venerdì , Maggio 20 2022

Allo stadio Massimino match Catania – Juventus, raccolta fondi legata al progetto WeFree_ 45593

San PatrignanoRiuscire a raggiungere almeno 100mila studenti l’anno attraverso il progetto di prevenzione WeFree. Questo l’obiettivo della campagna raccolta fondi organizzata da San Patrignano e sostenuta dalla Serie A di calcio.

Per questo motivo domenica allo stadio Massimino di Catania, in occasione del match Catania – Juventus, in accordo con la Lega serie A, l’Associazione Italiana Allenatori Calcio e l’Associazione italiana arbitri sarà promossa la campagna di raccolta fondi lanciata dalla più grande comunità d’Europa. Tutti i tifosi potranno donare 1 euro inviando un sms al 45593 o 2 euro chiamando da telefono fisso sempre il 45593 (promotrici dell’iniziativa fra l’altro le compagnie telefoniche TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce, Noverca, Telecom Italia, Fastweb, TeleTu e TWT).

Il ricavato permetterà alla comunità di raggiungere sempre più scuole con il suo progetto di prevenzione WeFree. I ragazzi di San Patrignano infatti ogni anno incontrano 40mila studenti attraverso specifici spettacoli e momenti di incontro. Confronti davvero importanti, in grado di mettere gli alunni di fronte a concrete esperienze di vita, in cui in parte si possono ritrovare. Incontri che hanno un’anima, che spesso lasciano negli studenti degli stimoli e una consapevolezza nuova. Un metodo che raccoglie il consenso di tantissimi ragazzi che identificandosi nelle storie dei loro coetanei sul palco, si pongono domande riguardo alcuni loro comportamenti, si mettono in discussione e in alcuni casi arrivano a chiedere aiuto. Momenti di confronto in cui emergono le insicurezze, il timore dell’opinione altrui, l’incertezza di un’età in cui per le prime volte ci si trova di fronte a delle scelte.

Organizzare questi spettacoli e incontri in tutta Italia ha però un costo che San Patrignano fatica a sostenere da sola. «Da anni andiamo con grande entusiasmo in ogni regione toccando decine di città – spiega Silvia Mengoli, responsabile del progetto – Per realizzare questi spettacoli però dobbiamo sostenere il costo dell’affitto dei teatri, del service audio e luci, le spese di trasferta. Un impegno che sta diventando sempre più difficile per la comunità dal punto di vista economico, ma che non vogliamo abbandonare visti i risultati raggiunti. Ogni volta c’è qualche studente che trova il coraggio di aprirsi, di chiedere aiuto. Grazie a questa raccolta fondi vorremmo riuscire ad incontrare ogni anno il doppio degli studenti».

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