Meditazione al Vangelo domenica 15 febbraio 2026

Meditazione al Vangelo domenica 15 febbraio 2026Il discorso che fa Gesù ai suoi discepoli offre tante riflessioni. Egli rappresenta la continuità, difatti dice: “Non crediate che io sia venuto ad abol...

A cura di Pippo Pippo
09 febbraio 2026 08:00
Meditazione al Vangelo domenica 15 febbraio 2026 -
Condividi

Meditazione al Vangelo domenica 15 febbraio 2026

Il discorso che fa Gesù ai suoi discepoli offre tante riflessioni. Egli rappresenta la continuità, difatti dice: “Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti”.

Gesù traccia la profondità del cuore, che, ricco di giustizia, deve essere in sintonia con la Parola.

“Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli”.

Gesù lo spiega richiamando alcuni comandamenti del Vecchio Testamento e riproponendoli con una sua chiave di lettura:

“Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Gesù esprime il suo pensiero a tutte quelle volte che uccidiamo un fratello con l’ira o considerandolo “stupido” o “pazzo”.

Quante volte noi uccidiamo con la lingua per mancanza di compassione e nel pieno disprezzo?

Gesù ci ammonisce: “Chi dice al fratello ‘stupido’ dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice ‘pazzo’ sarà destinato al fuoco della Geènna”.

Gesù ci richiama alla conciliazione con il fratello prima ancora di cercare l’amicizia del Padre: “Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono”.

Il cuore deve essere in armonia con le nostre relazioni, facendo tutti quegli atti che possono essere specchio dell’Amore del Padre e della sua Misericordia.

Un altro comandamento citato nel discorso da Gesù è: “Non commettere adulterio”.

Da qui il Suo insegnamento di giustizia: “Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore”.

Mi piace concludere questa meditazione con un passo di Papa Benedetto XVI (Angelus, 13 febbraio 2011): “La novità di Gesù consiste essenzialmente nel fatto che Lui stesso riempie i comandamenti con l’amore di Dio, con la forza dello Spirito Santo che abita in Lui. E noi, attraverso la fede in Cristo, possiamo aprirci all’azione dello Spirito Santo, che ci rende capaci di vivere l’amore divino. Perciò ogni precetto diventa vero come esigenza d’amore, e tutti si riconoscono in un unico comandamento: ama Dio con tutto il cuore e ama il prossimo come te stesso”.

Rosario Colianni

del M.M. Giovani Insieme e della Rete Mondiale di Preghiera del Papa (già Apostolato della Preghiera)