lunedì , Settembre 26 2022

Questi fantasmi

fantasmiCi scusiamo anticipatamente con il ministro Madia per il giornalismo di non rinnovamento e in attesa di indicazioni in merito scriviamo come meglio possiamo.
Mi ricordo, si mi ricordo dei regali per i morti. Mi ricordo la gioia per i doni inaspettati, mi ricordo il calore della stufa a legna e l’odore delle castagne cotte. Mi ricordo i viali infiorati del cimitero e gli incontri con gli amici, spensierati e beffardi. La morte allora non faceva paura e si poteva pure ridere delle fotografie ingiallite e delle lapidi sgangherate. Mi ricordo la sfrontatezza della giovinezza e la voglia del domani. Pare ieri. Pare ieri che la gente si lagnava per il lavoro che non c’era e che gli operai scendevano in piazza per reclamarlo, il lavoro che non c’era. Pare ieri che la polizia caricava e l’operaio le prendeva: era il tempo dei gettoni, delle camicie nere e dei manganelli, delle stazioni e delle sezioni. Oggi in tempi di nuovismo i buffoni trattano con i delinquenti per il bene del Paese, si equivoca su picchiati e picchiatori e la sinistra in camicia bianca giuggioneggia amabilmente con Verdini più che con Landini. Oggi al tempo dei colpevoli e dei meno colpevoli, si è finalmente trovata la prova tanto cercata da Pasolini: massimo colpevole a questo mondo è il fesso che vuol vivere da onesto. Un pensiero speciale a Cucchi che secondo le ultime nuove è Stato ammazzato da nessuno.

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