venerdì , Maggio 7 2021

I laghi e dighe nella Provincia di Enna

I laghi nella Provincia di Enna

lago-pergusaIn una delle zone più interne della Sicilia, in uno degli angoli più fortunati della Provincia di Enna, esiste un luogo in cui Madre Natura ha voluto regalare agli abitanti di questa terra il prezioso gioiello di uno splendido lago naturale: il “Lago di Pergusa”.
Un luogo particolarmente bello ed affascinante che ha stimolato ed acceso sempre la fantasia popolare di ogni tempo, fin dalle epoche più remote.
Secondo una antichissima tradizione infatti, si sarebbe svolto proprio qui, in questo luogo, nella notte dei tempi, uno degli episodi più arditi e più affascinanti che la mitologia ci abbia tramandato: “II ratto di Proserpina”.
A parte comunque il fascino dei richiami mitologici che ad esso sono legati, questo è, in ogni caso, un luogo che ha sempre esercitato una particolare attrazione verso i turisti ed i visitatori di ogni epoca.
In questo luogo ed attorno a questo lago, è stata istituita nel 1995 dalla Regione Siciliana la prima Riserva Naturale Speciale della Sicilia, per tutelare un “ambiente lacustre di origine tettonica, che, per la sua estensione, ospita una ricca varietà di avifauna e rappresenta l’unica zona umida naturale di sosta nel cuore dell’Isola per gli uccelli migratori”.
Lungo le sponde del mitico lago si snoda, anche, il tracciato di un prestigioso autodromo che ha ospitato ed ospita periodicamente, nell’arco dell’anno, gare automobilistiche di livello nazionale ed internazionale che aggiungono ulteriori elementi di prestigio e motivi di forte richiamo, non solo per gli sportivi impegnati ed interessati a questo genere di manifestazioni, ma anche per i turisti ed i visitatori di tutte le parti del mondo.
Nell’ultimo decennio a seguito della persistente siccità il Lago di Pergusa in alcuni periodi dell’anno tende a prosciugarsi.
La Provincia Regionale di Enna, in sinergia con altri Enti, nell’ambito degli studi sull’ecosistema della conca Pergusina, ha avviato la realizzazione di un’opera che apporterà, attraverso una condotta di derivazione, gli sfiori invernali della diga Ancipa al Lago di Pergusa.
lago-campanitoSeppure meno famosi di questo primo e più importante lago naturale, (di Pergusa), in un’altra zona montana di questo territorio provinciale e più esattamente nelle vicinanze dell’abitato di Nicosia, all’interno di una riserva naturale denominata “Campanito – Sambughetti”, si trovano altri piccoli e suggestivi laghi naturali: “I laghetti del Monte Campanito”.
La località montana, all’interno della quale risultano incastonati questi preziosissimi gioielli della natura, è una zona ricca di boschi dalle essenze più varie: dai faggi, alle querce, alle roverelle. E’ una zona nella quale è ancora possibile ammirare la fauna del luogo ed avvistare rari esemplari di rapaci.
Si tratta certamente di una delle aree naturalistiche più importanti esistenti nell’interno dell’isola, che può essere considerata, in ogni caso, un prezioso punto di riferimento per tutti i turisti e quei visitatori che sono alla ricerca di ambienti naturali di particolare fascino e pregio.

