giovedì , Ottobre 6 2022

Brave persone (senza chiavi) in corsa per un seggio

Brave persone (senza chiavi) in corsa per un seggio

di Massimo Greco


Ancora una settimana di campagna elettorale e conosceremo i nominativi degli eletti alla Camera, al Senato, alla Presidenza della Regione Siciliana e all’Assemblea Regionale Siciliana. Se in ambito nazionale i giochi sembrano fatti a favore del centro-destra, anche grazie al mancato accordo elettorale tra PD e M5S, in Sicilia la partita è ancora aperta. Il candidato del centro-destra Schifani non ha lo stesso carisma dell’uscente Musumeci e non gode neanche delle trasversali simpatìe che avrebbe goduto l’alternativa Stancanelli. Se a questo si aggiunge la tegola giudiziaria che potrebbe cadere sullo stesso, il fiato sul collo di De Luca rischia di concretizzarsi in un sorpasso al filo di lana. Sul fronte dei candidati all’ARS bisogna prendere atto di un clima molto sereno, a dimostrazione del fatto che, al netto di qualche sporadica eccezione, tutti i candidati sono persone per bene, desiderose di poter rappresentare nel migliore dei modi il nostro territorio. Sì certo, nel migliore dei modi anche perché è difficile leggere qualcosa d’interessante su programmi e progetti elettorali di ciascun candidato. Al netto di chi risulta avvantaggiato dalla carica di amministratore pubblico, sono rari i momenti di confronto sui temi che riguardano il nostro territorio e sulle correlate ricette. Pazienza, anche questa volta bisognerà stare in fiducia dei due rappresentanti che saranno eletti. In questo contesto i giochi sono aperti e le sorprese potrebbero pure esserci visto che non ci sono più roccaforti elettorali. Con la frammentazione dell’ambito territoriale ottimale, il settore rifiuti risponde elettoralmente alle Amministrazioni comunali d’appartenenza, mentre nel settore idrico e in quello universitario, un tempo monopoli elettorali del PD, trovano pascolo elettorale più candidati sia di destra che di sinistra. La ragione di ciò è evidente e risiede nel fatto che il mazzo di chiavi delle risorse pubbliche non è più nella sola disponibilità di chi lo ha tenuto ben stretto quattro lustri. Adesso sono in tanti ad avere piccole chiavi, alcune delle quali però non sono neanche più idonee all’uso, altre sono talmente deboli che una volta inserite nella serratura si spezzano puntualmente. Oggi, più che mai, la partita non è quella elettorale che si sta giocando ma quella di governo che, comunque vada, si giocherà senza di noi perché saranno altri a detenere il mazzo di chiavi e saranno loro a decidere se e quale cassetto di risorse pubbliche aprire per il nostro territorio.

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