Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”

Piazza Armerina anticamente era la “Piazza delle Armi”, il luogo dove gli ordini cavallereschi si riunivano durante il periodo delle crociate per organizzare la Guerra Santa. La città aveva un ruolo l...

A cura di Pippo Pippo
18 aprile 2025 11:23
Piazza Armerina: "città delle cento Chiese” -
Condividi

Piazza Armerina anticamente era la “Piazza delle Armi”, il luogo dove gli ordini cavallereschi si riunivano durante il periodo delle crociate per organizzare la Guerra Santa. La città aveva un ruolo logistico fondamentale, poiché centrale rispetto all’isola e collegata tramite il fiume Gela al porto di Gela, dal quale si partiva per raggiungere la Terra Santa. Dunque praticamente ogni ordine cavalleresco aveva la sua chiesa a Piazza Armerina.
Alcune di queste chiese sono diroccate, alcune chiuse, ma molte altre sono visitabili, per quanto non siano sempre aperte.

Cattedrale Maria Santissima delle Vittorie

Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”

La Chiesa venne costruita nel XIV secolo sui ruderi della primitiva Santa Maria della Platea, in seguito al “ritrovamento” all’interno di un’arca di cipresso della icona ritenuta miracolosa, presso il santuario di Piazza Vecchia.
Della Chiesa del XIV secolo ci rimane la parte bassa del Campanile, a torre con una decorazione gotico catalana ottenuta con calcare bianco. Dal 1598, a seguito di un ricchissimo lascito da parte del barone Marco Trigona, la chiesa medievale venne demolita ed al suo posto si iniziò la costruzione dell’odierno edificio.
I lavori termineranno solo nel 1881 con la realizzazione della scalinata monumentale. Oggi la Chiesa è a pianta basilicale tripartita con navate minori suddivise dal corpo centrale da possenti pilastri che reggono le volte e la alta cupola.
Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”

Al centro dell’altare maggiore l’icona della Madonna delle Vittorie, racchiusa in una teca con cornice in smalti di fattura quattrocentesca siciliana.

Chiesa di San Giovanni Evangelista

Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”
La sua strana facciata grigia tradisce gli anni e le modifiche apportate alla chiesa. La chiesa di San Giovanni Evangelista venne infatti costruita a inizio seicento sulla struttura di un oratorio trecentesco. Le decorazioni risalgono per lo più al settecento e sono composte da affreschi e dorature. Alla stessa epoca risale il campanile e i due portali d’ingresso separati dalla strada per mezzo di una breve scalinata. Purtroppo però nel 1785 scoppiò un incendio che distrusse una parte della chiesa, prontamente ricostruita. La chiesa di San Giovanni Evangelista ha una forma allungata di 25 metri di lunghezza per 8 di larghezza. Gli spazi interni sono distribuiti su di un’unica navata che conduce fino all’altare maggiore decorato da due statue di marmo che raffigurano le allegorie di Fede e Innocenza. Sulle pareti e sul soffitto ci sono affreschi fiamminghi che narrano la vita dei monaci Benedettini.

Chiesa dei Teatini

Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”
La chiesa dei Teatini, ormai chiusa al culto da tempo, come potrai già immaginare vedendo la sua facciata in cui cresce la vegetazione. Questa risale agli inizi del XVII secolo, quando prese il posto di una precedente chiesa del XII secolo, di cui rimangono alcune tracce tardo-medievali sul muro esterno.
La facciata in stile barocco ha una forma concava e sul lato sinistro si erge un massiccio campanile a base quadrata. Il grande portale centrale è accompagnato dalle statue in pietra arenaria di Sant’Andrea Avellino e San Gaetano Thiene. Gli interni vennero affrescati dal pittore fiammingo Borremans, autore delle decorazioni anche della chiesa di San Giovanni Evangelista.