Se è vero che la Natura è stata alquanto generosa e benefica per avere regalato i preziosissimi doni di questi “laghi naturali” è altrettanto vero che gli stessi abitanti hanno saputo ben operare per esaltare tanta preziosità.
digheSembrerebbe, infatti, che -quasi a dare prova di consapevolezza della preziosità di quei doni ricevuti – abbiano voluto riprodurre altrove, e moltiplicare in altrettante zone di questa stessa terra, il fascino e la bellezza di quei laghi naturali. Sono stati realizzati, sia pure per diversi scopi, tanti altri piccoli e grandi “laghi”, che presentano lo stesso caratteristico fascino degli ambienti lacustri.
In altrettante zone della Provincia di Enna sono sorti, infatti, ben sette “laghi artificiali”, che oggi costellano felicemente la mappa di questo territorio provinciale.
Una peculiarità questa che ha suggerito a qualcuno di coniare, per questa terra, l’ambito soprannome di “Provincia dei laghi”.
I sette “laghi artificiali” formatisi a seguito della costruzione di altrettanti serbatoi, (dighe), realizzati in diversi bacini idrografici del territorio provinciale, la cui costruzione è stata dettata da esigenze di carattere diverso: idroelettrico, potabile, irriguo, industriale, etc.
Esigenze diverse, tutte quante però accomunate da un unico impegno e da un solo apprezzabilissimo proposito: quello, cioè, di utilizzare al meglio e di valorizzare al massimo la insostituibile preziosità di una risorsa naturale com’è quella dell’acqua.
Alcuni di questi serbatoi sono stati concepiti per perseguire delle finalità prevalentemente di tipo “irriguo”, è il caso degli invasi dell’Ogliastro – Don Sturzo, dell’Olivo, della “Sciaguana”.
Altri, invece, sono stati realizzati per consentire utilizzazioni promiscue: “idroelettrica e potabile”, è il caso dell’ “Ancipa”; o “idroelettrica ed irrigua” per la diga “Pozzillo”, o per utilizzazioni ai fini “irriguo ed industriale” è il caso della “Nicoletti” e della “Morello – Villarosa”.
A parte comunque i benefici diretti ed immediati, che derivano dalle diverse utilizzazioni delle acque invasate dalle dighe, l’esistenza stessa dei molteplici “specchi d’acqua” finiscono col favorire, nei diversi siti in cui gli stessi sorgono e nelle zone limitrofe, la formazione di ecosistemi ambientali di grande pregio e di ineguagliabile fascino.
Cosicché, alla fine, ciascuno di questi laghi artificiali ha finito con il riprodurre, nell’area in cui lo stesso è sorto e nella zona circostante, un contesto di particolare bellezza e di indiscutibile valore paesaggistico ed economico.
Sono nate così, in parti diverse, delle suggestive “oasi ambientali” che possono essere considerate il frutto prezioso derivante da un atteggiamento di rispetto e di valorizzazione del territorio, dell’ambiente e dell’acqua.
Un atteggiamento questo che andrebbe ormai riconosciuto come preziosa “costante” nella tradizione culturale di questa terra e che andrebbe auspicato per una corretta e migliore gestione della risorsa “acqua” nella Provincia di Enna, la “Provincia dei Laghi”.

