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Pino Grimaldi: Germania, rivoluzione copernicana

Enna 12/10/2005 – Hitler si sarà rivoltato nella tomba. Mai avrebbe potuto pensare, lui nazionalsocialista, e machista sfegatato che un giorno nella sua patria di adozione – era austriaco di nascita – un leader cristiano-democratico,vissuto all’ombra della ”Stasi” in quella parte di Germania preda di guerra russa e “donna” per giunta sarebbe potuta riuscire a vincere contro un social- democratico maschio e divenire la prima dell’altra faccia della luna a guidare “Die Grosse Deutschland”.

Il 5 Marzo del 1933 aveva vinto le elezioni con un’esigua maggioranza che solo la violenza istauratasi in ogni città poteva portare come avvenne ad un Reichstag che dichiara lo stato dittatoriale ed affida a lui, Hitler pieni potere. Il resto è ben noto. E dal 1949 – momento della divisione della Germania in due – est ed ovest – comincia la storia della nazione che oggi è la parte di Europa centrale più estesa e con più abitanti dopo la riunificazione del 1999. E riparte cosi come era stato lo inizio della Germania libera con un Cristiano Democratico (CDU) Kohl che diviene il primo Cancelliere dello stato riunificato nella tradizione di Adenauer, stesso partito, che per primo nel 1949 aveva vinto le elezioni concesse dalla truppe di occupazione, con Bonn capitale.

C’è un filo bianco che lega e che dà logica a quanto avvenuto nelle elezioni tedesche del settembre scorso. Un filo che oggi ha trovato un inconsapevole testimone propiziatore in un tedesco assurto alla cattedra di Pietro, Papa Ratzinger facendo accadere in Germania senza alcun personale intervento, quanto accadde in Polonia grazie a Karol Wojtyla nel 1989.

La linea liberale cristiana riprende il potere dopo decenni di social democrazia (SPD) che sembrava avere oscurato per sempre un ritorno della CDU. E’ avvenuto ed é stata vittoria esigua si, (solo 4 seggi) ma vittoria alla quale la Angela Merkel non poteva rinunziare e perché in democrazia i numeri tengono banco e perché allieva di Kohl (ma lo aveva anche coraggiosamente ed onestamente criticato) ed educata a vita spartana dall’ambiente ove è vissuta, l’est, e dalla sua professione – fisico quantistico.

In altre parole persona, come rivelava il Bild Zeitung, pragmatica e decisa e non disposta ad arrendersi a minacce – fatte, pare, dalla SPD di andare subito ad altre elezioni – ne a farsi convincere dal politichese di moda anche nella patria di Goethe.
La “Grosse Koalition”è partita perché la Merkel, checchè ne dicano, è ben sicura della corretta interpretazione dello art. 65 della Costituzione tedesca che dà al Cancelliere il ”potere di determinare la direzione della politica avendone la responsabilità”.

E la prima Kanzlerin nella storia maschilista tedesca si può star certi che non mollerà di un palmo le sua prerogative anche a costo di crisi – ma non previste – di governo (ritiro di una parte della SPD che pare a malincuore la voterà).

Scrive il quotidiano conservatore Die Welt che La Merkel sarà la donna più potente dell’Unione Europea; e francamente non ho difficoltà a crederlo non solo perché non vedo Thatcher in giro, ma perché sarà come la Golda Meir in Israele della quale si diceva che era l’unico maschio del governo di quel tempo!

Per l’Italia non è male perché il cancellierato Merkel non clonerà l’asse di ferro Berlino Parigi, con o senza (probabilissimo) Chirac. Ma sarà un bene per l’Europa perché si intravede una buona partnership con quel Putin con il quale può parlare – bene – in russo e del quale, si dice, conosca di più di quanto tutti gli altri Leader messi assieme sappiano.

La Germanica e l’Europa si vestono di rosa? Parrebbe proprio se dall’altra sponda del Reno risponde la Ségolèn Royal che pensa e seriamente all’Eliseo, mentre da oltre atlantico la Hilary Clinton si prepara al gran passo del 2008.

Altro che percentuali di donne nelle liste bloccate della possibile legge elettorale italiana!
Le donne, – e finalmente! – quando vogliono arrivano e bene e con grande beneficio di quanti vanno ad amministrare: dal piccolo comune alle grandi nazioni.

Bene, con la scoperta del mondo al femminile la Germania dà il via ad una vera rivoluzione copernicana. E quella vera non fu male.

Pino Grimaldi

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