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Enna. Primo tagliando per il Sindaco Di Pietro

A più di sei mesi dalla rielezione del Sindaco di Enna Maurizio Di Pietro può farsi un primo bilancio sull’attività politico-amministrativa.  Ne parliamo con Massimo Greco.

 

Più luci o più ombre?

 

Le luci sono decisamente di più perché la squadra funziona bene nonostante i fisiologici problemi interni alla coalizione. Gli assessori sono tutti bravi e anche in questo 2° mandato sono in competizione tra loro per fare di più e meglio.

 

Sembra però mancare la “politica”…

 

Bisogna però capire cosa s’intende per politica. In una città piccola come Enna è quasi impossibile dividersi su questioni prettamente amministrative ed operative. Destra e sinistra, ammesso che abbiano ancora un senso, possono fare la differenza nelle metropoli dove i temi dell’immigrazione piuttosto che quelli dell’ambiente sono pregnanti. E poi, com’è noto, il modello Di Pietro contempla sensibilità diverse al proprio interno e forse è proprio questo il segreto.

 

Ok, passiamo alle ombre…

 

Le ombre sono inferiori ma pesano tanto e riguardano alcuni tematiche importanti rimaste totalmente inesplorate durante il primo mandato e ancora oggi, stranamente, non attenzionate. Parliamo di questioni specifiche che meritano di essere affrontate con urgenza.

 

….si riferisce ai rifiuti?

 

No, questo tema fa parte delle “luci” e non delle “ombre”. Il Sindaco è infatti stato bravo ma anche fortunato. Bravo perché ha saputo portare a frutto una debolezza del legislatore regionale per emanciparsi dal sistema ATO e per gestire in autonomia il servizio di gestione e raccolta dei rifiuti. E, ancora, per avere individuato un Direttore all’altezza della sfida. Fortunato perché al momento dell’affidamento del servizio in house nessuna impresa fece ricorso al TAR. La motivazione a supporto dell’affidamento diretto del servizio ad una società costituita per l’occasione in luogo del naturale mercato concorrenziale era infatti tanto debole quanto facilmente censurabile. Oggi il servizio funziona e questo va riconosciuto.

 

…allora parliamo di acqua…

 

Qui la storia è diversa perché il Sindaco Di Pietro non ha avuto la medesima fortuna e quindi è rimasto intrappolato dal sistema ATO che, a differenza di quello dei rifiuti, rimane saldamente in mano alla gestione integrata per ambito territoriale provinciale. I tentativi del medesimo legislatore regionale di frantumare l’ambito territoriale ottimale ci sono stati ma il controllo preventivo di legittimità costituzionale non lo ha più permesso, essendo stata, nel frattempo, soppressa la figura del Commissario dello Stato. Poi, da Presidente dell’ATI, ha tentato la riduzione delle tariffe ma la proposta, obiettivamente discutibile per quanto già detto in passato, non è stata approvata dalla maggioranza dei Sindaci.

 

…rapporti con l’Università Kore..

 

Questo è uno dei problemi più grossi e non concerne l’incapacità di ripristinare un rapporto con la Kore, ma il non avere neanche tentato di recuperare il ruolo istituzionale del Comune nei riguardi dell’Università. Il Comune di Enna, lo hanno dimenticato in tanti, oltre ad esser stato tra gli enti fondatori del Consorzio Ennese Universitario, concesse nel 2004 alla Fondazione Kore, un “allegro” contributo straordinario di 1 milione di euro. Oggi, paradossalmente, il Comune è costretto a “pietire” il trasferimento a Enna-Alta di un corso di laurea.

 

…c’è anche Pergusa?

 

Certo, Pergusa viene vista dal Comune solo in termini di autodromo e mai in chiave ambientale e naturalistica. Non bisogna dimenticare che la Riserva Speciale di Pergusa, ancorchè affidata oggi al Libero Consorzio comunale, ricade nel territorio di Enna. Un gioiello di questo tipo, invidiato a livello internazionale, viene invece snobbato dal Comune di Enna. Se il problema è l’affidamento della Riserva, basta poco per modificare con una semplice modifica alla legge 71/95 la titolarità della gestione.

 

Quale altra ombre rimane?

 

La più ingombrante rimane. La perdita dello status di Comune capoluogo di provincia. Enna non è più riconosciuto come guida e centro di riferimento territoriale e non solo per i capricci di un legislatore regionale alieno rispetto alla realtà, ma perché alcuna iniziativa si registra in questa direzione. Enna è diventato solo uno dei venti Comuni, al pari di Agira, e Villarosa, con tutto il rispetto che meritano questi campanili. Neanche la recente ed attualissima esigenza di generare una leadership di area vasta per captare compiutamente le risorse del Recovery Plan a difesa delle aree interne ha stimolato il Sindaco Di Pietro.

 

 

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