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Niente risorse nazionali per i 12 comuni montani dell’ennese, la Regione Siciliana non le ha richieste

Ai comuni montani dell’ennese neppure un centesimo dei 96.828.911 dei fondi nazionali per lo sviluppo dei territori montanti per l’anno 2022 perché la Regione Siciliana non ha presentato richiesta di finanziamento. L’ha annunciato il ministro per gli affari regionali e delle autonomie, Roberto Calderoli, con il suo comunicato pubblicato sul sito istituzionale del suo ministero. La richiesta di finanziamento, la Regione Siciliana avrebbe dovuto presentarla entro il 2 novembre di quest’anno, cioè entro 90 giorni dalla data del 2 agosto di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle Repubblica Italiana del decreto ministeriale di ripartizione dei fondi per lo sviluppo della montagna. Di quei 97 milioni di euro, alla Regione Siciliana sarebbe andati 7.223.057 euro, se li avesse richiesti. I comuni dell’ennese definiti come montani o parzialmente montani sono: Agira, Aidone, Assoro, Calascibetta, Cerami, Gagliano Castelferrato, Enna, Leonforte, Nicosia, Nissoria, Piazza Armerina, Regalbuto, Sperlinga, Troina e Villarosa. Tranne Aidone, Enna e Piazza Armerina, tutti gli altri 12 comuni montani fanno parte della coalizione dei comuni dell’Area Interna Troina. A che cosa sarebbero servizi quei 7 milioni di euro? Sarebbero serviti a finanziare iniziative e progetti volti a: contrastare lo spopolamento dei territori, promuovere e valorizzare le risorse ambientali dei territori montani, salvaguardare l’ambiente e la biodiversità, creare impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, prevenire il rischio idrogeologico, sviluppare le attività agro-silvo-pastorali, anche con riferimento alla filiera del legno, incentivare la crescita sostenibile e lo sviluppo economico e sociale dei territori montani e migliorare l’accessibilità alle infrastrutture digitali e rafforzare i servizi essenziali di cittadinanza, con particolare riguardo prioritario a quelli socio-sanitari e dell’istruzione.
Una buona occasione sprecata, non c’è che dire. Occasioni del genere, per non lasciarsele sfuggire, i comuni montanti dell’ennese, ed in particolare modo i 14 comuni dell’Area Interna Troina, devono attrezzarsi per potere essere in grado di conoscere le risorse che Stato e Unione Europea mettono a loro disposizione direttamente, o indirettamente come nel caso dei fondi nazionali per lo sviluppo dei comuni montani, per contrastare lo spopolamento. La strategia, che promuove e induce a una collaborazione tra sindaci, è un nuovo livello intermedio di interlocuzione con Stato e Regione, che sostituisce quelli venuti meno, come la provincia. E’ singolare che non ci siano state pressioni dei comuni e degli attori rilevanti del territorio sulla Regione Siciliana per farle compilare e inviare al ministero per gli affari regionali e le autonomie la scheda di richiesta di concessione di quei 7 milioni di euro per i comuni montani. Anche quest’inerzia di comuni e associazioni è una questione da risolvere.
Silvano Privitera

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