IL LAGO DI PERGUSA

La difesa del suolo in Sicilia presenta caratteristiche profondamente diverse da quelle del resto d’Italia.
Innanzi tutto occorre evidenziare il profondo ritardo legislativo, e quindi attuativo, in materia di difesa del suolo. Risulta difficile quindi riportare esperienze di rinaturazione in ambito fluviale siciliane, per “buchi” legislativi e per mancanza di applicazioni significative in termini d’estensione ed effetti naturalistici. Tuttavia vi sono due esempi: il caso del Fiume Imera Meridionale (per le improvvise ed impetuose piene), e soprattutto quello del Lago di Pergusa (quale “effetto” della desertificazione e della pressione antropica), che permettono di comprendere le difficoltà tecniche dovute alla geografia dei luoghi. Sono però contemporaneamente oggetto di successi del WWF Sicilia a seguito della Campagna Libera Fiumi. L’Imera Meridionale, con piene rapide cospicue ed un notevole trasporto solido, presenta frequentemente la chiusura della foce che si trova nella Città di Licata. I limi depositati favoriscono però la stazionarietà dei limicoli. Il fiume inoltre possiede uno scaricatore di piena che è stata un’occasione persa di rinaturazione: dovendo risolvere il problema delle piene a Licata derivando acqua dall’asta principale del fiume, si sarebbero potute sfruttare le acque derivate per ripristinare aree umide ormai perse, recuperando l’errore culturale dell’epoca che considerava le aree umide fonti di malattie e non invece aree di pregio naturalistico in un meraviglioso equilibrio ecologico. Un altro effetto tipico dell’incuria è dato dal versamento dei reflui proprio in prossimità della foce, con aumento dell’eutrofia (non vengono, infatti, abbattuti i nutrienti), e vistosi e frequenti morie di pesci per lo scarso ricambio delle acque, e quindi d’ossigeno, con il mare nei periodi di magra. Nonostante ciò la foce “urbana”, in piena Città di Licata ed in prossimità del porto, ha per fortuna forti valenze botaniche (oltre al phragmiteto, vi sono salicornie, atriplex, cyperacie, nicotiane, etc..) ma soprattutto ornitologiche. In primavera – autunno si possono osservare aironi cenerini, garzette, cavalieri d’Italia, chiurli, avocette etc.. Possono anche trovarsi con un po’ di fortuna cigni reali, cicogne nere, fenicotteri e aironi bianchi maggiori! Durante tutto l’anno si possono osservare invece limicoli, gallinelle, folaghe, gabbiani, etc… Da ciò è facile immaginare l’interesse del WWF di creare, grazie soprattutto alla passione ed allo spirito d’abnegazione di Francesco Galia, un osservatorio avi-faunistico sulla foce. È stata prima organizzata una conferenza alla quale ha partecipato il Prof. Raffaele Quignones, illustre idrologo Licatese. Quindi nel giugno 2001 si è firmata una convenzione con il Comune di Licata. Nel Dicembre 2001 la foce dell’Imera Meridionale è stata introdotta nel dossier conclusivo della Campagna Libera Fiumi del WWF Italia tra i 51 casi più rappresentativi italiani. Nel Maggio 2002 si è finalmente inaugurato l’Osservatorio ora gestito dai volontari e curato dal WWF. A questo punto il futuro ci piace immaginare il tratto finale della foce dell’Imera Meridionale come un parco fluviale, con sentieri e capanni d’osservazione lungo le sponde, con tentativi di rinaturazione delle antiche dune ed un minimo di delta con aree umide come all’origine. Gli spazi fisici sono però ristretti (il porto, l’impianto di depurazione, le strade, i ponti e “la città”), i tempi sono però maturi. La potenzialità progettuale e le sinergie sono anch’esse mature e forse anche le coscienze degli amministratori sono consapevoli della nuova direzione da intraprendere.
