venerdì , Gennaio 27 2023

Una strana collezione

Una strana collezione
enna nietta bruno bannataÉ talmente elevato il numero delle mortificazioni inferte da altri Paesi sull’amor proprio della nostra Nazione da far pensare che gli Italiani siano stati pervasi da un’ansia di collezionismo nella materia.
Il mal-digerito slogan “Italiani: pizza, amore e mandolino”, seguito dal più greve “italiani: bunga-bunga”, sono soltanto i moltiplicatori di altre ironiche e oltraggiose definizioni scaturite da episodi per i quali perfino i nostri emigranti fanno fatica a dichiarare la loro nazionalità nei paesi ospitanti.
Alcune settimane fa’ il Guardian ha pubblicato i documenti riservati dell’agenzia britannica GCHQ, divenuta punto di riferimento dei servizi segreti europei, tra di essi spicca un rapporto che riguarda gli “007” italiani definiti: “litigiosi, inaffidabili, incapaci di collaborare al proprio interno” e, pertanto, da considerare come i peggiori partner europei!
Non ci consola pensare che questo rapporto sia datato (2008) poiché pare che da quella data a oggi nulla sia mutato, nonostante le ingenue proteste degli interessati.
Questa umiliazione fa seguito alla risposta resa dal nostro Presidente alla domanda di un giornalista tedesco sullo stato della corruzione in Italia e sugli strumenti adottati dal Governo per combatterla:” Non siamo messi bene…é una questione di costume!” queste le parole pronunciate da Napolitano sotto lo sguardo sconcertato di Wullf, il quale, intervistato per primo, aveva dichiarato con orgoglio il gradimento internazionale del sistema-paese Germania.
Sí, una eufemistica “questione di costume” che costa annualmente all’Italia appena sessanta miliardi di euro!
Di umiliazione in umiliazione, i nostri rappresentanti, con una valigia carica di debito pubblico, calpestano le strade di Paesi che, oltre alla capacità di gestione dei loro bilanci, hanno saputo preservare la loro dignità anche in tempi di recessione.
Il sentimento della mortificazione é il risultato di un mix di altri sentimenti: la desolazione, il cruccio, l’imbarazzo, lo scoraggiamento e altri ancora, ma, nella fattispecie, é correlato alla delusione di un intero popolo per le competenze e il valore che si era attribuiti e che altri, sia all’interno che all’estero, avevano presupposto come esistenti.
Il Paese-reale si contrappone drammaticamente al Paese-ideale provocando nei più reazioni di rigetto o, ancor peggio, di cupa acquiescenza: un vero e proprio caso di depressione sociale!
Come reagire dinanzi al saccheggio della propria dignità di cittadino, dei propri punti-fermi, come non rifugiarsi sempre di più in uno spazio privato nel quale tentare di far progredire le proprie competenze residue?! Inevitabile appare il rischio di isolamento sociale.
Nessun settore economico e nessun ente istituzionale sono stati risparmiati dagli scandali: negli ultimi mesi, ad esempio, la gran parte degli amministratori regionali si é esibita in uno show di malaffare, di voracità e di mediocrità, rivelando che il vero bubbone dello Stato sono proprio le Regioni! Eppure, nel quadro delle riforme previste dagli ultimi Governi, a fronte di una spesa annua quantificata in 168 miliardi di euro (contro gli 11 miliardi di euro delle sopprimende Provincie), esse non vengono scalfite dalla minaccia della eliminazione!
Sarà una pura coincidenza, ma con l’istituzione delle Regioni nacque il debito pubblico in una Nazione che era stata insignita con “l’Oscar della moneta”dalla Comunità europea di quel tempo.
La valanga dei tagli a forfait ha sommerso istruzione, cultura, tutela del territorio e dei suoi beni artistici e monumentali, una mortificazione del sapere che masochisticamente confinerà il Paese nel regno dell’insipienza.
In questa Italia che non sa più educare i suoi figli, che mortifica quotidianamente i suoi territori, che non tutela le sue donne e i suoi disabili, che riduce drasticamente gli agenti della sicurezza, che disonora i diritti che ha sancito, che non ha occhi per vedere i rimedi più ovvi, che non ritrova la sua strada, non può essere evitata la depressione.
Il Paese deve andare in analisi, ma da quali medici considerato che siamo anche i migliori acquirenti di lauree false sia in Italia che all’estero??

Nietta Bruno

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