QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DELL’AGGEGGINO NEL BAGNO DELLE SIGNORE

In un paese non lontano lontano, della provincia di Enna, (vi mancava eh?) tra le Madonie ed i Nebrodi un giorno entrai in un bar a prendere un caffè ginseng (perché fa chic). Ad un certo punto inizia...

A cura di Pippo
08 marzo 2026 10:44
QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DELL’AGGEGGINO NEL BAGNO DELLE SIGNORE -
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In un paese non lontano lontano, della provincia di Enna, (vi mancava eh?) tra le Madonie ed i Nebrodi un giorno entrai in un bar a prendere un caffè ginseng (perché fa chic). Ad un certo punto iniziai a sentire una storia che ha dell’incredibile. Subito mi accorsi che era un noto regista che stava esponendo la trama del suo prossimo film i cui riferimenti a fatti e personaggi sono puramente casuali.

Nel paesino non lontano lontano un noto imprenditore, dalla grande fede cattolica e dall’amore per la famiglia tanto da averne due e volersi sposare in chiesa con entrambe attraverso non il Dio Trino ma quello più potente Quattrino, installò uno strano aggeggino nel bagno delle signore. Lì per lì le signore, notando lo strano arnese, pensavano fosse un semplice dispenser di profumi. Ma in realtà era, dato che il nostro integerrimo imprenditore era un noto fan di George Orwell, una telecamerina intenta a registrare il tutto, in modo tale da rivendere il materiale attraverso piattaforme online con lo pseudonimo “Big Guardone is watching you”.

Sta di fatto che un giorno, oberato dagli impegni (era in trattativa per la creazione della terza famiglia), il noto imprenditore sbaglia piattaforma e carica l’ennesimo video su Facebook. Apriti cielo! Visualizzazioni alle stelle e anche promesse di vedere le stelle (a furia di botte da orbi) da parte delle ignare signore riprese che ora diventavano moderne star del web.
In massa le signore si presentarono a casa dell’imprenditore, ma questi non si fece trovare nascondendosi in bagno (e lì non c’erano aggeggini). Ad accoglierli vi era la seconda moglie (la prima era stata archiviata tempo addietro), detta la “giraffa” per il collo alto sul quale posizionava ben tre collane tutte tempestate di diamanti (mentre al fisco dichiarava -sembrerebbe- di essere nulla tenente) e per gli amici la “scimmia” per il suo ridere da “babba preiata”, che accolse le signore nel salotto buono per farle una proposta che non potevano rifiutare (in quella casa, dichiarata al fisco come catapecchia, vi era anche una piccola orchestrina che nel mentre, per allietare l’atmosfera, suonava la musica de “Il Padrino”).

L’offerta era la seguente: nessuno avrebbe denunciato nessuno e la gentili signore avrebbero ricevuto in cambio 150.000 euro a testa, un appartamento vista Tour Eiffel a Parigi a testa, una Dacia russa a testa e un biglietto al prossimo concerto dei Jalisse, facendo presente che la stessa offerta era stata fatta e accettata da tutte le emittenti locali per il silenzio sulla vicenda, avendo quindi assoggettato il Quarto Potere. Seppur l’ultimo elemento, ovvero il biglietto del concerto dei Jalisse, avrebbe fatto tentennare anche il più incorruttibile degli incorruttibili, le signore se ne andarono disgustate e andarono tutte a denunciare l’accaduto.
L’imprenditore, a questo punto, decise di emigrare negli USA sapendo che, tra Epstein e Weinstein, non solo avrebbe ottenuto asilo politico, ma sarebbe stato in corsa per le elezioni del 2028 per la carica di Presidente USA.

Quando finì di raccontare la trama di questo kolossal impegnato e che mi lasciò a bocca aperta, non potei far altro che andare a stringere la mano al regista per dirgli che aveva avuto proprio una grande fantasia. Mai, infatti, qualcuno avrebbe potuto anche solo immaginare una trama così avvincente.
Ci stringemmo la mano e mi disse che era alla ricerca di fondi per il suo film. Quindi lancio un appello ai lettori. Chiunque vorrà rendersi partecipe di un film che certamente vincerà l’Oscar o il premio della Corazzata Potemkin è pregato a farcelo sapere. L’offerta minima parte da 100.000 euro in su!
AC