Nicosia. Nubi nere (politiche) all'orizzonte
Il tempo scorre inesorabile e sempre più ci avviciniamo alle prossime elezioni amministrative che, viste le premesse, saranno le più divisive di sempre per questa comunità. Diversi personaggi, infatti...
Il tempo scorre inesorabile e sempre più ci avviciniamo alle prossime elezioni amministrative che, viste le premesse, saranno le più divisive di sempre per questa comunità. Diversi personaggi, infatti, da bravi lupi travestiti da agnelli stanno gettando benzina sul fuoco per inasprire il dibattito e avvelenare gli animi di tutti.
Ma richiamando tutti alla razionalità, vogliamo domandarci ad oggi come si palesa il futuro politico di Nicosia? Perché a ben vedere sembrano addensarsi solo nuvole nere sulla nostra comunità. La politica odierna è caratterizzata dal comportarsi come Giano Bifronte, scollegata totalmente tra ciò che dice e ciò che fa, travisando la realtà stessa.
L'opposizione in Consiglio Comunale proclama ormai da anni la fine di Bonelli e della sua maggioranza e invoca le dimissioni, ben sapendo di non avere i numeri (o il coraggio?) di una mozione di sfiducia o di bloccare il consiglio comunale (e quindi di fatto Bonelli è in una posizione solidissima).
Dall'altro lato, l'opposizione esterna è ancora più pittoresca con proposte che sembrano uscite da un film di Cetto La Qualunque oppure, privi di argomenti reali, chiede ausilio all'intelligenza artificiale. Si registra anche il ritorno del vintage con una operazione nostalgia che se può funzionare con Sarabanda o la Ruota della fortuna non può funzionare in politica perché almeno i primi due erano programmi seri allora come ora, non proclami con qualche aspetto positivo strombazzato fino alla nausea e tantissimi aspetti negativi - chissà come mai? - ignorati.
E infine il colpo di genio con il mega accrocchio che farebbe riportare le lancette al 2007 con la (s)paventata candidatura di Spedale avallata dal PD composto da quelle stesse persone che ben una generazione fa (pensate voi come siamo mal ridotti) attaccava Spedale pensando non potesse essere un buon sindaco e vincendo le elezioni con queste argomentazioni. Ed in più stiamo assistendo alla resurrezione di tanti altri ex politici sonoramente bocciati al loro tempo e di cui francamente non se ne sentiva il bisogno.
In mezzo a tutto questo sfacelo e dinnanzi alla presa di fatto che questo tipo di fare politica ha fatto allontanare le migliori risorse pronte ad impegnarsi per il rilancio del paese, l'unica cosa che ci resta è fare un pellegrinaggio chiedendo non tanto il terzo quanto il centesimo mandato per Bonelli non tanto in ottica del "meglio il male saputo che quello da sapere" ma sapendo che il "male da sapere" è un male ancora più saputo del male saputo.
Alain Calò
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