Trasferiamo ora l’attenzione su un caso diverso che, semplicisticamente, potrebbe ricondursi all’effetto della desertificazione che investe gran parte della Sicilia: il Lago di Pergusa. Su questo tema si è spesa, e continua generosamente a spendersi, Maria Cimino. Anche il Lago di Pergusa nel Dicembre 2001 è stato introdotto nel dossier conclusivo della Campagna Libera Fiumi del WWF Italia tra i 51 casi più rappresentativi italiani. Si tratta di un bacino endoreico di 12.8 Kmq con uno specchio liquido (potenziale) di 1.4 Kmq. Il perimetro (potenziale) del lago è di 4.7 Kmq generato da un perimetro di bacino di 12.8 Kmq. Non avendo immissari, né emissari, è fenomeno naturale evolutivo il notevole interramento dell’invaso ed il restringersi dello specchio liquido. Pur tuttavia l’uomo ha giocato una parte preponderante in tale processo di degrado, nonostante lo status di Riserva Naturale Speciale sancito dalla Regione Siciliana. La riserva è stata, infatti, istituita per la peculiarità di periodici arrossamenti dovuti, sia a fenomeni di solforiduzione, ma soprattutto a particolari fenomeni biologici. La foto evidenzia lo stato attuale, decisamente poco incoraggiante, e che permette di immaginare i circa 50 metri di sedimenti sottostanti. Andiamo ad illustrare la situazione idrologica: a fronte di precipitazioni medie di 655 mm/annuo, concentrate per lo più nel periodo d’ottobre-marzo, il bilancio idrologico, tenuto conto dell’evapotraspirazione, si equilibra a circa 660mm/annuo. Il bilancio è quindi molto instabile e variabile nel tempo: se durante anni piovosi prima addirittura “entrava” in funzione lo scaricatore di piena, oggi il deficit idrico è sempre crescente.
E le profondità nel frattempo sono passate storicamente da 12 metri a 7 metri, quindi a 2.80 nel ´74 ed oggi varia da 0.30 a 1.70 metri solo in un’area molto ristretta coincidente peraltro con l’area oggetto di precedenti interventi di dragaggio dei sedimenti. La fauna ittica è invece completamente sparita per la sopravvenuta salinità. Anche se è inconfutabile che nell’ultimo trentennio la piovosità è notevolmente diminuita, l’uomo ha accelerato questo processo di ritiro delle acque. Certamente con i pozzi comunali che prima emungevano (ora sono per fortuna disattivati) sino a 18l/sec ed incidevano per il 10% nel deficit idrico. E certamente un 10% d’aggravio del deficit idrico con il precario bilancio sopra descritto, non è poca cosa. Vi sono poi pozzi forestali ed i pozzi privati di minor rilievo ai fini del deficit, ma tuttavia influenti. Sicuramente l’uomo ha influito inoltre con le acque di pioggia urbane che, collettate tramite la fognatura del villaggio Pergusa, si riversavano, dopo un sollevamento ed un trattamento depurativo per ora inutilizzato, in un altro bacino! Quindi, fuoriuscendo dal bacino, accrescono ulteriormente il deficit perdendosi nel bacino adiacente del Torrente Dittaino……. Ed ha influito anche con gli scarichi fognari delle case sparse, nel sottosuolo e diffusi nel bacino, anche se fortemente attutiti dalla fitodepurazione naturale dovuta al phragmiteto. Le piccole scaturigini sorgentizie, dentro l’invaso, ormai sono inoltre interrate dai sedimenti.

