venerdì , Settembre 24 2021

Rientrato a Centuripe il ritratto dell’imperatore Augustus

Cerimonia di inaugurazione di AUGUSTUS il ritorno a Centuripe del ritratto dell’imperatore.
E’ stato inaugurato ieri alla presenza di Alberto Samonà, Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana; Maria Concetta Antinoro, Dirigente Generale del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana; Gioconda La Magna, Direttore del Parco Archeologico e Paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci, Carlo Staffile Direttore del Parco Archeologico e Paesaggistico di Siracusa, Eloro villa Tellaro e Akrai e di Salvatore La Spina, Sindaco di Centuripe il progetto espositivo:

Il rientro dell’opera, fortemente voluto dal Sindaco Salvatore La Spina e dall’Assessore Regionale Alberto Samonà, che sono orgogliosi ed emozionati per l’importante traguardo, è frutto di un’intensa e proficua collaborazione tra le istituzioni: l’Assessorato per i Beni Culturali e l’Identità Siciliana; il Parco Archeologico e Paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci, tra le cui competenze rientra il Museo archeologico regionale di Centuripe, ed il Parco Archeologico e Paesaggistico di Siracusa, Eloro villa Tellaro e Akrai all’interno della cui gestione rientra il Museo “Paolo Orsi” di Siracusa. Assieme all’importante ritratto e grazie al protocollo d’intesa tra gli enti, l’intera collezione “centuripina”, custodita presso il Museo Paolo Orsi, sarà trasferita presso il Museo Archeologico Regionale di Centuripe per una durata di 5 anni. La collezione comprende anche altri due straordinari ritratti di Germanico e di Druso Minore oltre a importanti vasi centuripini e diverse opere fittili.
La Testa di Augusto, fu rinvenuta a Centuripe il 30 aprile 1938, nel pieno delle celebrazioni del bimillenario augusteo da uno degli operai intenti a scavare il cavo di fondazione di uno dei quattro piloni destinati a sorreggere un tratto di strada. Così ritornò in auge il primo imperatore romano (dal 27 a.C. al 14 d.C.) con uno dei suoi più raffinati ritratti marmorei.

L’opera, che è stata definita «il miglior ritratto di età augustèa conservato in Sicilia» (Nicola Bonacasa), emerse, tra l’altro, proprio in quella città che lo stesso Ottaviano quasi duemila anni prima aveva in qualche modo sostenuto, assieme a Siracusa e a Catania, per ricambiare l’aiuto offertogli durante la campagna contro Sesto Pompeo in Sicilia. Il ritratto è scolpito sullo stesso modello di quello della statua di Augusto rinvenuta nella villa della moglie Livia a Prima Porta, ora custodita nei Musei Vaticani.
Dopo il rinvenimento, nonostante opposizioni e le resistenze della comunità centuripina, che aveva cercato in tutti i modi di bloccare la partenza del reperto, e malgrado fosse già stato fondato l’Antiquarium Comunale, fu deciso, all’epoca, di trasferirlo a Siracusa.

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