Chiesa di San Vincenzo e convento dei Domenicani

Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”
Il convento dei Domenicani, fondanto nel duecento ma rivisto più volte durante i secoli. I resti più antichi del convento sono nella parte sinistra del chiostro, dove si possono vedere due bifore in stile gotico e un piccolo portale quattrocentesco che faceva parte dell’aula capitolare di epoca medievale. Sono inoltre presenti altri due portali risalenti al secolo successivo.
La chiesa di San Vincenzo, voluta dal barone Giuseppe Starrabba, è direttamente collegata al convento dei Domenicani, ma è più recente. La sua costruzione è infatti avvenuta nel seicento e si può riconoscerla per via dei due portali simmetrici posti al culmine di una breve scalinata. I due ingressi sono decorati in stile manieristico di epoca tardo rinascimentale, attraverso l’uso di una pietra dal colore caldo. Gli interni della chiesa di San Vincenzo presentano degli stucchi barocchi e un soffitto ligneo a cassettoni su di un’aula rettangolare, mentre le pareti sono decorate da tele d’epoca barocca. Accanto all’altare c’è il monumento funebre di Starrabba, sovrastato da una piccola statua seicentesca di San Vincenzo, a cui la chiesta è titolata.

Chiesa di San Rocco

Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”
La chiesa di San Rocco è una delle chiese principali di Piazza Armerina ed ha origini molto antiche. Era infatti già presente nel XIV secolo, quando apparteneva alla famiglia Degli Uberti, al comando della città. Nel seicento la chiesa e l’attiguo monastero vennero donati ai monaci Benedettini che vi rimasero fino al 1866, anno della soppressione degli ordini religiosi.
La facciata della chiesa di San Rocco è ben riconoscibile per l’abile utilizzo dei laterizi e della pietra arenaria che caratterizza anche il portale d’ingresso. Questo è stretto tra lesene abilmenti scolpite e una cornice con fini decori. Al di sopra c’è un grande finestrone rettangolare, anch’esso incorniciato in pietra. Il lato destro della facciata si collega al campanile a base quadrata con sulla sommità la cella campanaria. Gli interni della chiesa di San Rocco sono disposti su di un’unica navata decorata con stucchi e con paraste con capitelli dorici.
Al fianco della chiesa di San Rocco si trova l’ingresso al suo chiostro, stretto tra pareti in pietra e laterizio, ha una forma molto semplice. Privo di archi e porticati presenta al centro delle piccole aiuole verdi.

Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola

Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”
La chiesa di Sant’Ignazio di Loyola risale al seicento, quando i Gesuiti la costruirono dopo essersi stabiliti a Piazza Armerina. Questa è la prima chiesa dedicata a Sant’Ignazio dopo la sua beatificazione. L’imponente facciata spicca dietro un’articolata scala che si divide in due rampe per poi ricongiungersi ed ha una forma leggermente convessa. Interamente costruita in mattoni è scandita da lesene piatte con capitelli di ordine dorico. Il portale è stretto tra due colonne che sorreggono un timpano spezzato, mentre al piano superiore c’è una grande finestra rettangolare con timpano semicircolare. Gli interni sono disposti su di una pianta basilicale a tre navate, con quella centrale sensibilmente più ampia delle altre che conducono fino a una bassa cupola ottagonale. Sono presenti due altari in stile barocco con stucchi e colonne tortili. L’intera chiesa è decorata inoltre con tele che vanno dal seicento all’ottocento, un paliotto d’altare in legno scolpito e un coro neoclassico in legno.

 

Ex chiesa Sant’Anna

Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”

Decisamente particolare è l’ex chiesa di Sant’Anna, con una facciata barocca convessa che tradisce la forma ottagonale degli interni. L’intera struttura venne costruita in pietra locale nel settecento. La facciata è anticipata da una scalinata a due rampe che conduce fino al grande portone, chiuso da tempo, incorniciato in pietra e con timpano spezzato. Al di sopra c’è una finestra rettangolare e, all’ultimo piano, tre grandi archi si rivolgono direttamente verso il cielo. L’intera facciata è scandita da lesene di ordine dorico. Gli interni sono illuminati da una bassa cupola e si allungano verso il presbiterio. Qui sono presenti quattro nicchie sormontate da archi a tutto sesto. L’abside presenta ancora i resti dei affreschi del seicento, mal conservati.

