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Enna. Il Comuna sembra avere preferito i propri interessi di cassa rispetto a quelli dei contribuenti….

tarsu 2009Nella scorsa seduta del 19 novembre il Consiglio comunale di Enna ha respinto la mozione del Consigliere Dante Ferrari di estendere gli effetti favorevoli del giudicato tributario in materia di TARSU per l’anno 2009 a tutti i cittadini contribuenti al fine di non mantenere un’imbarazzate discriminazione tra coloro che hanno pagato regolarmente e coloro che pagheranno un importo decisamente inferiore e corrispondente a quello preteso dal Comune per l’anno 2003. La mozione, sostenuta con 10 voti, è stata respinta da 13 Consiglieri della maggioranza. Altri 6 Consiglieri si sono astenuti.

greco_massimoA questo punto c’è da capire cosa accadrà e lo chiediamo a Massimo Greco.

Il Comuna sembra avere preferito i propri interessi di cassa rispetto a quelli dei contribuenti….
Era prevedibile, del resto la richiesta riduzione dell’importo pari a quello del 2003, corretta sotto il profilo politico e sociale, avrebbe generato un buco in bilancio che andava colmato in termini copertura finanziaria. E non mi pare che il Comune sia più nelle condizioni di cofinanziare il costo del servizio che per l’anno 2009 è stato regolarmente assicurato dalla società d’ambito EnnaEuno.
E quindi gli 800 contribuenti che si sono rivolti al Giudice tributario pagheranno meno?
Penso di sì, i contribuenti vincitori di ricorso non dovranno pagare nulla autonomamente perché spetterà al Comune riemettere la nuova pretesa tributaria, riferendosi all’ultimo tributo legittimamente approvato.
Ok, ma a quale anno d’imposta risale l’ultima tassa sui rifiuti legittimamente approvata?
Questo deve chiederlo al Comune, io posso solo dire che grazie ad una generalizzata e diffusa imprecisione nell’adozione dei percorsi amministrativi presupposti all’articolazione tariffaria di questa tassa e ad uno svogliato legislatore regionale, il problema dell’individuazione dell’organo competente e legittimato ad approvare le relative tariffe cambia al cambiare delle condizioni meteorologiche.
Pare di capire che anche l’ancoraggio all’annualità 2003 è discutibile…
Esattamente, atteso in quell’anno la variazione in aumento delle tariffe è stata decisa monocraticamente dal Sindaco e non dal Consiglio comunale. La questione della competenza non solo non trova indirizzi univoci tra giurisprudenza tributaria e giurisprudenza amministrativa, ma anche all’interno della giurisprudenza tributaria si registrano filoni di pensiero diverse tra le Commissioni Tributarie. Io che frequento molto quella di Palermo posso assicurare che l’orientamento in materia è diverso da quello ennese.
Con la TARI però il problema si è definitivamente risolto visto che è la stessa legge statale che stabilisce la competenza…
Non ne sarei così sicuro, l’attribuzione di competenze funzionali tra gli organi degli Enti locali è una prerogativa della Regione Sicilia che, in materia, esercita una potestà legislativa esclusiva in forza dell’art. 14 dello Statuto. Né rileva il fatto che la norma statale in questione abbia natura finanziaria poichè trattasi nello specifico di disposizione priva di contenuti finanziari che incide solo sugli aspetti organizzativi e ordinamentali degli Enti locali.
Il legislatore regionale potrebbe quindi risolvere una volte per tutte il problema?
Assolutamente sì, basterebbero due righe di norma per evitare centinaia e centinaia di contenziosi in tutta la Sicilia. Ma i 90 inquilini di Palazzo dei Normanni hanno cose troppo importanti da fare che pensare a queste cosette!

Ed ecco la nota del Consigliere Dante Ferrari:
Dante ferrari (2)“Ancora una volta la maggioranza consiliare che sostiene il Sindaco Garofalo ha calpestato quei medesimi valori a cui si richiama la sinistra politica. Equità fiscale, equità sociale e buon andamento nell’azione amministrativa rimangono infatti principi estranei all’agire quotidiano di questa Amministrazione e la gestione delle pretese tributarie avanzate dal Comune a titolo di TARSU per l’anno d’imposta 2009 ne è l’ennesima prova acclarata. Di fronte ad una mozione che impegnava l’Amministrazione comunale a non dividere la comunità ennese tra contribuenti di serie “A” e contribuenti di serie “B” estendendo anche a coloro che non si sono rivolti al Giudice tributario gli effetti favorevoli delle sentenze emesse, 13 Consiglieri comunali della maggioranza, anzichè cogliere l’occasione per ripristinare l’equità tributaria sottesa al corretto rapporto tra Comune e cittadini, respingono la proposta. Con tale scellerata decisione, per l’annualità 2009 della TARSU, i contribuenti ennesi risultano divisi tra coloro (circa 800) che pagheranno un importo pari a quello richiesto nel 2003, notoriamente inferiore a quello del 2009 del 100%, e coloro che, dotati di senso civico, hanno puntualmente pagato per intero la somma richiesta dal Comune.
Ma vi è di più: i gruppi consiliari che sostengono il Sindaco Garofalo hanno altresì respinto la proposta di trasmettere alla Procura della Corte dei Conti la relazione redatta dall’Avvocatura comunale nella quale, senza mezze misure, viene acclarata l’esistenza di un danno economico per l’Ente Comune derivante dall’incertezza nella gestione dei contenziosi tributari e la possibilità che ulteriori danni possano essere altresì prodotti. In sostanza, forti di una maggioranza numerica risicata (appena 3 voti), la maggioranza politica non solo si rifiuta di eliminare l’attuale discriminazione sociale che ha provocato la pretesa tributaria della TARSU, ma ostacola anche l’operato degli Organi consiliari preposti alla verifica di eventuali responsabili a cui imputare il citato danno economico per le casse del Comune; su questo secondo aspetto saranno comunque alcuni singoli Consiglieri comunali a trasmettere a breve quanto sopra riportato alla Corte dei Conti per gli approfondimenti del caso.
Inoltre la triste vicenda consumata nella scorsa seduta del Consiglio comunale rischia di aggravarsi nei prossimi giorni alla luce del fatto che anche per l’annualità 2010 della TARSU si stanno verificando le medesime divisioni tra contribuenti che pagano di più e contribuenti che pagano di meno”.

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