lunedì , Settembre 26 2022

Buon appetito

alberto-sordi-spaghetti1Arriva Natale e per l’occorrenza ogni minuto delle nostre impegnatissime giornate viene invaso da suggerimenti culinari pre e post festivi, di provenienza varia: canali tematici, rubriche quotidiane, servizi giornalistici sulle ultime riguardanti l’amata zucca gialla dell’orto paesano, innaffiato con l’acqua della discarica pubblica oppure sulla sofisticatissima pasta in bianco con una spruzzata di crosta dura o maleodorante cavolo cappuccio con contorno di broccoletti alla salsa di cavolo o ancora minestrone di niente con aggiunta di sale e all’occorrenza burrata. Al supermercato la tracotanza dei cibi fatti e suggeriti è pari a quella in libreria. Sugli scaffali si stringono stretti stretti Kafka e la Parodi, smunto e riflessivo il primo allegra e secchissima la seconda protesa in avanti e tenente in mano l’ultimo intruglio di pasta agli avanzi del giorno prima saltati in padella con estratti di olio d’argan. Su internet basta cliccare su tiramisù che viene fuori una valanga di ricette su come preparare il dolce di sempre nei modi più bizzarri e stravaganti: al mascarpone è da inetti dotati di poca fantasia, sappiatelo, ora va quello alla ricotta di pecora del Tibet, decorato con ciuffetti d’erba biricchina. La fame nel mondo, le carestie e gli indigenti non esistono più, viviamo nella Leonia calviniana, ci consumiamo fra le mura di una squisita metropoli zuccherosa, lastricata di miele e cioccolata a patto di non rivolgere mai lo sguardo oltre le mura di spazzatura fumanti e impure. Ivi vivono mostruosi esseri, deformi e malnutriti,affetti da digiuno coatto e non suggerito dal vezzoso dietista vegano tanto di moda presso i puri. Ivi ci si accontenta delle buste colme dell’elemosina degli altri che per non sentire il peso della loro inutilità, offrono le mollichine del loro prezioso pane al farro del Sudan. Fra di loro, i puri, trionfano l’obesità o le malattie da scorretta alimentazione, fra di loro, i puri, metà del cibo prodotto viene buttato, compromettendo l’avvenire della terra che calpestano, dimentica essa stessa della stagionalità e della localizzazione. Siamo diventati monadi autarchiche e solitarie disinteressate alla reale realtà. Siamo primitivi. Dopo anni di evoluzione naturale e culturale stiamo inesorabilmente regredendo verso una condizione da primordi dell’umanità. C’è una grossa differenza tra nutrirsi e saziarsi, tra vestirsi e indossare, tra costruire e fabbricare, tra socializzare ed essere inseriti. Invece di conservare sprechiamo, invece di ripararci trasfiguriamo l’ambiente, invece di riparare abbattiamo e produciamo ex novo, invece di ballare sballiamo eppure ci autoproclamiamo Homini sapiens…
Buon Natale e felice anno nuovo, neotrogloditi.


Gabriella Grasso

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