E citiamo in ultimo, solo perché ormai per decreto dell’Assessorato Regionale Territorio Ambiente è destinato ad essere delocalizzato, per l’esistenza dell’autodromo, che impedisce ai pochi rivoli superficiali di giungere all’invaso.
Le peculiarità biologiche, e soprattutto quelle ornitologiche, associate all’importanza mitologica legate al “Ratto di Proserpina” ed archeologica sono tuttavia speranzosamente recuperabili grazie ad una nuova consapevolezza che sta coinvolgendo persino gli antichi oppositori alle lotte dei difensori del lago.
Alcune tra le ultime tappe:
Nell’ottobre ´99 finalmente è sottoscritto un protocollo d’intesa tra Ente Autodromo e WWF Italia sulla delocalizzazione del circuito. Ciò pone fine ad epoche di battute di caccia alle folaghe, ad anatidi morti per saturnismo, a minacce, processi, accuse, incomprensioni e ricatti.
Nel 2000 si costituisce, per iniziativa di Maria Cimino e Margherita Rigoglioso, un Comitato per Pergusa cui aderiscono docenti universitari, ricercatori, naturalisti, giornalisti, educatori, etc. Questo comitato ha organizzato una Conferenza Stampa, anche per denunciare il ritardo nella delocalizzazione che potrebbe far perdere i finanziamenti di Agenda 2000 e vanificare gli sforzi compiuti dall’Ente Autodromo – WWF. Il comitato inoltre ha pubblicizzato un sito internet www.lakepergusa.org, aperto da un gruppo di americani.
Nel febbraio 2001 viene inoltrato un’appello alle autorità internazionali sottoscritto da 122 illustri personalità internazionali e soprattutto statunitensi.
Nel marzo 2001 ci si oppone ad un progetto di “ricarica” con acque potabilizzabili provenienti dall’Ancipa, con il pericolo di vanificare le peculiarità biologiche e di ricondurre il problema ad un semplice problema idrico e non un più vasto problema ecologico. In tal modo, senza rimuovere le cause, si sarebbe definitivamente compromesso l’ecosistema.
Nel settembre 2001 viene approvato finalmente il regolamento della Riserva da parte della Regione Siciliana che impone, entro 3 anni, la delocalizzazione dell’autodromo.
Viene altresì presentato un progetto Life Natura con partner, oltre al WWF Italia, la Provincia Regionale di Enna, ente gestore della Riserva e finanziatore, e l’AIPIN Sicilia.
Nel dicembre 2001 vengono presentati i progetti a seguito di un Concorso di idee bandito dal WWF Italia e dall’AIPIN Sicilia con il contributo della Provincia Regionale di Enna. Questa a sua volta, nell’aprile 2002, presenta in un convegno il progetto di fattibilità vincitore di un altro bando da essa pubblicato.
Vengono quindi selezionati da una qualificata commissione i 4 progetti vincitori del concorso di idee WWF Italia AIPIN Sicilia.
L’immediato futuro ci prospetta un prossimo Convegno (31 ottobre -1 novembre 2002), dal titolo “Rinaturazione di aree umide: il Lago di Pergusa”.
Parteciperanno docenti universitari da tutta Italia ed anche dall’estero (Tunisia), pianificatori regionali e locali, responsabili di uffici pubblici, amministratori pubblici, associazioni ambientaliste e professionali, oltre che di soci ed esperti AIPIN locali e nazionali. Il Convegno si prefiggerà di discutere della rinaturazione e riqualificazione dei sistemi acquatici anche alla luce della necessità derivanti dalla conservazione delle aree protette, dalla connettività ecologica e dallo sviluppo sostenibile. Si confronteranno opinioni diverse proponendo rimedi possibili. Sarà quindi elaborato un documento finale, scaturente dai lavori, contenente proposte per il raggiungimento dell’obiettivo. Il programma prevede relazioni introduttive, una prima sessione antimeridiana sulle problematiche naturalistiche, una seconda sessione pomeridiana sugli interventi possibili, durante la quale verranno presentate le proposte prescelte, una tavola rotonda ed un dibattito aperto a tutti i partecipanti ed una sessione poster. Il Convegno è indirizzato in particolare a tutti coloro i quali si occupano a vario titolo ed in modo transdisciplinare della difesa del territorio, e delle acque in particolare, della rinaturazione, e dell’ingegneria naturalistica. Verrà inoltre presentato un nuovo progetto Life Natura con attuazione di interventi di rinaturazione con tecniche di ingegneria naturalistica e wild life management. Nel frattempo, a preoccuparsi del restauro ambientale del lago di Pergusa, non ci sono più solo gli idealisti del WWF ma presenta come protagonisti attori anche l’AIPIN Sicilia, la Provincia Regionale di Enna e l’Ente Autodromo di Pergusa. I risultati ottenuti ed il coinvolgimento delle autorità sensibili all’argomento può farci valutare il prossimo convegno, non come un punto di arrivo, ma un nuovo start-up per una reale ripresa naturalistica della riserva.

