lunedì , Aprile 15 2024

INTITOLATA AL DOTTOR ALBERTO MURE’ L’UNITA’ OPERATIVA DI CHIRURGIA GENERALE DELL’OSPEDALE DI NICOSIA

Ci sono momenti in cui è difficile seguire il Manzoni ed essere “vergin di servo encomio o di codardo oltraggio”, ma fortunatamente ci sono i fatti a parlare per noi che ci aiutano ad esporre un concetto sine ira et studio. Nella giornata di oggi è stata svelata la lapide, ubicata all’ingresso dell’Ospedale Carlo Basilotta di Nicosia in ricordo del dr. Alberto Murè, scomparso nel 2022 e al quale peraltro è stato dedicata l’unità operativa generale dell’ospedale medesimo, che – come sta scritto nella lapide – “lo vide appassionato e riconosciuto Maestro dell’arte chirurgica”. La lapide ha certamente un valore, la presenza di tutti i sindaci del comprensorio, del Vescovo di Nicosia, dei dirigenti dell’Asp con il commissario straordinario Francesco Iudica un altro valore, la presenza dei colleghi e della famiglia un altro valore ancora. Ma ciò che colpisce più di tutti è stata la presenza del popolo. Colpisce ma non stupisce, perché il dr. Alberto Murè è stato oggettivamente un punto di riferimento per Nicosia e non solo. La Sua scomparsa fece piangere un popolo. La giornata di oggi ha visto un popolo stringersi ancora una volta al Suo “dottore Murè”. E non c’è bisogno di finire nel “servo encomio”, vedendo la commozione negli sguardi di chi l’ha conosciuto, anche in sparuti attimi. Il dr. Murè sapeva coniugare una grande umanità ad un forte carisma. Chi lo incontrava sapeva di trovarsi dinnanzi ad una persona che aveva fatto tanto nella sua vita, che si era speso per gli altri, che lo stesso Ospedale come oggi lo conosciamo è stato per certi versi una Sua creatura e che molti professionisti oggi affermati sono suoi “figli di professione”. Chi lo incontrava sapeva di trovarsi dinnanzi ad un gigante e, ancor più, ad uno statista proprio nella definizione di statista che è colui che pensa alle prossime generazioni (e la presenza e potenziamento di un Ospedale, presidio di sanità, del nostro bene più prezioso che è la salute, è il gesto da statista per eccellenza), ma lui, grazie alla profonda umanità che lo ha sempre contraddistinto, rimaneva Uomo del popolo. Seppe dare esempio di autorevolezza in mezzo a tanti esempi di autorità. Seppe incarnare il potere dell’esempio rispetto all’esempio del potere mostrato da altri. Ed è per questo che il popolo non solo lo ha rispettato, come si può rispettare qualunque professionista, ma lo ha anche voluto bene. Le sue radici furono di Gangi, ma Lui operò per Nicosia e per il territorio, non dimenticando mai comunque Gangi. E l’affetto del popolo sono per l’Alberto Murè medico del popolo, sempre disponibile e instancabile, per l’Alberto Murè politico del popolo, con un impegno importante locale nella politica attiva, ma soprattutto per l’Alberto Murè Uomo del popolo, che pur potendo con il Suo carisma e la Sua autorevolezza chiudersi in una qualche reggia di cristallo, stette sempre, fino all’ultimo, dalla parte dei più deboli e del suo popolo. In sintesi, un galantuomo di altri tempi, un esempio per le future generazioni. E la cointitolazione dell’Ospedale di Nicosia non è solo una proposta del Sindaco, ma una chiara volontà del popolo che va fatta perché Nicosia, e non solo Nicosia, ha bisogno di camminare verso il futuro ricordando bene le persone che hanno dato esempi grandi.
Alain Calò

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