Nasce “Fior di Loto”, ASP di Enna e famiglie insieme contro i disturbi alimentari
Nasce “Fior di Loto”, ASP di Enna e famiglie insieme contro i disturbi alimentari
Nel tessuto sociale di Enna prende forma una realtà nuova, nata dalla concretezza di chi ha già attraversato una
prova difficile e ha scelto di trasformare quell'esperienza in risorsa per gli altri.
Si chiama "Fior di Loto" ed è un'associazione di promozione sociale che nasce all’interno del progetto “Linee di intervento per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione nella Regione Siciliana” sviluppato dall’ASP di Enna in collaborazione con un gruppo di genitori accomunati da un percorso simile: quello di aver vissuto all'interno delle proprie famiglie la problematica dei DNA i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione.
Il nome non è casuale. Il fiore di loto cresce e sboccia negli stagni limacciosi, eppure mostra tutta la sua bellezza e la sua forza proprio là dove le condizioni sembrano più difficili.
È questa l'immagine che i fondatori hanno scelto per comunicare la loro visione: una malattia, qualunque essa sia, non deve diventare un'etichetta che definisce una persona. Al contrario, se affrontata nel modo giusto, con l’aiuto di persone competenti, può trasformarsi in un'occasione di cambiamento, di resilienza, di scoperta di risorse interiori che spesso nemmeno si immaginava di possedere. Così come il fiore di loto, anche ogni persona in difficoltà, se ascoltata, capita e accompagnata, può splendere come essere unico e irripetibile.
L'associazione, che conta già circa venti famiglie, ha fin da subito impostato la propria azione su tre direttrici fondamentali: essere un punto di riferimento stabile per chiunque si trovi ad affrontare un disturbo
dell'alimentazione - spesso senza sapere da dove cominciare -; collaborare con il servizio pubblico gratuito dell'ASP di Enna dedicato ai DNA; e promuovere iniziative di sensibilizzazione e prevenzione rivolte alla comunità.
In questo quadro, il rapporto con l'Azienda Sanitaria Provinciale rappresenta una delle colonne portanti del progetto: l'ambulatorio UOSD DCA dedicato ai disturbi dell'alimentazione, situato in viale Diaz 49, primo piano, è operativo sotto la guida della dottoressa Luigia Savarese, psicologa dell'ASP di enna, disponibile per qualsiasi approfondimento allo 0935-520497 o al 331 2661556.
L'associazione, che si riunisce in gruppo una volta al mese, ha già avviato alcune iniziative concrete, tra cui incontri nelle scuole condotti insieme alla professionista dell'ASP e momenti di diffusione pubblica attraverso banchetti informativi.
Un aspetto che chi è "dall'altra parte" non sempre conosce è quanto possa essere complesso il primo passo. Spesso il disturbo non viene individuato subito: i sintomi possono essere sottili, le famiglie non riconoscono i segnali, e quando cominciano a sospettare qualcosa si trovano spesso di fronte a un muro di diffidenza — nei confronti di se stesse prima ancora che dei servizi disponibili. C'è la paura di essere giudicati, la reticenza ad ammettere che si tratta di una patologia complessa, la fatica di mettere a fuoco un problema che ancora non ha un nome.
È proprio per questo che l'associazione considera fondamentale la propria funzione di accompagnamento: tutte le famiglie che ne fanno parte si sono rese disponibili a condividere le proprie storie, a stare vicino a chi è ancora all'inizio di quel percorso, a dimostrare che è possibile attraversarlo.
Vale la pena ricordare che i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione sono oggi tra le patologie più diffuse e, al tempo stesso, tra le meno visibili nella loro fase iniziale il cui esordio può iniziare già dai 9 anni di età. Comprendono situazioni molto diverse tra loro — dall'anoressia alla bulimia, dai disturbi da alimentazione incontrollata alle forme di ipernutrizione compulsiva, fino alle più recenti forme di ortoressia e altre condizioni correlate — e interessano fasce d'età sempre più ampie, con un'incidenza crescente anche nella popolazione maschile, a lungo sottostimata.
Il rischio principale è proprio la loro natura silenziosa: si sviluppano lentamente, si nascondono facilmente, e spesso quando emergono in modo conclamato hanno già prodotto danni significativi sulla salute fisica e psicologica della persona.
In Italia, si stima che oltre tre milioni di persone convivano con un disturbo della nutrizione e dell'alimentazione, e la mortalità associata è tra le più alte di qualsiasi patologia all’interno dei disturbi della salute mentale. Intervenire precocemente, dunque, non è soltanto auspicabile: è determinante.
L'esistenza di una realtà come "Fior di Loto" — che nasce dal basso, dall'esperienza vissuta, e si affianca in modo organico alle strutture sanitarie pubbliche — risponde a un bisogno reale e diffuso, e rappresenta un segnale incoraggiante per un territorio spesso carente di reti di prossimità.
Per informazioni, è possibile contattare la presidente Rosanna Lauro al 327 613 4203; o i membri del direttivo Carmelo 3286160070; Francesca 3288939914
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