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Strategia nazionale aree interne, seconda chiamata per il territorio ennese con Recovery Plan e Sud 2030

Non ci sono ancora cenni di risposta all’appello a non lasciarsi sfuggire l’occasione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, noto come Recovery Plan, rivolto una settimana fa da Rete Imprese e Coordinamento provinciale dei comitati cittadini ai 20 sindaci e alle organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti e alle associazioni delle aziende dell’ennese. Sono 209 miliardi di euro le risorse del Recovery Plan per fronteggiare l’impatto economico e sociale della crisi pandemia. E’ la grande occasione di sviluppo del decennio. Tra le tante iniziative previste del Recovery Plan ce n’è una che non può essere ignorata dalle istituzioni pubbliche e dalle organizzazioni sindacali di lavoratori e di rappresentanza delle imprese dell’ennese. Ed è la terza componente “Interventi speciali di coesione territoriale della Missione 5 “Inclusione e coesione territoriale”, che prevede il rafforzamento della Strategia nazionale delle aree interne (Snai) per migliorare i livelli e le qualità dei servizi scolastici e sanitari e delle infrastrutture sociali, e dell’imprenditoria giovanile, in particolare turistico e agroalimentare. Le aree interne sono il 60 per cento dell’intero territorio nazionale con 4 mila comuni ed una popolazione complessiva di 13,5 milioni di abitanti pari al 23 per cento dell’intera popolazione italiana. Della Snai, ideata nel 2012 dal ministro Fabrizio Barca del governo Monti ne hanno beneficiato finora 72 aree interne, che comprendono 1060 comuni con una popolazione complessiva di 2 milioni di abitanti, tra le quali non c’è quella ennese, che è una tipica area interna. Solo il comune di Centuripe n’è coinvolto assieme ad altri due comuni del catanese, Adrano e Biancavilla, nella valle del Simeto. Nessuno degli altri 19 comuni dell’ennese è stato coinvolto nella Snai. Se ne possono definire ancora altre aree interne con il Recovery Plan e Piano Sud 2030, con i quali la Snai da sperimentale diventa strutturale. Ma per poter accedere alle risorse di questi due strumenti i 19 sindaci dell’ennese devono mettersi insieme per costruire delle coalizioni tra comuni per definire l’ambito territoriale sovraccomunale su cui investire le risorse per migliorare la qualità dei servizi di base di cittadinanza e per sostenere le attività economiche. Con la Snai non si finanziano interventi su singoli comuni, ma su ambiti territoriali intercomunali in cui si costruiscono coalizioni di comuni. Il boccino è nelle mani dei sindaci dell’ennese. Da qui l’appello a loro rivolto da Rete Imprese e Coordinamento provinciale dei comitati cittadini.

Silvano Privitera

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