‘Kore non fa sconti’ di Pino Grimaldi
Giovanni Sartori sul “Corriere” di ieri ha affermato in chiusura di un suo editoriale sulle Università che quella di Enna, la Kore, “laurea in anticipo il 79 per cento degli iscritti” lasciando intend...
A cura di
Pippo
04 gennaio 2010 14:28
Dall’anno 2006/07 tuttavia la Kore non ha più riconosciuto crediti sulla base di convenzioni con ordini professionali ma ha valutato, con estremo rigore, i titoli individuali presentati degli studenti. E poiché la Kore ha operato a partire dal 2005, le prime lauree “normali” sono state conseguite nell’estate dell’anno in corso, 2008 e cioè al completamento del corso triennale di studi. Quelli che invece provenivano da altre Università e dunque con corsi di studi iniziati e che per il progetto sopradetto avevano potuto utilizzare il riconoscimento dei crediti, hanno potuto in verità completare il loro corso di studi apparentemente in anticipo, mentre gli studenti che iniziano nella Kore il triennio, non possono utilizzare alcuna facilitazione e dunque non avranno nessuna scorciatoia. Ad oggi, sono stati immatricolati al primo anno, alla Kore, più di 2.100 studenti e su questi, non ve n’è neanche uno che si avvalga del regime delle convenzioni di cui sopra. Costoro completeranno il loro corso di studi normalmente e dunque i cosiddetti laureati in anticipo saranno inesistenti.
La Kore peraltro, pur essendo l’ultima delle arrivate della quattro Università siciliane, ha ampio credito tra gli studenti, non per “studi facili” ma per lo scrupolo, l’attenzione e l’impegno che il corpo docente delle varie facoltà offre a chi abbia voglia di studiare. Ma anche perché lo spirito della Kore è stato quello di creare un’Università a misura di studente volenteroso e desideroso di acquisire conoscenza da utilizzare nella vita e di mettere costoro, anche sul piano delle facilitazioni (accoglienza, rapporto con i docenti) nelle migliori condizioni al più basso costo possibile.
Con Sartori convengo su un solo punto, sul quale da tempo ci si batte in Italia: l’abolizione del valore legale del titolo di studio che deve essere inteso solo e semplicemente come arricchimento della propria personalità socio culturale. Per il resto ahimè, e me ne dispiace per la stima che ho per lui, l’ottimo Sartori ha preso un granchio.
Pino Grimaldi
pubblicato il 15 novembre 2008
5.3°