Gagliano. Successo per presentazione libro “Lasciarsi cadere” di don Ruggiero
Grande successo, ieri a Gagliano, per la presentazione del libro “Lasciarsi cadere – Attualità della regola educativa di Gregorio Magno”, l'ultima fatica letteraria di don Pietro Antonio Ruggiero. L’a...
Grande successo, ieri a Gagliano, per la presentazione del libro “Lasciarsi cadere – Attualità della regola educativa di Gregorio Magno”, l'ultima fatica letteraria di don Pietro Antonio Ruggiero. L’auditorium “Aldo Scialfa” di Gagliano è stato letteralmente riempito, con diverse persone che sono rimaste in piedi per tutta la durata dell'evento. Un segno tangibile dell’interesse della comunità per il testo che, più che una "fatica", è un "regalo" dell'autore a tutti noi, un dono del pastore al gregge, per usare una metafora biblica. La serata è stata introdotta dall’Architetto Cataldo Ramoscello, Presidente del Circolo Culturale “La Fionda”, seguito dal saluto dell'editore Emilio Barbera della casa editrice Euno.
Gli interventi successivi, di grande prestigio e "umanità", hanno introdotto i presenti al testo. La prima a intervenire è stata Pinella Crimì, originaria di Leonforte ma residente a Roma da otto anni. Docente di Storia e Filosofia al Liceo e vicepresidente nazionale del Forum delle Associazioni Familiari con delega ai Forum territoriali. Nel suo intervento, la professoressa Crimì si è concentrata sul tema dell’educazione, definita da Gregorio Magno stesso "ars artium", ovvero “arte delle arti”. Partendo dalla propria esperienza personale, ha offerto interessanti spunti di riflessione sul valore attuale dell'educazione, sul suo spirito e su come essa rappresenti un tassello importante – se non fondamentale – per la vita di tutti.
È seguito l’intervento di Don Antonino La Manna, presbitero dell’Arcidiocesi di Catania, già rettore (da giugno 2019 ad agosto 2022) del Seminario Arcivescovile dei chierici di Catania, oggi vicario episcopale per la cultura della diocesi di Catania, canonico maggiore della Basilica Cattedrale “Sant’Agata” di Catania, docente incaricato di esegesi biblica presso lo Studio Teologico San Paolo a Catania e cappellano delle Monache Benedettine dell’adorazione perpetua del Santissimo Sacramento in Via Crociferi. Nel suo intervento, con un occhio sempre attento al testo di Ruggiero, don La Manna ha tracciato le grandi potenzialità (che si manifestano in molti contesti) ma anche i limiti della figura del pastore (qui intesa nella sua accezione cattolica) nei confronti del gregge e della sua funzione di "essere pastore".
Entrambi gli interventi, come sottolineato da Alain Calò, moderatore dell’evento, hanno dedicato uno spazio di riflessione a un passo che ha colpito tutti. Ruggiero, infatti, nel suo testo dedica delle pagine bellissime al valore e all'importanza delle ferite. Come ha detto don La Manna, in questo libro troviamo una vera e propria chicca quando leggiamo che Gesù, risorgendo, ha voluto portare con sé solo le ferite e nient’altro (neppure la croce). Le ferite rappresentano l’umanizzazione della figura del pastore e del gregge. Sono qualcosa che ci portiamo addosso tutti noi. Purtroppo, però, viviamo in una società in cui mostrare le proprie ferite è visto come un atto di viltà. Ci lasciamo stritolare da un presente che ci massifica e ci soffoca nelle nostre individualità, facendoci sentire più soli, con le conseguenze che tutti noi conosciamo, non da ultimo il suicidio di un giovane prete di 35 anni. Ecco, questo libro rappresenta anche un elemento consolatorio, un invito a riconoscere e accettare le nostre ferite e quelle degli altri, e a convivere con esse.
L’intervento conclusivo dell’autore è stata la summa di tutti i discorsi, sottolineando il motivo che lo ha spinto a scrivere questo testo e ricordando le tante persone presenti in esso. Ha ringraziato la propria famiglia e ha rivolto un pensiero particolare a Padre Santo Blando, prete psicologo e importante colonna della Diocesi di Nicosia, scomparso nel 2024, e a Laura Musetti, la quale “non sottrae alla Ragione la Fede”, come sta scritto nella dedica che Ruggiero ha dedicato, oltre che a p. Blando. Il testo ha la prefazione di Donato Ogliari, abate della Basilica papale di San Paolo fuori le Mura dal 2022, che con una sua meditazione ha introdotto i cardinali al recente Conclave, e la postfazione di Madre Maria Emmanuel Corradini, medico e, dal 2012, abbadessa del monastero benedettino San Raimondo a Piacenza.
Tutti gli interventi sono stati intervallati da stupendi momenti all’arpa, eseguiti magistralmente da Stefania Tosto.
Un libro che rappresenta un vero e proprio regalo per tutti noi. A prima vista un testo tecnico e "per gli addetti ai lavori", ma che, grazie alla penna di Ruggiero che guida il lettore in questo viaggio nell’opera di Gregorio Magno attualizzandola, si rivela un'ottima lettura da cui trarre importanti spunti di riflessione e meditazione.
3.7°