sabato , Novembre 26 2022

Film di Scimeca sulla vita di Biagio Conte

scimeca_biagioIn questi giorni è uscito nelle sale il bel film di Scimeca sulla vita di Biagio Conte. Grazie al sensibile intuito del regista che possiamo conoscere la storia di quest’uomo che segue lo stesso percorso di San Francesco, spogliandosi di tutto, per vivere dell’essenziale.

Biagio è un frate siciliano nato nel 1963, che lascia la ricchezza, il suo vivere borghese, per rifugiarsi fra le montagne aspre e selvagge, dove scopre la quiete e la vera armonia con tutto ciò che lo circonda. E lì nel silenzio che Biagio, coglierà le parole del Cantico delle creature e del pensiero che fù di S.Teresa d’Avila “nulla ti turbi, nulla ti spaventi solo Dio basta”.

Quest’uomo decide di non toccare più soldi in vita sua, ma tocca liberamente le persone e gli animali, cogliendoli di sorpresa e li converte alla propria visione priva di paura, al proprio senso universale di fratellanza. La gente gli risponde perché si presenta disarmato, in ginocchio, dispensando consolazione e conforto. E il fatto che la sua gentilezza colga tutti contropiede la dice lunga sul nostro mondo circospetto.

All’interno del film diverso in tutti i sensi, dai generi che si è abituati a vedere, lo spettatore e invitato a riflettere sulla propria condizione di vita, sul suo rapporto venale coi soldi e con le comodità della vita.

Biagio è una bella prova , di cinema indipendente e riflessivo intimamente proiettato a chi non si interroga , a che si da arie, a chi si sente confuso del tram-tram della vita quotidiana.

Le immagini limpide e croccanti fanno il resto, lavorando sul nostro inconscio per restituirci un senso del vero e del buono.

Splendida la prova di Marcello Mazzarella che si era già visto nei film di Scimeca , “Placido Rizzotto e Gli Indesiderabili “ qui è protagonista ed autore del soggetto filmico e riesce a dare una impronta unica alla pellicola, rivestendola di un fascino legato alla grande semplicità di Fra Biagio, che vive una condizione materiale ed emotiva raggiunta attraverso la fatica, il dolore fisico,la fame e il freddo. Fra le scene girate con la camera a mano, il contatto della terra con le mani e le silenziose inquadrature fisse bianche per la neve o grigie per le nuvole, ricordono tanto le immagini del documentario “ Il Grande Silenzio” di Philip Gröning, è la parte più emozionante del film e più sincera, come sincero è il messaggio di quel Francesco d’Assisi che aggiunge significato alla missione in terra del frate siciliano.

E lui il capo ancora oggi della missione Speranza e Carità destinata a dare asilo agli ultimi e a portare fino in fondo la sua ispirazione francescana.

Beppe Manno

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