lunedì , Aprile 15 2024

A(MAI PIU’)RRIVEDERCI SIGNOR CONTE

Mattarella ha conferito l’incarico a Mario Draghi. Ora, aldilà di tutto, la cosa importante è che non l’abbia conferito a Giuseppe Conte, dopo il vergognoso atto consumato in Parlamento di ricerca di “responsabili” una volta chiamati “voltagabbana” tutt’oggi chiamati “voltagabbana” se schierano il proprio ruolo di “responsabile” nei confronti dell’Opposizione al Conte non contento (a buona pace della teoria della relatività). Comunque, anche le peggiori esperienze hanno dentro sé qualcosa da insegnarci. D’altronde sappiamo bene come il coltivare la memoria sia qualcosa di fondamentale affinché non si ripetano i disastri del passato. Anche se però ci sono “strane” somiglianze col passato. E veniamo a noi. Uno sconosciuto Giuseppe Conte, dal curriculum troppo bello per essere vero e quasi caduto dal cielo (Uomo mandato dalla Provvidenza scansati…), si presenta in un giorno di primavera del 2018 con l’appellativo di “Avvocato del Popolo”. Ora, richiamarsi a Robespierre, con il regime del Terrore e con il Comitato di salute pubblica, non vi pare un po’ eccessivo? Questo presunto “Avvocato del popolo” doveva stare a mediare due forze populiste, ma di un populismo distante tra loro anni luce. Perché da un lato la Lega, checché se ne possa dire sulle nefandezze storiche fatte nei confronti del Sud, proviene da una esperienza sul territorio con gente che si “è fatta le ossa” attraverso una sorta di cursus honorum passando anche attraverso ruoli di piccola amministrazione (lo stesso Salvini è stato consigliere comunale). Dall’altro i Grillini la cui esperienza non sta neanche nell’università, vedi Di Maio. La concretezza della Lega si è andata a scontrare con l’illusione dei 5Stelle. Perché, parliamoci chiaro, il grillismo è una pura illusione a cui nessuno, con un po’ di sale in zucca, crederebbe. Qual imprenditore, infatti, assumerebbe impiegati non qualificati? Quale persona si farebbe curare da uno che ha visto un documentario sulla medicina (se lo ha visto)? Qual commerciante pagherebbe i propri dipendenti per non fare nulla? Ma, rapportato su scala nazionale, il primo e il secondo esempio paiono calzare pienamente con Di Maio il quale dall’alta esperienza di bibitaro si è trovato a fare prima il ministro del lavoro e dello sviluppo economico e poi degli esteri (forse l’esperienza calza meglio in quest’ultimo caso dato che al San Paolo magari ogni tanto, con qualche partita di squadre estere, c’era bisogna di rapportarsi con gli altri fuori dall’Italia). L’ultimo esempio è certamente il reddito di cittadinanza, soldi buttati per non far lavorare la gente. Attraverso queste illusioni, attraverso l’odio fomentato verso la politica, rea di chissà cosa, al potere son saliti “gli esponenti del popolo”, i nuovi giacobini (Orwell avrebbe una categoria ben precisa ma ci risparmiamo di utilizzarla). Sarebbe potuta durare? Ovviamente no! E allora Conte e tutta l’Armata Brancaleone, tastata la destra si svolta verso sinistra. Ma lì la situazione peggiora perché, sempre checché se ne dica, vedere il Pd con il M5S è vedere una madre con due figli, uno laureato e con un bel lavoro, l’altro tutto il tempo a stare disteso sul divano (a voi la scelta su chi sia l’uno e chi sia l’altro). Da qui i nuovi travagli che furono messi di lato con la pandemia, momento che avrebbe (sottolineiamo “avrebbe”) dovuto unire tutte le forze politiche in un Governo di unità Nazionale (no, signor Conte, Lei non è un servitore dello Stato perché, se lo fosse stato si sarebbe dimesso a Febbraio 2020 in nome dell’interesse della Nazione). Vuoi che alla fine di tutto non ci tocca che celebrare Renzi? E, dando a Cesare quel che di Cesare, qui il vero salvatore della Patria è davvero Matteo Renzi. Perché con il suo gesto ha permesso la caduta di un governo che avrebbe sperperato in bonus i miliardi arrivati dall’Europa per ricostruire, non certo per mettere i cerotti. Perché ci ha risparmiato altre boutade di Bonafede, Di Maio e Azzolina. Perché ha mostrato l’inconsistenza grillina, o meglio il loro essere antidemocratici, ancor più bambini capricciosi che o si fa come dicono loro e vincono sempre loro con i loro nomi, oppure si è brutti sporchi e cattivi. Non si monti però, Renzi, con questo nostro elogio perché seppur vero che ha tolto una pesante piaga dell’Italia è pur vero che il passato non si può dimenticare (jobs act in primis). Ciò detto, ridendo del fatto che fino all’altro ieri i grillini plaudivano al fatto di non andare a votare per senso di responsabilità e nei riguardi della salute di tutti noi (oltre agli appelli di dare vita ad un governo) mentre oggi vediamo su alcuni profili la richiesta di andare a votare (miracolosamente il voto è diventato sicuro) e che non sosterranno un governo Draghi (viva la responsabilità), non possiamo che gioire dinnanzi alla nomina del più valoroso, al momento, figlio d’Italia ad una carica importante quale quello di premier. Speriamo che possa agire in tranquillità e nella piena facoltà e che qualcuno capisca chi in questo grande teatro sono i nani e le ballerine e chi gli attori protagonisti che per essere dove sono hanno studiato e faticato giornalmente. Un esempio per le generazioni a venire. “Nothing come easy” direbbero gli inglesi (“nulla arriva facilmente” tradotto letteralmente). Ci auguriamo che l’alto profilo di Mario Draghi permetta a tutti noi di apprezzare l’importanza della preparazione e il rispetto per i ruoli. Perché è inutile provare a mettere uno smoking ad una scimmia. Non sarà questo il modo per farla diventare un gentiluomo.

Alain Calò

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