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Agira: L’aron Ebraico

Agira. L’Aron Ebraico (Arca Santa) fu realizzato nell’anno 5214 dalla creazione del mondo, secondo il calendario ebraico, corrispondente all’anno 1454 del calendario cristiano. L’Aron era il luogo dove venivano conservati i rotoli con le Sacre Scritture (Torà). Al centro è riprodotto in pietra bianca lo stemma della casa d’Aragona. L’iscrizione in caratteri ebraici nella parte alta dice: “Casa di Giacobbe, venite e camminiamo alla luce (del Signore)”. Proviene dall’ex Sinagoga di via Santa Croce, costruita ad Agira intorno al 1450, negli anni in cui il re Alfonso d’Aragona, dopo decenni di umilianti segregazioni e di limitazioni, concesse agli Ebrei una certa libertà di culto. La Sinagoga era il segno evidente della presenza ad Agira di una giudecca abbastanza numerosa e dinamica. In quegli anni gli Ebrei di Sicilia si dedicavano prevalentemente al commercio e all’artigianato: erano rinomati soprattutto per l’abilità nel dipingere le stoffe. Ma il periodo di tolleranza durò poco più di quarant’anni: il 31 marzo del 1492, infatti, con l’editto di Granada, Ferdinando il Cattolico decretò la loro espulsione da tutti i territori ricadenti sotto la giurisdizione della corona di Spagna. Anche per gli Ebrei di Agira iniziò una nuova diaspora e la Sinagoga venne abbandonata. Rimase inutilizzata per più di un secolo, fino a quando, nel secolo XVII, il Beato Diego da Sinagra dei Frati Minori non la trasformò, col consenso dell’autorità ecclesiastica, in un eremo. Successivamente venne adibita ad oratorio della Confraternita di Santa Croce. Oggi versa nuovamente in stato di totale abbandono.Di essa, grazie soprattutto alla sollecitudine del compianto prevosto P. Rosario Cottone, che ne curò personalmente la paziente ricostruzione all’interno della Chiesa del Santissimo Salvatore, si è salvato solo l’Aron. Una grande fortuna per la cultura e per la storia. Oggi questo straordinario monumento, “una vera rarità in tutta l’area mediterranea”, come sostiene il Prof. Titta Lojacono, presidente dell’Istituto Internazionale di Cultura Ebraica, “il più antico Aron d’Europa”, come afferma lo studioso Nicolò Bucaria, è al centro di una grande attenzione di studiosi ed esperti. Oltre all’indubbio valore artistico, questo monumento ha una grande importanza storica, in quanto è l’unico Aron rimasto in Sicilia dopo l’editto del 1492.

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