lunedì , Aprile 15 2024

L’ipocrisia delle giornate internazionali

E ci risiamo anche quest’anno! Manifestazioni, panchine rosse, scarpe rosse e tutto il cucuzzaro atto a fare questa lavata di capo generale sulla violenza contro la donna senza capire che, magari, tra i tanti partecipanti a queste manifestazioni c’è gente che tornerà a casa e aggredirà la propria compagna non certo fermato da una panchina rossa. Le giornate internazionali non servono alle vittime e non servono neanche a noi, servono solo ad alimentare l’ego di qualche associazione che si intesta questa o quella giornata e poi fa la manifestazioncina in cui si coinvolge tutto il gotha della propria associazione, battiti di mano e complimenti in un sempre eterno “loro se la cantano e loro se la suonano”. E le donne? Quelle vittime innocenti degli abusi? Bè, quelle sono da mettere sull’altare dell’egocentrismo. O vogliamo forse credere che vedendo una panchina rossa e presentando un libro ora improvvisamente arriva la folgorazione sulla via di Damasco? Queste donne sono madri che hanno lasciato figli, cosa se ne fanno i figli delle panchine rosse? Ma tanto lo sappiamo: il 26 sarà tutto dimenticato e si tornerà alle nostre vite. E questo è l’errore. La sensibilizzazione contro la violenza sulle donne andrebbe fatta ogni giorno in famiglia, nelle scuole, in ogni contesto sociale. Bisognerebbe organizzare continui incontri di informazione sui numeri e i servizi messi in atto a tutela delle donne. Ma soprattutto bisognerebbe accogliere ed ascoltare queste donne, far capire che nessuno è solo in questo mondo e lasciato al proprio carnefice. Bisogna far capire che dappertutto, anche nelle realtà più altolocate può nascondersi violenza. Bisogna capire che bisogna andare nei contesti più degradati a salvare quelle donne. Bisogna capire che per fare in modo che non ci sia più violenza verso una donna si deve lavorare ogni giorno, ogni ora, nel silenzio, con attenzione, prudenza e non per mettersi le medagliette ma perché si sta facendo la cosa giusta (la più alta medaglia che esista) senza pretendere un ringraziamento, un applauso, anzi senza neanche pretendere di conoscere la donna salvata perché è un imperativo categorico preservare tutti dalla violenza. Troppo difficile… molto più facile dipingere una panchina e mettersi poi in bella mostra per la pubblicità offerta dalla stampa.
Alain Calò

In vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, la Commissione europea e l’Alto rappresentante/Vicepresidente Josep Borrell hanno rilasciato la seguente dichiarazione: “La violenza contro donne e ragazze è una dilagante violazione dei diritti umani. In Europa, una donna su tre di età pari o superiore a 15 anni dichiara di aver subito qualche forma di violenza fisica e/o sessuale. La violenza domestica era una “pandemia sommersa” già prima dell’insorgere della COVID-19. Durante la pandemia di COVID-19 i casi di violenza domestica sono aumentati, richiamando l’attenzione di tutti sul fatto che per molte donne e ragazze la casa non è un luogo sicuro. Nel corso dell’anno abbiamo inoltre assistito a preoccupanti sviluppi che minacciano donne e ragazze in tutto il mondo. Fare progressi è possibile e per questo dobbiamo continuare a lavorare instancabilmente tutti insieme per ottenere maggiori risultati. La Commissione proporrà di ampliare l’elenco dei “reati dell’UE” includendo l’incitamento all’odio e i reati generati dall’odio. L’UE potrà così configurare come reato l’incitamento all’odio e i reati generati dall’odio fondati sul genere. Proporremo inoltre una nuova legislazione per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica. Stiamo intensificando la nostra azione e invitiamo altri a un impegno e una collaborazione continui.
Rendiamo l’Europa e il resto del mondo sicuri per tutte le donne e le ragazze”.

Check Also

Asp 4 Enna. (H)-Open Week sulla Salute della Donna

Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, in occasione della Giornata …