Bibliografia:
Bruno Accordi :”Studio idrogeologico del bacino di Pergusa” – Comune di Enna, 1974
ELETTRO CONSULT: “Piano per la salvaguardia del lago di Pergusa” – Comune di Enna, 1986.
Ecogestioni: “Aspetti biologici riguardanti il lago di Pergusa” Palermo, settembre 1988
Andrea Maria Longo: “Il lago di Pergusa”, 1993
Gianluigi Pirrera: “Una riserva molto “speciale”” – Ambiente 2000, n° 58 Luglio-Agosto 2001
Regione Siciliana: decreto A.R.T.A. 12/7/2001
(*) estratto dalla relazione “IMERA MERIDIONALE E LAGO DI PERGUSA” presentata al Seminario “Conservazione della natura e difesa del suolo” ad Orbetello il 22 settembre 2002.


Diga Ancipa

diga-ancipaL’EAS preleva a pieno regime circa 20 milioni di me annui, per fornire acqua potabile a diversi comuni della provincia di Enna, Caltanissetta ed Agrigento, Catania.
Irriguo: I consorzi di Bonifica, di Catania, Enna e Siracusa possono utilizzare a regime un massimo di 20 milioni di me di acqua provenienti dai volumi che non possono essere invasati nel periodo invernale.
Idroelettrico: L’ENEL prima di consegnare le acque necessarie all’irrigazione ai Consorzi di Bonifica e durante gli sfiori invernali della diga, sfrutta i salti idraulici disponibili in ogni centrale per produrre a cascata energia elettrica. Il Consorzio di Bonifica n. o di Enna, attraverso la realizzazione di una centrale elettrica consortile in c/da “Miraglio”, produce energia elettrica utilizzando i volumi d’acqua che vengono trasferiti dalla diga Ancipa alla diga Pozzillo.
Località: Troina – Volume massimo di regolazione: 30,40 milioni di mc. – Volume massimo autorizzato: 10 milioni di mc.
ALTRE NOTIZIE
Epoca di costruzione: 1950-1952
Ente gestore: ENEL S.p.A.
Bacino idrografico sotteso: 51 Kmq.
STRADE DI ACCESSO
E’ raggiungibile percorrendo un tratto di strada comunale che si diparte dalla strada Statale Cerami -Troina, in prossimità dell’abitato di Troina.
CENNI STORICI
La diga venne realizzata dall’ESE (Ente Siciliano Elettricità oggi ENEL) con finanziamenti dell’ex Cassa per il Mezzogiorno. Ubicata nel versante orientale della Sicilia in territorio del comune di Troina sull’omonimo fiume (affluente del Simeto), in Provincia di Enna. Raccoglie oltre le acque del proprio bacino naturale di alimentazione, le acque dei bacini limitrofi. Essa è destinata principalmente all’uso idropotabile e marginalmente all’uso idroelettrico ed irriguo. La capacità progettuale è di circa 30 milioni di metri cubi, fra le quote di massima ritenuta a 943,70 metri s.l.m. e 909,70 m. s.l.m. di minimo invaso.
CARATTERISTICHE TECNICHE DELLE DIGA
La diga è del tipo a gravita alleggerita, è stata realizzata in calcestruzzo ed è costituita da nove elementi cavi con due tronchi di estremità a gravita massiccia. Lo sviluppo in cresta è di 252 m. e l’altezza massima è di circa 103 m.
OPERE AD ESSA COLLEGATE PRESENTI E IN PROGETTO
La diga Ancipa fa parte del sistema Salso-Simeto ed assieme alla diga Pozzillo consente di regolare annualmente 170 milioni di me. d’acqua e di produrre energia elettrica su sei centrali ENEL in cascata, per una potenza efficiente di 111MW ed una producibilità media annua di 183 KWh. I volumi idrici dei bacini imbriferi, direttamente sottesi dalle due dighe, vengono integrati dalle portate di altri corsi d’acqua minori dell’alta valle del Simeto e convogliati tramite un canale di gronda, della lunghezza complessiva di circa 70 Km, dei quali ben 42 Km. sono in galleria. Le acque della diga Ancipa sono turbinate nelle centrali idroelettriche di Troina, Grottafumata, Contrasto e Paternò (dopo la centrale di Grottafumata le acque provenienti dalla diga Pozzillo si convogliano con quelle della diga Ancipa nello stesso canale ENEL, che consente di trasferire le acque alla Piana di Catania ed al lago di Lentini). Recentemente è stata realizzata una condotta in acciaio DN 1200, che collega la vasca di carico della centrale idroelettrica di Grottafumata (vasca Miraglio) con la diga Pozzillo. Con tale collegamento gli sfiori invernali dell’Ancipa, per un volume di circa 20 milioni di mc/anno, verranno trasferiti alla diga Pozzillo. Durante il trasferimento di questi volumi d’acqua da una diga all’altra, in contrada Miraglio verrà prodotta attraverso una centrale elettrica, energia elettrica per 2 MW. Le centrali idroelettriche hanno una diversa efficienza in funzione del salto idraulico: centrale di Troina (coeff. Energetico 0,831 KWh/mc), centrale Grottafumata (coeff. Energetico 0,434 KWh/mc), centrale di Contrasto (coeff. Energetico 0,282 KWh/mc), centrale di Paternò (coeff. Energetico 0,136 KWh/mc), centrale consortile Miraglio (coeff. Energetico 0,18 KWh/mc).
UTILIZZO IRRIGUO DELLE ACQUE
Ettari irrigati: II Consorzio di Bonifica 6 – Enna serve, con le acque che vengono derivate dalla vasca Miraglio alla fine del ciclo di produzione dell’energia elettrica, un comprensorio irriguo di circa 125 ettari ricadenti nel territorio del comune di Troina.
Colture irrigate: Principalmente agrumeti ed ortive.