 

Chiesa di San Pietro

Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”
La chiesa risale al cinquecento e in quell’epoca era posta al di fuori delle mura cittadine. La struttura oggi è però il risultato di secoli di modifiche e rimaneggiamenti operati dai frati Francescani che gesticono il complesso dagli inizi del XVI secolo, quando costruirono anche il convento affiancato. Nel 1624 il convento di San Pietro venne dichiarato di regio patrono, grazie alla concessione del vicerè Emanuele Filiberto di Savoia. Ciò innalzò il suo prestigio e i nobili locali fecero a gara per costruire delle cappelle di pregio all’interno della chiesa di San Pietro con lo scopo di utilizzarle come mausolei. La chiesa di San Pietro si presenta con un’architettura rinascimentale. La facciata estremamente semplice e lineare è decorata solamente dal portale manieristico incorniciato in pietra arenaria. Gli interni sono invece riccamente decorati e presentano un soffitto ligneo a cassettoni ottimamente arrivato ai giorni nostri. Gli spazi sono disposti su di un’unica navata che conduce fino al grande arco che separa la zona del presbiterio. Quest’arco è decorato con intarsi e bassorilievi. Dietro l’altare è posta una grande tela con raffigurati i Santi Pietro e Paolo.

Chiesa di Santo Stefano

Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”

La chiesa dedicata a Santo Stefano si trova nelle vicinanze della Porta San Giovanni. L’edificio fu costruito tra il 1500 e il 1600, essa presenta una facciata arricchita di decori barocchi e al suo fianco si innalza un bellissimo campanile realizzato con pietre finemente lavorate. Al suo interno troviamo molti affreschi, sculture in oro e due magnifiche cappelle del XVIII secolo dedicate a S. Gregorio Magno e al Crocifisso.

 

Chiesa Parrocchiale Del Sacro Cuore

Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”

 

 

 

 

 

 

Chiesa e convento San Francesco

Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”
Il chiostro e il convento di San Francesco di Piazza Armerina Enna Sicilia nel antico quartiere Monte.
Il convento dei francescani conventuali di Piazza Armerina sembra sia stato fondato dopo il 1392, quando i frati furono costretti a lasciare il loro convento precedente per consentire al suo posto la costruzione del nuovo castello reale (l'attuale Castello Aragonese). I conventuali vennero indennizzati con l'assegnazione di alcuni proventi, nonché dell'area e delle fabbriche del vecchio Castrum Regine, posto nell'estremità settentrionale del colle Mira a guardia della sottostante valle Rocca e della Castellina. Nel 1580 la famiglia francescana era composta da quattro sacerdoti, due diaconi e tre novizi. Scrive lo storico locale Alceste Roccella: Dal 1605 al 1644 per zelo del Guardiano Padre Maestro Ludovico Bonaccolti nobile piazzese fu dalla parte australe del cenobio costruito il maestoso tempio col sontuoso campanile che tuttora si vedono e l'antica chiesa fu convertita in sacrestia e nella parte soprastante in dormitorio. Nella parte occidentale allargato il convento, fu decorato da vasto peristilio con belle colonne di pietra silicea e vasto serbatoio di acqua nel centro. Se ne può dunque dedurre che, durante la seconda metà del 600, viene realizzato l'impianto planimetrico del convento. Un'importante attività di ampliamento del convento è rappresentata dalla lunga manica settentrionale che prospetta sulla Via Cavour, costruita probabilmente alla fine del secolo XVII. Nel secolo successivo, invece, viene costruita la facciata della chiesa che il vescovo piazzese Matteo Trigona inaugura nel 1742 (come si ricava da una iscrizione posta accanto alla porta). Nel 1866, a causa della soppressione delle Corporazioni religiose, il convento viene assegnato al Comune che lo trasforma a sede dell'Ospedale civico M. Chiello e Vespasiano Trigona (1870). Con i lavori di adeguamento a struttura ospedaliera l'intero edificio subisce radicali ed estese modifiche e adattamenti: gli antichi ambienti vengono sconvolti da diversi e pesanti ristrutturazioni e sopraelevazioni. Il complesso edilizio cade in disuso ed è sottoposto, soprattutto l'ex convento, ad un lento e progressivo degrado che si aggrava nel luglio 2005 quando un atto vandalico sottrae quattro capitelli, danneggiando le colonne monolitiche e le volte di copertura dei portici del chiostro. Alla fine del mese di febbraio 2014 la ditta Impresa ESSE I s.r.l. di Regalbuto consegnava l'edificio. Alla fine del mese di gennaio 2015 è avvenuto il trasferimento dell'Episcopio e della Curia Vescovile dagli storici locali di via La Bella nel nuovo Episcopio di piano Fedele Calarco 1, attiguo alla Cattedrale e al Museo diocesano.

