la dittatura, la Libia è precipitata nel caos e per le attività delle varie tribù - sempre esistite, ma prima controllate da Gheddafi – e per l’arroganza politica dei capi bastone delle due parti rivierasche. E qui la incapacità di UN, Nato, EU che si sono trastullate nei tentativi inidonei di risolvere i problemi ancestrali libici. La diplomazia italiana non ha mai preso in mano il problema, anche se sollecitata dagli Usa: quasi senso di colpa per la cosiddetta colonizzazione che non fu, -vulgata- “fascista”, ma “giolittiana”.
Ora il quadro è complicato e devastante. Due Governi: uno a Tripoli sostenuto dall’Onu e l’altro a Bengasi sostenuto da Egitto, Emirati Arabi ed a giorni alterni Francia. Due generali di eserciti composti da tribù –vere bande armate - si contendono il paese che giorni fa mentre il Segretario UN, Guterres, era a Tripoli a dare appoggio a Sarraj ha visto l’altro generale Haftar sferrare un attacco contro il cosiddetto governo legittimo di Tripoli. Confini attraversati ogni giorni da gente del Ciad, Niger, Sudan - in atto, dati UN, quasi un milione - che cerca di giungere al mare e migrare, rischiando la vita.
Soluzione? Forse quella che si teme: uno stato teocratico sostenuto dalla saudita Medina (città sacra) che finanzia tutto e tutti! Che avesse ragione Giolitti? Non lo si dica a Napoleone Colajanni. Per lui era”ministro della malavita”. Mah!
Pino Grimaldi
5.3°