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Enna. Scontro Dipietro – Di Fazio (Sindaco-Commissario Libero Consorzio). Per TAR notifiche non sono valide

Enna. Scontro Di-Pietro-Di Fazio. Per il TAR le notifiche non sono valide

di Massimo Greco

La questione della riesumazione degli enti intermedi attraverso la reintroduzione dell’elezione diretta dei suoi organi di governo, oggetto della recente iniziativa legislativa annunciata dal Governatore Schifani, è entrata anche nelle aule giudiziarie. Proprio ieri il TAR di Palermo è stato chiamato dal Comune di Enna a pronunciarsi sulla legittimità delle ultime due proroghe di commissariamento del Libero consorzio comunale di Enna disposte dal legislatore regionale. In tale occasione il TAR non ha potuto fare a meno di rilevare il difetto di notifica in capo al ricorrente, idoneo, se non sanato entro 15 giorni, a rendere inammissibile il ricorso stesso. In pratica il Comune ha dimenticato che per le Amministrazioni della Regione Siciliana, i ricorsi vanno notificati all’Avvocatura dello Stato, come prevede espressamente la normativa vigente. Pertanto il ricorso del Sindaco di Enna Dipietro avverso la prorogata nomina del Commissario straordinario del Libero Consorzio comunale di Enna Di Fazio sarà trattato dal Giudice amministrativo il prossimo 9 maggio. Ovviamente il problema non concerne la svista in questione, peraltro recuperabile, ma il merito del ricorso che, anche alla luce dei motivi aggiunti forniti dal Comune di Enna, si manifesta sempre più un capriccio istituzionale del Sindaco Dipietro, che non perde occasione per lanciare i propri strali nei confronti del Commissario straordinario del Libero consorzio comunale di Enna. In realtà il Sindaco, con il suo ricorso – promosso in via incidentale il 19 ottobre 2022, non ha alcun interesse a censurare la legittimità costituzionale delle proroghe disposte dal legislatore regionale, per il semplice motivo che tale questione risulta essere stata già sollevata il 10 ottobre 2022 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con un mirato ricorso –  promosso in via principale – che sarà trattato dalla Corte costituzionale il prossimo 6 giugno 2023.
Non vi è chi non veda l’assurdità di un ricorso che mira – attraverso una strada secondaria – a sollevare la questione di costituzionalità a fronte di un ricorso già presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che invece mira – attraverso la strada principale – a sindacare la medesima questione di costituzionalità. Appare quindi evidente l’uso strumentale di poteri pubblici per il raggiungimento di finalità extra-istituzionali che non dovrebbero certamente trovare cittadinanza in capo a chi esercita importanti funzioni politico-amministrative. Alla domanda “Oggi come va?”, mia nonna avrebbe così risposto: “…amara vu cugnata pè…chissu è vosciu maritu?”.

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