giovedì , Giugno 13 2024

A scuola ci andiamo da soli

L’autonomia di spostamento dei bambini italiani, già molto limitata, si è ulteriormente ridotta negli ultimi anni rispetto ai coetanei inglesi e tedeschi, con ricadute negative sia sul benessere sia sullo sviluppo psico-fisico. A rilevarlo una ricerca dell’Istc-Cnr promossa dal Policy Studies Institute di Londra che ha visto il coinvolgimento dell’Italia, della Germania e di altri 15 Paesi del mondo

 scuolaVanno a scuola accompagnati da un adulto, più con l’automobile che con i mezzi pubblici. È la fotografia della mobilità dei bambini e dei ragazzi italiani, scattata dal Laboratorio di psicologia della partecipazione infantile dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Istc–Cnr) di Roma, unico partner italiano della ricerca Children’s Independent Mobility – La mobilità autonoma come aspetto critico dello sviluppo dei bambini e della qualità della vita. L’indagine, promossa dal Policy Studies Institute (Psi) di Londra, consente un primo confronto tra Italia, Regno Unito e Germania, ma si è svolta in altri 15 paesi.

“La mobilità infantile è uno degli aspetti che ha maggiormente risentito della grande trasformazione dell’ambiente urbano, con ricadute negative sul benessere e sullo sviluppo psico-fisico. L’autonomia di spostamento dei bambini italiani nell’andare a scuola si è ridotta, passando dall’11% nel 2002 al 7% nel 2010, mentre l’autonomia dei bambini inglesi è al 41% e quella dei tedeschi al 40%”, spiega Antonella Prisco, ricercatrice dell’Istc-Cnr. “Per il tragitto di ritorno, soltanto l’8% dei bambini italiani lo compie da solo, a fronte del 25% dei coetanei inglesi e del 76% dei tedeschi. Il divario di autonomia con gli altri paesi sul percorso casa-scuola permane ampio anche per i ragazzi delle medie inferiori: il 34% degli italiani, contro il 68% dei tedeschi e il 78% degli inglesi”.

In Italia risulta estremamente basso anche l’uso del mezzo pubblico. “Mentre per i bambini non ci sono differenze tra Italia e Inghilterra, 3% per entrambi i Paesi, in Germania la percentuale sale all’8”, aggiunge Daniela Renzi, ricercatrice dell’Istc-Cnr. “Maggiori differenze si hanno invece per la scuola secondaria, dove l’Italia resta ferma al 3%, l’Inghilterra passa al 25% e la Germania arriva addirittura al 64%,: probabilmente per l’efficienza dei servizi pubblici, ma forse anche per maggiore fiducia dei genitori”.

I maschi italiani, infine, sono più autonomi delle femmine, indipendentemente dall’età. Sono stati somministrati due questionari, uno per i bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni e l’altro per i loro genitori, a un campione di circa 800 soggetti residenti in centri urbani di varia dimensione demografica, collocazione geografica, caratteristiche urbanistiche ed economiche: Roma, Bari, Guidonia Montecelio (Roma), Desio e Misinto (Monza-Brianza).

“La possibilità di muoversi in autonomia da parte dei bambini”, conclude Prisco, “permette l’esperienza fondamentale del gioco, aiuta a prevenire sovrappeso e obesità, ad acquisire maggiore sicurezza, autostima e capacità di interagire, rafforza i legami con le persone che abitano nel proprio quartiere e a sviluppare un senso di identità e responsabilità, riducendo i sentimenti di solitudine durante l’adolescenza”. Il Laboratorio Istc-Cnr promuove da anni ai bambini delle scuole primarie l’iniziativa ‘A scuola ci andiamo da soli’, parte del Progetto internazionale ‘La città dei bambini’.

 

Check Also

Microalghe come biosensori per il rilevamento di metalli pesanti nell’acqua

Microalghe come biosensori per il rilevamento di metalli pesanti nell’acqua Un team di ricerca dell’Istituto …