martedì , Settembre 27 2022

Una guerra ad armi impari

giornalistiErano scomodi e irriverenti, sordi alle minacce e ai consigli di “buon senso”. Gli avvertimenti facevano tremare i polsi, ma l’indignazione prevaleva caricando la loro piccola arma. Erano giornalisti di professione, Uomini nella vita. Hanno combattuto una guerra subdola, spesso invisibile.
Mentre quelli sparavano, loro scrivevano. Una penna affilata contro il tritolo dilaniante. Giovanni Spampinato, Giuseppe Fava, Mario Francese, Peppino Impastato, Franco Piccinelli. Sono solo alcuni dei tanti nomi che fanno onore alla stampa italiana. Hanno combattuto la loro guerra contro mafie e terrorismo. Non può rimanere vano il loro impegno civile. Ognuno nel suo piccolo mondo può continuare la guerra di questi soldati, caduti per cambiare la mentalità di un intero popolo, vessato e piegato dalla prepotenza dei più forti.
Una penna può ferire, non uccidere, ma tante penne insieme possono formare un esercito rumoroso, contro il marcio che, silenzioso, penetra e travolge le nostre vite.
Oggi è la Giornata della Memoria dei Giornalisti italiani uccisi nel dopoguerra dalla criminalità mafiosa e dal terrorismo. L’unico modo per riscattare le loro vite è quello di diffondere cultura e memoria contro l’illegalità. Scrivere, parlare, raccontare per non dimenticare e continuare a combattere, ogni giorno, la nostra guerra.

 

http://valentinalaferrera.blogspot.it

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