Chiede rettifica e replica anche l'Avv.Gaetano Giunta su omicidio stradale di Gabriele Giadone assistito dall'Avv.Piazza

Richiesta di pubblicazione, dell'Avv.Giunta, integrale e urgente replica all’articolo pubblicato sulla pagina “EnnaVivi” data odierna, riportante il seguente titolo “Legale Giuseppe Paternò accusato di omicidio stradale di Gabriele Giadone"

A cura di Blogger Blogger
12 giugno 2026 13:48
Chiede rettifica e replica anche l'Avv.Gaetano Giunta su omicidio stradale di Gabriele Giadone assistito dall'Avv.Piazza -
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Riferimento alla news (link fonso pagina): "Patteggia sei mesi per omicidio stradale, protesta familiari vittima davanti Tribunale a Enna" è pervenuta richiesta di pubblicazione integrale replica e rettifica articolo dall'Avv.Gaetano Giunta.

L’ Avv. Gaetano Giunta del Foro di Catania, nell’interesse dei propri assistiti, Giadone Angelo e la figlia minore M.G.G., rispettivamente padre e sorella di Gabriele Giadone (deceduto all’età di quattordici anni a causa del sinistro stradale avvenuto a Barrafranca al V.le Signore Ritrovato in data 10.5.2025), a seguito della chiesta “rettifica e replica” da parte difensore dell’imputato Paternò Giuseppe, nato a Mazzarino (CL) il 24.2.1969, pubblicata sulla testata giornalistica “EnnaVivi” in data odierna (12.6.2026), alle ore 08:18, fermo restando che i processi si celebrano nelle aule di giustizia e non sui media, avverte la necessità, per un corretto diritto e dovere di cronaca e per rispetto della verità, di puntualizzare quanto segue.

1. L’imputato Paternò Giuseppe si è ben guardato dal precisare nella sua chiesta “rettifica e replica” che agli atti del procedimento penale pendente a suo carico esiste anche la Relazione Tecnica del consulente della difesa delle persone offese, Ing. Emanuele Vadalà, con pari dignità processuale degli altri due consulenti (del P.M. e della difesa dell’imputato), il quale, con dovizia di particolari, con scrupolo e professionalità, ha accertato che Gabriele Giadone, prima dell’impatto con l’autovettura che gli ha sbarrato la strada percorrendo la corsia opposta (ove viaggiava il minore) per 13 metri contromano, non lasciandogli alcuna possibilità di scampo, conduceva il proprio ciclomotore alla velocità di 38 km/h.

In particolare, l’Ing. Emanuele Vadalà ha ricostruito la dinamica del sinistro tenendo conto anche di un video della rotonda ubicata a Barrafranca (EN) tra il Corso Vittorio Emanuele, il Viale della Pace, la Via Marconi e il Viale Signore Ritrovato (dove è avvenuto il sinistro), che non era stato trasmesso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna e, pertanto, non esaminato né dal Consulente del P.M., Ing. Vitellaro, né dal Consulente dell’imputato, Ing. Pilato, ma acquisito agli atti del fascicolo dopo la conclusioni delle indagini e su richiesta dell’Avv. Gaetano Giunta.

Ed ancora, il Consulente dell’Avv. Gaetano Giunta, Ing. Emanuele Vadalà, ha dimostrato la non validità delle conclusioni cui è giunto il Consulente del P.M., Ing. Vitellaro, in punto di velocità, in quanto quest’ultimo ha stimato la velocità del ciclomotore in 67 km/h, sulla scorta di una traccia di frenata lasciata sull’asfalto, attribuendola erroneamente al motorino condotto dalla vittima, allorquando, di contro, il Consulente delle persone offese, Ing. Vadalà, ha dimostrato scientificamente che la stessa non era stata impressa sull’asfalto dal predetto ciclomotore, ma preesistente al sinistro.

2. Si rappresenta, altresì, che né Gabriele Giadone né i familiari dello stesso conoscevano l’effettiva cilindrata dello scooter, poiché acquistato soltanto qualche settimana prima del tragico incidente.

