mercoledì , Ottobre 20 2021

I privati cittadini possono chiedere di nascondere i contenuti non più rilevanti che li riguardano

googlareSiamo abituati a googlare le persone di cui vogliamo conoscere qualcosa. Ma prima o poi potremmo dover ricorrere ad altri mezzi, visto che una sentenza della Corte Ue ha stabilito che i privati cittadini possono chiedere ai motori di ricerca di nascondere i contenuti non più rilevanti che li riguardano e Google, sommerso dalle richieste di rimozione di link, ha lanciato un servizio ad hoc. Nel frattempo, per chi si pente di qualcosa lasciato in giro per la rete, ecco qualche consiglio.

ADDIO SOCIAL NETWORK In fondo lo sappiamo: i social catturano dati sensibili e le immagini e i materiali caricati sono spesso condivisi dagli amici, sfuggendo al controllo del proprietario. Il primo passo è quindi quello di disattivare i profili Twitter, Facebook, LinkedIn, Google Plus e via dicendo. Cosa non sempre facile. Da Google Plus ci si può cancellare unicamente eliminando in toto il propro account Google, con tutti i servizi collegati, e-mail inclusa. Su Pinterest il profilo può essere solo nascosto, e l’unico modo per tentare di eliminarlo è contattare (in inglese) il servizio di assistenza.


SVUOTARE I PROFILI Anche Couchsurfing permette di disattivare l’account ma lo tiene in memoria per una possibile riattivazione. In questi casi la soluzione migliore è rimuovere tutti i dati all’interno, lasciando solo il guscio vuoto del profilo. Se il sito lo permette, è anche meglio cambiare il nickname e la mail collegati, specie se rimandano a nome e cognome reali. Un passo da compiere è anche cancellare tutti i siti e i blog che amministra con il proprio nome reale (chi ha un account WordPress, anche in questo caso, può solo disattivarlo) e uscire dai forum di discussione, dai gruppi su Yahoo, dalle comunità. I commenti e gli articoli pubblicati su siti terzi resteranno dove sono, a meno di non contattare il webmaster e convincerlo a cancellarli. Chi gioca online a Call of Duty, difficilmente potrà lasciare il fronte, visto che eliminare un account è impossibile.


CREARE UNA FALSA IDENTITA’ Su Youtube si possono cancellare i canali ma non ci si può disiscrivere come utente se non, di nuovo, distruggendo l’account Google. Anche in questo caso il massimo che si può fare è svuotare i profili, o utilizzare identità fittizie per rendere più difficile l’identificazione.

ELIMINARE TUTTI GLI ACCOUNT Difficile ricordarsi a quanti servizi e community ci si è registrati nel corso degli anni. Una mano la danno siti come Justdelete.me o Accountkiller.com, che raccolgono una lista dei siti più famosi, con le modalità per la disattivazione. Anche in questo caso spesso non basta un semplice click. Per cancellarsi da Amazon, infatti, bisogna passare attraverso il servizio clienti. Stessa cosa per Craiglist, Groupon, Gamespot, Starbucks.

CANCELLARE LE MAILING LIST Per le mailing list la procedura è più facile, visto che tutte le mail inviate riportano le istruzioni per rimuoversi dal database o l’indirizzo mail dell’amministratore. Che dovrebbe, su richiesta, procedere alla cancellazione immediata.

ATTENTI ALLE APP Per sparire dalla faccia del web bisogna bisogna disattivare tutto ciò che riporta il nostro nome, in particolare se geolocalizza o è collegato a siti terzi o social network.Iniziando da Whatsapp, comoda ma impossibile da scaricare e utilizzare senza lasciare una traccia.

IL NUMERO PRIVATO I numeri di telefono fissi sono di solito pubblici e, a volte, lo sono anche i numeri di cellulare. Per essere sicuri che non ne rimanga traccia online, bisogna passare attraverso la propria compagnia, e chiedere la rimozione dagli elenchi.

CHIUDERE LA PROPRIA MAIL Se on volete essere rintracciati in ogni caso, l’unica soluzione è chiudere la propria mail, specie se rimanda a nome e cognome reali. Anche se lo username è generico, è probabile che sia stata usata per qualche registrazione a siti che riportano le vostre generalità, quindi fare tabula rasa è la soluzione migliore. A questo punto se ne può creare una nuova con un account “neutro”, che non identifichi il proprietario in modo diretto.

IL TEST SUI MOTORI DI RICERCA Arrivati a questo punto, le tracce più evidenti dovrebbero essere state cancellate.
Per esserne sicuri basta cercare il proprio nome su Google, Yahoo!, Bing, Virgilio e distruggere le tracce residue.Nel caso non fosse possibile eliminarle alla fonte, si possono contattare direttamente i motori di ricerca e chiedere che i link vengano rimossi (anche se non è detto che si otterrà qualcosa). È meglio controllare anche tramite Pipl e Wink, specializzati nell’aggregare dati personali.

DATEVI ALL’ANONIMATO Per non ricadere nella trappola, oltre a utilizzare solo mail non riconducibili alla vostra identità reale, ricordatevi di registrarvi sui siti senza usare i vostri dati personali (per nuove identità pronte per l’uso, provate a usare Fakenamegenerator). Se è il tracciamento da parte della aziende a preoccuparvi, completate l’opera disabilitando i cookies e valutate se usare un proxy, per nascondere il vostro indirizzo Ip.

IN GIOCO I PROFESSIONISTI La lunga procedura di autorimozione dal web può essere accelerata pagando.
In mancanza di tempo o se la missione risulta troppo complicata, ci si può affidare a professionisti come JustDeleteMe, che cancella periodicamente le tracce lasciate in giro per la Rete (il servizio costa 129 dollari all’anno). Se ci sono informazioni particolarmente spiacevoli che resistono a qualunque tentativo di eliminazione l’unica soluzione, dopo aver contattato prima gentilmente e poi a mezzo di raccomandate il gestore del sito, è trovarsi un avvocato. Tenendo presente che, una volta che l’informazione è stata replicata, rimuoverla dal sito di origine (e anche dai motori di ricerca) potrebbe essere solo una vittoria morale.

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