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Palermo. Teatro Massimo si festeggiano i cento anni del “Sacre du Printemps” di Igor Stravinskij

Palermo. Un nuovo appuntamento della Stagione concertistica 2013 del Teatro Massimo diretto da Will Humburg, sabato 5 ottobre alle ore 18:30, e dedicato all’opera più rappresentativa del Novecento sinfonico: Le sacre du Printemps (“La sagra della primavera”) di Igor Stravinskij, che al suo “scandaloso” debutto a Parigi proprio cento anni fa (come balletto con la coreografia di Nižinskij per i Ballet russes di Djagilev), turbò il pubblico e i critici giunti da tutto il mondo per l’imponenza sonora e strutturale del pezzo, scandalizzando la borghesia dell’epoca, ma contemporaneamente ispirando tutti quei musicisti, sia giovani sia maturi, che il 29 maggio 1913 si trovavano al Théâtre des Champs-Elysées, fra cui Ravel, Casella e Puccini. La prima parte del Sacre, intitolata “L’adoration de la terre”, è suddivisa in otto sezioni a loro volta intitolate: “Introduction”, “Les augures printaniers, Danses des adolescentes”, “Jeu du rapt”, “Rondes printanières”, “Jeu des cités rivales”, “Cortège du sage”, “Le sage”, “Danse de la terre”. La seconda parte, “Le sacrifice”, consta di sei sezioni dal titolo: “Introduction”, “Cercles mystérieux des adolescentes”, “Glorification de l’Élue”, “Évocation des ancêtres”, “Action rituelle des ancêtres”, “Danse sacrale (l’Élue)”. Da un frammento all’altro l’orchestra (il cui organico previsto è d’inconsueta ampiezza, specie nei fiati) viene costantemente sollecitata alla ricerca di particolarità e raffinatezze timbriche, tali da farne una pagina di alto virtuosismo per ogni compagine e ogni direttore.

L’esecuzione del Sacre di Stravinskij è preceduta dalla pagina sinfonica di un altro importante compositore russo, Dmitrij Sostakovic, del quale Humburg e l’Orchestra del Massimo eseguono la Sinfonia n. 15 in La maggiore op. 141 del 1972, ultima della lunga serie scritta dal compositore. Di organico particolarmente ampio, questa Sinfonia fa uso degli strumenti non solo in gruppi massicci ma anche con fini tessiture e numerosi assolo, adoperando una gran quantità di materiali tematici sia originali sia storici, come per esempio il celeberrimo tema dell’Ouverture del Guillaume Tell di Rossini, il Leitmotiv del “Destino”dalla Walküre e il ritmo della marcia funebre dal Siegfried di Wagner.

Will Humburg direttore

Will Humburg ha iniziato i suoi studi sotto la guida di Horst Stein e Christoph von Dohnányi nella nativa Amburgo. Nella metà degli anni ‘80, parallelamente agli incarichi con i teatri lirici di Bremen e Hagen, ha ottenuto sempre più numerosi inviti e in pochi anni ha accresciuto la sua fama dirigendo innumerevoli opere liriche e concerti. È stato ospite del Tea-tro Aalto di Essen, dei teatri di Torino, Lisbona, Roma, Verona e Genova, dell’Orchestra Sinfonica di Bochum, del Festival “Settembre Musica” di Torino, dell’Orchestra “Arturo Toscanini” di Parma e dell’Orchestra della Toscana. Come direttore artistico e musicale del festival di musica contemporanea “Laboratorio Lirico“ di Alessandria ha diretto una serie di prime mondiali e nazionali di compositori come Wolfgang Rihm, Siegfried Matthus, Peter Maxwell Davies, Ludovico Einaudi e Azio Corghi. Come direttore artistico e musicale del Teatro Comunale e dell’Orchestra Sinfonica di Münster, ha eseguito, tra il 1992 e il 2004, una lunga serie di produzioni di successo: il ciclo del Ring des Nibelungen di Wagner (1999-2001), le prime mondiali di Divara (1993) e Sen’ja (2003) di Azio Corghi; e ancora Parsifal, Le Grand Macabre, Don Carlo, Tristan und Isolde e Die Meistersinger von Nürnberg. Durante il suo primo anno a Münster è stato scelto dall’unione degli editori della musica tedesca per la migliore programmazione concertistica della stagione. Nel 1993 e nel 1995 ha portato il suo teatro con due produzioni al festival “Ferrara Musica”. Nel 2000, subentrato a Giuseppe Sinopoli, ha diretto le esecuzioni Siegfried e Götterdämmerung al Teatro dell’Opera di Roma, divenendone ospite abituale. Apprezzato per il suo vasto repertorio, è ospite frequente del Teatro alla Scala, del Maggio Musicale Fiorentino, della Semperoper di Dresda, della Staatsoper di Stoccarda, della Staatsoper di Amburgo, della Deutsche Oper di Berlino, dell’Opera di Budapest, della Deutsche Oper am Rhein di Düsseldorf, del Bellini di Catania, del Lirico di Cagliari, del Massimo di Palermo, del Verdi di Trieste, del Megaron di Atene, dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma, del Teatro São Carlos di Lisbona, dell’Orchestra Sinfonica di Sydney e del Festival d’Opera di Menorca. Nel 2002 ha diretto Carmen in un tournée in Giappone con l’Opera di Budapest. Nel 2007 ha debuttato alla Staatsoper di Amburgo con Der fliegende Holländer ed è stato subito reinvitato per Turandot nel 2008 e 2009. Tra i suoi recenti successi nuovi allestimenti di Un ballo in maschera all’Opera di Bonn, Turandot al Teatro Nazionale di Weimar e Die tote Stadt al Teatro Massimo di Palermo. Dall’ottobre 2009 al dicembre 2011 Will Humburg è stato direttore artistico e musicale del Teatro Massimo Bellini di Catania. Nel 2012 ha diretto Lucia di Lammermoor a Siviglia e poi Carmen e Jean d’Arc au bûcher a Catania, quindi Die Zaberflöte al Festival di Savonlinna e La forza del destino a Colonia. Protagonista di numerose incisioni discografiche per l’etichetta Naxos, tra cui La bohème, Il barbiere di Siviglia e Il trovatore, la sua interpretazione del Falstaff è stata scelta da «Gramophone» come miglior disco del mese.

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