Diga Morello

Località: CONTRADA FERRARA – VILLAROSA
Volume massimo di regolazione: 15,83 milioni di mc.
Volume massimo autorizzato: 14,80 milioni di mc.
ALTRE NOTIZIE
Epoca di costruzione: 1969 -1973
Ente gestore: CONSORZIO DI BONIFICA N. 6 – ENNA Bacino idrografico sotteso: 102 Kmq
UTILIZZO DELLE ACQUE – Irriguo
STRADE DI ACCESSO
La viabilità principale è assicurata da una strada asfaltata che collega l’impianto alla S.S. 121. Attraverso una viabilità seconda-ria è possibile accedere alle varie insenature che caratterizzano la Diga.
CENNI STORICI
II progetto esecutivo risale al maggio 1968. Dopo le varianti del 1969 e del 1970. I lavori vengono ultimati nel 1973. Gli invasi sperimentali hanno inizio nel 1972 e il collaudo viene certificato nel gennaio del 1980.
CARATTERISTICHE TECNICHE DELLA DIGA
Lo sbarramento è realizzato in materiali sciolti con struttura di tenuta ad andamento planimetrico rettilineo. Il nucleo centrale è costituito da materiale limoso-sabbioso, il rinfianco di monte da materiale ghiaioso-sabbioso di origine alluvionale e proveniente dall’alveo del Torrente Morello. Il filtro nucleo-valle è stato realizzato in due strati di 80 cm. di cui il primo con sabbia vagliata, il secondo con ghiaia vagliata. Il paramento di monte è rivestito a “scogliera”.
OPERE AD ESSA COLLEGATE PRESENTI E IN PROGETTO
Condotta adduttrice ai laghetti di decantazione della Miniera di sali potassici di Pasquasia, in atto disattivata.

Diga Pietrarossa

Nel territorio del comune di Aidone, è in fase di realizzazione un nuovo invaso “La Diga Pietrarossa”.
L’opera, appaltata dal Consorzio di Bonifica 7 di Caltagirone prevede una capacità totale dell’invaso di circa 30 mln di mc d’acqua. Va segnalato che i lavori sono stati sospesi per il ritrovamento di un sito archeologico. L’entrata a regime della diga consentirà una migliore delle risorse idriche del comprensorio.

Diga Sciaguana

Località: C/de Licari e Di Marco
Comuni di Agira e Regalbuto
Volume massimo di regolazione: 1 1,21 milioni di mc.
Volume massimo autorizzato: 4,70 milioni di mc.
ALTRE NOTIZIE
Epoca di costruzione: 1984 -1992
Ente gestore: CONSORZIO DI BONIFICA N. 6 – ENNA Bacino idrografico sotteso: 64.89 Kmq
UTILIZZO DELLE ACQUE
Irriguo STRADE DI ACCESSO
L’accesso alla diga è possibile percorrendo la Strada Provinciale n. 59 che congiunge lo svincolo di Agira (SP 21) all’abitato di Catenanuova e successivamente la SP 70.
CENNI STORICI
L’invaso ultimato nel marzo del 1992, è stato realizzato dal soppresso Consorzio di Bonifica Altesina Alto Dittaino di Leonforte (confluito al Consorzio di Bonifica o Enna) con finanziamenti erogati dalla Cassa per il Mezzogiorno. Il serbatoio è stato realizzato sbarrando il torrente Sciaguana ed ha un bacino idrografico sotteso di 64,89 Kmq.
CARATTERISTICHE TECNICHE DELLA DIGA
La diga ha andamento rettilineo, la sezione trasversale di massima altezza ha forma trapezoidale con larghezza del coronamento di 9,00 m. La struttura dello sbarramento è di materiali sciolti del tipo zonato con fianco di monte costituito da materiali alluvionali e di cava calcarea. Il parametro di monte è protetto da scogliera di pietrame, quello di valle da manto erboso. Lo scarico di superficie è del tipo a calice, quello di fondo con imbocco a pipa e paratoie di intercettazione piena con una condotta di diametro 8,00 m.
OPERE AD ESSA COLLEGATE PRESENTI E IN PROGETTO
I lavori di realizzazione del 1 ° lotto della rete irrigua dipendente dal serbatoio sono stati appaltati nel 1999, dal Consorzio di Bonifica o Enna, con finanziamenti della Regione Siciliana.
Attualmente le opere di canalizzazione risultano in fase di realizzazione.
UTILIZZO IRRIGUO DELLE ACQUE
Ettari irrigati: l’area servita, una volta realizzata l’opera di canalizzazione dell’invaso, sarà estesa 1.665 Ha. ricadenti nei territori dei comuni di Regalbuto, Agira ed, in piccola parte, di Catenanuova.
Colture irrigate: l’irrigazione interesserà in prevalenza colture arboree, agrumeti e oliveti, e colture ortive da pieno campo.

