Caro Carburanti. Sicilia: partito lo sciopero degli autotrasportatori fino al 18. Schifani: «In arrivo 25 mln per sostenere autotrasporto, agricoltura e pesca»
Sciopero autotrasportatoti per il caro carburanti in Sicilia
È ufficiale: da mezzanotte è scattato il fermo degli autotrasporti in Sicilia contro il caro gasolio.
Lo stop durerà 5 giorni, fino al 18 aprile, coinvolgendo l’intero sistema logistico dell’isola.
PORTI BLOCCATI (MA SENZA PROTESTE IN STRADA)
La protesta è diversa dal solito:
niente blocchi stradali, niente presidi sulle autostrade. Ma attenzione: il vero impatto sarà nei porti.
Nei principali scali siciliani verranno congelate tutte le attività di carico e scarico dei semirimorchi, paralizzando di fatto il traffico merci.
OBIETTIVO: FERMARE I RIFORNIMENTI ALLA GDO
La strategia è chiara e dichiarata:
stop ai rifornimenti della grande distribuzione (supermercati)
creare un effetto immediato sugli scaffali
dimostrare quanto i camion siano essenziali per il cibo che arriva ogni giorno
Gli autotrasportatori vogliono andare avanti almeno fino a quando non arriveranno impegni scritti dal Governo nazionale.
PERCHÉ SI FERMANO
Alla base della protesta:
caro gasolio fuori controllo
aumento dei costi di imbarco sui traghetti
nessuna risposta concreta dopo le promesse
Il settore parla apertamente di situazione “insostenibile” e di aziende costrette a lavorare in perdita.
COSA RISCHIAMO NEI PROSSIMI GIORNI
ritardi nelle consegne
difficoltà nei rifornimenti
supermercati meno riforniti
Gli effetti potrebbero essere rapidi, soprattutto su un’isola come la Sicilia dove gran parte delle merci arriva via mare.
E NON È FINITA QUI…
Questa protesta potrebbe essere solo l’inizio:
si parla già di un possibile blocco nazionale dei trasporti nei prossimi giorni
SITUAZIONE DA TENERE D’OCCHIO
Non è solo uno sciopero di categoria: è qualcosa che può incidere direttamente sulla vita quotidiana di tutti.
Caro carburanti, Schifani: «In arrivo 25 milioni per sostenere autotrasporto, agricoltura e pesca»
Il governo regionale sta predisponendo un emendamento da 25 milioni di euro con l’obiettivo di fronteggiare la grave crisi economica che sta colpendo diversi comparti produttivi dell’Isola. La misura nasce per contrastare gli effetti dell’aumento dei costi dei carburanti, aggravati dagli eventi bellici degli ultimi mesi, che hanno inciso pesantemente in particolare sul settore dell’autotrasporto merci. Il “pacchetto caro carburante” sarà esteso anche ai comparti dell’agricoltura e della pesca, anch’essi duramente colpiti dal rincaro dei costi di produzione.
«Il governo regionale - dichiara il presidente Renato Schifani - è impegnato a dare una risposta concreta e tempestiva alle imprese siciliane che stanno affrontando una fase estremamente complessa. Con questo emendamento da 25 milioni di euro intendiamo sostenere non solo gli autotrasportatori, ma anche settori strategici come l’agricoltura e la pesca, fondamentali per l’economia e l’occupazione dell’Isola. È una misura necessaria per salvaguardare la competitività delle nostre imprese e garantire continuità produttiva. In riferimento al fondo Ets - conclude - trattandosi di una normativa europea, possiamo solo esercitare una moral suasion nei confronti del governo nazionale. Iniziativa che ci impegniamo ad adottare».
Nel pomeriggio, gli assessori all'Economia Alessandro Dagnino e alle Infrastrutture Alessandro Aricò hanno incontrato i rappresentanti degli imprenditori del settore degli autotrasporti.
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