Chiesa di Santa Veneranda

Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”
La chiesa di Santa Veneranda è tra le più antiche della città di Piazza Armerina. Le più antiche notizie risalgono al 1299, probabilmente però, la chiesa nasce nel secolo precedente in collegamento al quartiere Castellina del quale, dal 1582, divenne sede della parrocchia. Entrando al suo interno essa esibisce un'unica navata con altari laterali e con un'abside poligonale. La facciata è asimmetrica rispetto all'interno. Accanto vi sono annessi la torre campanaria e i locali parrocchiali che si estendono su quattro livelli, quello a piano terra accoglie la sacrestia. Sul lato destro, possiamo ammirare un'aula rettangolare con due altari separati dall'accesso dalla via laterale, invece sul lato sinistro vi è un solo altare e un'immensa profonda nicchia, nella quale è collocato il fonte battesimale. Sopra l'ingresso, fu essenziale costruire una cantoria. L'interno è perfettamente intonacato con prestigiose dorature su alcune cornici. Altre dorature avanzano sulle cornici e sulle modanature degli altari laterali, i quali sono pianificati secondo uno schema compositivo, sia per fattura e per cronologia. La copertura a due falde è caratterizzata da una struttura portante con capriate lignee e tavolato, anch'esso ligneo, a vista; tra l'altro, essa è sormontata da un manto di coppi siciliani. La pavimentazione è stata recentemente realizzata in marmo. L'accesso al presbiterio è contraddistinto dall'arco trionfale e dal bema. L'abside poligonale è oltrepassata da un catino, che ne percorre nuovamente il perimetro. Al centro fu assestata la macchina d'altare in stucco, con al centro la nicchia e in basso il paliotto in marmi e diaspri. Vi è disposta una facciata asimmetrica a due falde, intonacata con modanature che mette in risalto il perimetro centrale, lasciando,però in evidenza i conci squadrati del basamento cantonale destro. Il portale non fu intonacato, ma costruito in conci di pietra arenaria; l'arco a tutto sesto, impostato su due semplici piedritti, è sormontato da un piatto listello orizzontale. Sopra in asse si apre una finestra rettangolare, incorniciata da nudi conci di pietra arenaria. Lo spazio antistante è sistemato similmente ad un piccolo sagrato, costituito da un articolato sistema di rampe e di gradinate per accedervi. L'orografia e la e pendenza del sistema viario ha influenzato le livellette delle strade laterali, come nel sagrato. Certuni fronti secondari della chiesa sono incorporati agli edifici adiacenti; il solo prospetto libero e visibile è a est e mostra il paramento privo di intonaco, lasciando in vista la struttura muraria; questa è costruita con blocchi di pietra locale informi o squadrati, sistemati irregolarmente.

Chiesa del Carmine

Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”
La chiesa fu ricostruita nel suo stato attuale nel 1652, come si evince dalla data incisa sul portale principale, sulle rovine di una precedente chiesa di S. Alberto risalente al XV secolo. In alto, sopra il portale, si può ammirare una “Madonna col Bambino” attribuita ad Antonio Gagini che andrebbe messa in sicurezza e restaurata. L’interno è in completo stato di abbandono e presenta 4 altari che sono stati spogliati dei dipinti. Resta solo, sulla parete sinistra, una bellissima tela seicentesca raffigurante una “Madonna del Carmelo” con S. Simone e S Andrea Corsini. Sulla parete destra si trova un affresco ottocentesco raffigurante “la Madonna col Bambino”. La chiesa é attualmente chiusa al culto e si tratterebbe solo di restaurare il tetto e rimetterla in funzione, ma anche di mettere in sicurezza tutto quello che è rimasto dentro.