Diga lago Pozzillo

Località: REGALBUTO
Volume massimo di regolazione: 141 milioni di mc.
Volume massimo autorizzato: 100 milioni di mc.
ALTRE NOTIZIE
Epoca di costruzione: 1952-1958
Ente gestore: ENEL S.p.A. Bacino idrografico sotteso: 577 Kmq
UTILIZZO DELLE ACQUE
Irriguo – droelettrico
STRADE DI ACCESSO
La diga è raggiungibile percorrendo un tratto di Strada Provinciale che collega il centro abitato di Regalbuto con e/da Sparacollo.
CENNI STORICI
Ultimata nel 1958, la diga venne realizzata dall’Ente per la Riforma Agraria in Sicilia, oggi E.S.A. con finanziamenti della CASMEZ, per un’utilizzazione destinata prevalentemente a fini irrigui dei terreni posti a valle e marginalmente a scopo idroelettrico. Sottende un bacino diretto di 577 Kmq, ricade nel territorio del comune di Regalbuto, è ubicata a circa 20 Km. dalla confluenza col fiume Simeto. Si può considerare il più grande invaso esistente in Sicilia con la sua capacità progettuale originaria di 141 min. di mc compresa fra le quote di massima ritenuta a 366 m. slm e la quota di minimo invaso a 337,50 m. slm.
CARATTERISTICHE TECNICHE DELIA DIGA
Lo sbarramento è costituito da blocchi di calcestruzzo con manto di tenuta metallico sul paramento di monte, altezza massima 59 m., e sfioratore con due paratoie sormontate da ventole automatiche. Lo scarico di fondo è attualmente ostruito da oltre 20.000 mc. di fango, causa principale della limitazione a 100 mln. di mc. del volume massimo invasabile autorizzato dal Servizio Nazionale Dighe. Il serbatoio è dotato, inoltre, di uno scarico di superfìcie, costituito da luci di 13×9,50 m., seguiti dai rispettivi scivoli in cemento armato a quote sfalsate, che convogliano le acque lontano dal piede della diga in un’ampia vasca di dissipazione e in uno scarico di fondo sistemato in galleria.

OPERE AD ESSA COLLEGATE, REALIZZATE E IN PROGETTO
La diga Pozzillo, come l’Ancipa, fa parte di un complesso sistema di opere destinate all’utilizzazione promiscua delle acque dei fiumi Salso Simeto. Rimandando per completezza a quanto descritto nella scheda relativa all’invaso troinese, si aggiunge, riguardo alla produzione di energia elettrica che le acque invasate, oltre che nelle centrali idroelettriche di Contrasto e Paternò, possono essere turbinate nella centrale di Regalbuto. Riguardo l’utilizzazione irrigua delle acque invasate si sottolinea che il Consorzio di Bonifica 6 Enna dispone attualmente di 3,3 mln. di mc. che potranno incrementarsi sino a 5 mln. di mc quando l’allacciante dall’Ancipa sarà rimessa in funzione.

UTILIZZO IRRIGUO DELIE ACQUE
Ettari irrigali: Sono serviti 30.000 Ha di aree irrigue, ricadenti per la gran parte nel comprensorio irriguo del Consorzio di Bonifica 9 Catania, e solo per 2.000 Ha. nel territorio del comune di Regalbuto e di Troina appartenenti al comprensorio del Consorzio di Bonifica 6 Enna.
Colture irrigate: l’irrigazione interessa in prevalenza le colture arboree, in particolare, agrumeti e olivetì (90%), pereti (5%) e colture ortive di pieno campo (5%).

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