Aidone: presepe monumentale della confraternita Maria Santissima Annunziata

Aidone. Quest’anno, il presepe monumentale della Confraternita Maria Santissima Annunziata guidata dell’amministrazione Gangi, nella tecnica acrolitica come le statue di Demetra e Kore al museo di Aid...

A cura di Pippo
03 gennaio 2026 13:45
Aidone: presepe monumentale della confraternita Maria Santissima Annunziata -
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Aidone. Quest’anno, il presepe monumentale della Confraternita Maria Santissima Annunziata guidata dell’amministrazione Gangi, nella tecnica acrolitica come le statue di Demetra e Kore al museo di Aidone, “richiamo forte alle nostre radici, alla nostra storia e alla nostra identità” – spiega il minore Michael Donato - non è solo un segno di devozione, ma un atto di memoria e di denuncia”. Un presepe monumentale che vuole essere un invito alla memoria, alla preghiera e all’impegno. Proprio da una tradizione antica nasce così un linguaggio nuovo, capace di parlare al cuore dell’uomo di oggi. Nel presepe quest’anno sono presenti diversi elementi/simbolo come le stelle cadute al cui interno sono i nomi delle persone uccise in Sicilia nel 2025: Sara Campanella, Paolo Taormina, Giuseppe Di Dio… “Non semplici luci, ma segno di vite spezzate, di silenzi imposti, di storie interrotte troppo presto. Ricordarle significa dire che nessuna vita è dimenticata davanti a Dio”- sottolinea Donato. E poi, in alto, la grande stella-croce. “Una grande stella cometa - aggiunge Donato- realizzata nella forma della croce, sprigiona un fascio di luce che scende fino alla capanna. Da questa stella partono anche due rami di luce che si aprono sul presepe, a ricordare che la luce di Cristo raggiunge ogni uomo e ogni donna, anche nelle situazioni più buie”. E, ancora, sotto il Bambinello di 50 cm, con occhi in vetro e finemente lavorato, la luce che cambia colore avvolge Gesù in una luce sempre nuova “per ricordare – prosegue Donato- che Dio si fa vicino a ogni situazione umana, e che nessun dolore è escluso dalla sua tenerezza”. Accanto al presepe, c’è inoltre l’albero di Natale decorato con mele rosse, come si usava secoli fa. “Le mele – sottolinea poi Donato- richiamano: il giardino delle origini e il peccato dell’uomo, ma anche Cristo nuovo Adamo, che viene a redimere la nostra storia, il frutto buono che Dio dona al mondo: Gesù, Pane di vita e vero alimento. Così, l’albero e il presepe raccontano insieme che dove era caduta la colpa, abbonda ora la grazia”.
Angela Rita Palermo