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“Fake news – pericoli e opportunità per la nostra libertà” il nuovo libro di Alain Calò

È uscito in questi giorni il nuovo libro di Alain Calò dal titolo “Fake News – pericoli e opportunità per la nostra libertà” pubblicato dalla casa editrice Armando Siciliano.
Il saggio analizza il fenomeno delle notizie false (oggi conosciute come fake news) sia da un punto di vista sociologico che da un punto di vista storico, concentrando la propria attenzione su come si può formare una notizia falso e il suo impatto che può avere (o ha avuto) nella dialettica politica. Il fenomeno delle “notizie false” non è, infatti, un qualcosa che si è affacciato ora all’interno del teatro della Storia. Ma oggi vi è un rinforzo del fenomeno delle notizie false attraverso l’inedito sinolo “fake news – mass media” dove i mass media, soprattutto quelli a carattere “social”, rappresentano un amplificatore dirompente di una notizia falsa, potendo raggiungere, scenario che la storia fino a qualche anno fa non contemplava, potenzialmente tutto il mondo in pochissimo tempo (anzi, addirittura, nel preciso istante della divulgazione della notizia stessa). E il problema, oltre alla velocità di propagazione della notizia falsa che è praticamente infinta, sta anche nell’incontrollabilità della sua diffusione a causa della “fluidità”, intesa nel suo carattere di essere sfuggente, di questi amplificatori sociali. La notizia falsa, quindi, diventa oggi un nemico ancora più importante e, per certi versi, “invincibile”, da un lato, per il suo carattere istantaneo e “subdolo” di propagazione, uno strumento spregiudicato dall’altro lato che, purtroppo, trova terreno fertile anche, e soprattutto, in campo politico. Perché l’uso delle notizie false, ieri come oggi, grazie alla sua capacità di “smuovere gli animi” e, quindi, di pilotare gli eventi, rappresenta un vulnus pericoloso per il normale percorso dialettico delle Nostre democrazie.
Non mancano esempi concreti all’interno del libro, quale quello delle elezioni americane e l’accusa di ingerenza da parte della Russia fino ad analizzare e valutare metodi volti al contrasto delle notizie false, metodi a volte liberticidi quali, ad esempio, la censura attuata da Stati come la Cina o comunque sotto un controllo della stampa da parte governativa e a proposte e compromessi che, comunque, possano preservare il diritto alla libertà di ciascun individuo. Dove l’individuo non riveste il ruolo di ostacolo all’interno di una retorica quale “la mia libertà finisce quando inizia la libertà dell’altro” in cui “l’altro” assume accezione negativa (quasi un freno alla propria libertà), ma diviene parte attiva alla libertà individuale e collettiva in una retorica più ampia e più partecipata quale “condizione necessaria e sufficiente per la mia libertà è che l’altro sia libero”.
Ecco quindi come, quasi provocatoriamente, le fake news potrebbero diventare un utile metodo per esercitare la nostra libertà. Ma per meglio comprendere il tutto bisogna immergersi nella lettura nel testo che ha già ricevuto, ancora inedito, il primo premio della Scuola di Liberalismo di Roma nel giugno 2021 come miglior elaborato di fine corso.

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