Chiesa di Maria Santissima dell'Indirizzo

Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”
Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”

 

 

 

 

 

 

Chiesa di Santa Lucia

Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”


Chiesa d'Itria

La Chiesa dell'Itria è situata tra la Piazza Garibaldi e il quartiere Canali,ex quartiere degli ebrei.Risale alla fine del 1500 e i primi del 1600.Il prospetto è caratterizzato da un elegante
Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”
portale barocco in pietra arenaria e campanile con mattoni crudi.A sinistra della chiesa si trova la canonicain stile liberty,costruita dopo i Patti Lateranensi,su un terreno donato alla chiesa dal comune.L'interno della chiesa pè a pianta basilicalecon abside a forma quadrata irregolare.A sinistra si accede alla sacrestia comunicante con la canonica.A destra un ingresso laterale si affaccia sulla via Itria.La navata centrale è scandita da quattro colonne a sezione circolare.Sulle pareti,una volta occupate da altari rimossi,si trovano delle nicchie contenenti la statua di S.Francesco di Paola,in gesso evidenziato da lesene,capitelli,riquadri e trecce,il tutto in oro zecchinoe una tela raffigurante la Madonna di Odigitria con Bambino.Sulla parete sinistra una statua di gesso dedicata al Sacro Cuore e un crocifisso in gesso evidenziato da colonne tortili con timpano accartocciato.Alla destra dell'ingresso invece si trovano affreschi più recenti e il fonte battesimale in marmo bianco.La navata centrale,illumuinata da sei finiostre circolari,ha una copertura a crociera.All'internodell'abside,illuminata da due grandi finestre rettangolari,si trova l'altare maggiore in legno intarsiato e laminato,in passato,in argento,sormontato da una statua di gesso dedicata alla Madonna di Fatima risalente agli anni '40.La chiesa proprio per questa statua è santuario della Madonna di Fatima per gran parte della Diocesi di Piazza Armerina.La copertura dell'abside,invece,è a catino.
Purtroppo recentemente la chiesa ha subito dei danni a causa di infliltrazioni di acqua piovana che hanno causato il crollo della parete destra della chiesa che si affaccia sulla via Itria;sono partite per questo dei lavori di restauro che dovranno provvedere alla ricostruzione di buona parte della Chiesa.

Chiesa di Sant'Antonio Abate

Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”
La chiesa di Sant'Antonio Abate esisteva già nel 1651,era oratorio e confraternita e fa parte del complesso del Palazzo Vescovile.Rispetto alla chiesetta antistante il resto della chiesa è posto ad un livello superiore.Il portale in pietra arenaria ha un frontone accartocciato con al centro lo stemma scolpito della Curia ed è sormontato da una finestra in pietra arenaria.La chiesa,ora sede della Coltivatori Diretti,è stata divisa in due livelli.Nel piano terra l'impianto pianimetrico non è più leggibile in quanto è stato suddiviso,mentre il piano superiore,adibito a sala per le conferenze,è ben visibile.La pianta è rettangolare con copertura a botte lunettata;l'impianto planimetrico è scandito da pilastri addossati alle pareti collegati in alto da un cornicione che evidenzia l'imposta della volta.

Convento Santa Maria di Gesù

Piazza Armerina: "città delle cento Chiese”
Il convento di Santa Maria di Gesù a Piazza Armerina è un complesso religioso della città.
Fu fondato nella prima metà del 1400 dai Frati Minori Osservanti, adiacente ai ruderi di un antico villaggio di età romana. Fu successivamente abbandonato fino a quando, nel 1578, venne occupato dai Frati Minori Riformati.
La costruzione attuale risale probabilmente al Cinquecento. Essa presenta in posizione frontale un portico con pilastri, un tempo finemente affrescato, sul quale delle esili colonne monolitiche reggono gli archi ribassati di una ampia loggia. L'ingresso laterale della chiesa si trova sotto il portico mentre sul retro della chiesa si trovano i ruderi del chiostro del convento.

Convento dei Carmelitani
Chiesa Sant Antonio
Chiesa Santa Maria della Catena
Chiesa di San Giacomo
Chiesa delle Anime del Purgatorio
Chiesa degli Angeli
Chiesa del Crocifisso