3. Si evidenzia, inoltre, che a quanto ci risulta nessun familiare del povero Gabriele Giadone ha mai minacciato, diffamato e/o stalkerizzato l’imputato, i quali hanno semplicemente e comprensibilmente manifestato il loro immenso dolore per la prematura e tragica perdita del loro figlio.

4. A ciò si aggiunga, da ultimo, che della bontà e fondatezza delle richieste formulate dagli Avv.ti Gaetano Giunta e Giusy Nicoletti, tramite apposita memoria depositata in atti nell’interesse dei propri assistiti, si è avuto positivo riscontro nell’ordinanza emessa dal GIP presso il Tribunale di Enna, il quale, all’esito dell’udienza camerale dell’11.6.2026, ha rigettato anche l’ulteriore richiesta di patteggiamento riformulata ad un anno (e non più a sei mesi come originariamente richiesto dalla difesa dell’imputato) e restituito gli atti alla Procura della Repubblica, in quanto il predetto Giudice, alla luce della gravità del fatto di reato contestato all’imputato, ha ritenuto non corretto e congruo neanche il secondo accordo intervenuto tra l’imputato e il PM sulla quantificazione ad un anno della pena.

Invero, il Giudice nella citata ordinanza osserva quanto segue: “Considerato che il capo di imputazione riporta, nella sua formulazione, il riferimento al fatto commesso dall’imputato percorrendo un tratto di strada in senso di marcia opposto”, circostanza emergente anche dagli atti; Ritenuto che detto riferimento integri la contestazione in fatto della circostanza aggravante di cui all’art. 589 bis c.5 n. 2 cp, nella parte in cui prevede un aumento della ena prevista per il reato nella sua formulazione di base, allorquando il conducente abbia commesso il fatto “circolando contromano”; Ritenuto che, nel caso di specie, l’individuazione della pena oggetto di proposta concordata non tiene conto della circostanza aggravante – contestata in fatto – di cui all’art. 589 bis c. 5 n. 2 cp, norma che rinvia, in punto di trattamento sanzionatorio, alla pena stabilita dal precedente comma 4 della medesima disposizione e che è determinata nella reclusione da 5 a 10 anni; … Ritenute non corretta l’applicazione delle circostanze prospettate dalle parti, il relativo bilanciamento e, per l’effetto, la quantificazione e la congruità della pena. PQM Rigetta la richiesta di applicazione della pena indicata in premessa e dispone la restituzione degli atti al PM”.

Per quanto sopra esposto, si chiede al Direttore della testata giornalistica “EnnaVivi” (nota: si precisa che EnnaVivi allo stato attuale non è ancora registrata come testata giornalistica) di Voler procedere alla pubblicazione delle precisazioni sopra evidenziate, nel più breve tempo possibile e con lo stesso spazio e la medesima tempistica riservata all’imputato, atteso che si palesa inammissibile tale linciaggio mediatico nei confronti della povera vittima Gabriele Giadone, volto unicamente a screditarne la memoria, sebbene la sua unica colpa sia stata quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Da ultimo, si rende doveroso rappresentare che l’imputato non ha mai fatto pervenire alle persone offese un cenno di richiesta di perdono o di scuse per l’accaduto.

Si ribadisce la richiesta di pubblicare integralmente quanto sopra per ripristinare la verità dei fatti.

LINK news di riferimento:

Legale Giuseppe Paternò accusato di omicidio stradale di Gabriele Giadone chiede rettifica e replica

https://ennavivi.it/legale-giuseppe-paterno-accusato-di-omicidio-stradale-di-gabriele-giadone-chiede-rettifica-e-replica

Patteggia sei mesi per omicidio stradale, protesta familiari vittima davanti Tribunale a Enna

https://ennavivi.it/patteggia-sei-mesi-per-omicidio-stradale-protesta-familiari-vittima-davanti-tribunale-a-enna