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Sicilia. Un gennaio-giugno 2013 di disagi e disservizi per i pendolari jonici

pendolari trenoDa gennaio a giugno i pendolari della tratta Messina-Catania-Siracusa hanno perso a causa dei ritardi accumulati dai treni 32.421 minuti, pari a oltre 540 ore sottratte soprattutto alle proprie attività di lavoro o di studio ed alle proprie famiglie se in fase di rientro dal lavoro.

Parallelamente i minuti di anticipo nello stesso semestre esaminato sono stati 6.649, equivalenti a circa 111 ore.

Sul totale dei 6.538 treni monitorati, 3.482 sono i treni arrivati in ritardo pari al 53,26%, i treni arrivati in anticipo sono 2.200 (33,65%) vale a dire che ogni giorno un treno su tre arriva prima dell’orario previsto, 746 pari all’11,41% sono i treni in orario e 110 sono stati i treni soppressi pari all’1,68%.

Nel semestre esaminato sulla tratta Messina-Catania-Siracusa sono stati soppressi 9112 km/treno, forse di più se la nostra indagine fosse stata estesa anche ai treni nelle giornate non lavorative.

Quasi la metà dei treni è sempre in ritardo. 1958 sono i treni in ritardo entro i 5 minuti pari al 56,23%, 608 sono i treni in ritardo fino a 10 minuti pari al 17,46%, 492 sono i treni in ritardo fino a 20 minuti (il 14,13%) e ben 424, cioè il 12,18% è arrivato a destinazione con oltre 20 minuti di ritardo. Per Trenitalia il ritardo sino a cinque minuti non viene considerato come ritardo, strano ma vero.

L’idea del monitoraggio è nata proprio dalle dichiarazioni dell’ufficio stampa di Trenitalia, sui disagi del 17 gennaio 2013, affermando che erano un caso isolato.

Comunicato stampa: Giosue Malaponti – Presidente del Comitato Pendolari Siciliani

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