martedì , Settembre 21 2021

La vera storia di Babbo Natale

Quand’ero piccolo e frequentavo la terza elementare mi dissero che Babbo Natale non esisteva e che era un’invenzione dei grandi. Il mondo mi crollò e quasi per la rabbia, manifestando il mio contrappunto, volevo ferrare un bel pugno a quell’insolente interlocutore. Allo spesso modo il mondo crollò a tanti altri bambini che nella loro età ancora dal pensiero fantasioso e sognatore apprendevano questa cruda notizia che aveva un sapore laicista e materialista. Quella screanzata diceria, fortunatamente, non è vera perché Babbo Natale è veramente esistito e oggi si incarna nella figura dei genitori, dei nonni e degli uomini che desiderano fare carità. La figura del Babbo Natale, che fa tanto sognare i piccoli, è originata da un santo vescovo dalla bella barba lunga e bianca di nome Nicola. Riporto qui di seguito alcuni passaggi di un bellissimo file che mi è hanno inviato i carissimi “Missionari della Via”. “San Nicola, nacque a Patara, in Turchia, da una ricca famiglia; divenne vescovo di Myra, in Lycia, nel IV secolo e partecipò al Concilio di Nicea nel 325. Quando morì le sue spoglie, vennero deposte a Myra fino al 1087 anno nel quale vennero trafugate da un gruppo di cavalieri italiani travestiti da mercanti e portate a Bari dove sono tutt’ora conservate e di cui divenne il santo protettore. Un episodio riguardante la carità di San Nicola è persino narrato da Dante Alighieri nella Divina commedia (Capitolo XX del Purgatorio 31-33) e riguarda tre poverissime fanciulle. Nicola, addolorato dal pianto e commosso dalle preghiere di un uomo impossibilitato a sposare le sue tre figlie perché caduto in miseria, decise di intervenire lanciando per tre notti consecutive, attraverso una finestra sempre aperta dalla casa, i tre sacchi di monete che avrebbero costituito la dote delle ragazze. La prima e la seconda notte le cose andarono come stabilito. Tuttavia la terza notte San Nicola trovò la finestra inspiegabilmente chiusa, perché il padre delle giovani voleva capire chi era il misterioso benefattore. Deciso a mantenere comunque fede al suo proposito il vecchio dalla lunga barba bianca si arrampicò così sul tetto e gettò il sacchetto di monete attraverso il camino, dov’erano appese le calze ad asciugare, facendo la felicità dell’uomo e delle sue tre figlie”. Spesso San Nicola era solito uscire la notte, all’insaputa di tutti e sfidando anche le intemperie, si recava nelle case di bambini poveri lasciando del denaro sul davanzale o davanti la porta o facendoli cadere dal camino. Da quì oggi si è ancora soliti dire ad un bambino: “Metti il dentino che ti è caduto sotto il cuscino e San Nicola ti porterà un soldino”. La carità del Vescovo San Nicola si diffuse ben presto nella tradizione popolare e molti seguirono il suo esempio. In Finlandia, ad esempio, Babbo Natale è un personaggio molto popolare e di grande rispetto che realmente, in tutto il periodo invernale, con la sua slitta e le renne porta a tanti bambini, che ne fanno richiesta, dei doni. Ancor oggi, in tutto il mondo, Babbo Natale ha un vestito rosso che richiama l’abito vescovile e naturalmente una barba folta lunga e bianca come quella di San Nicola. Non importa che nel mondo ci siano più di un Babbo Natale ma è importante che il personaggio sia unico ed esprima solidarietà, carità e naturalmente che ci faccia ancora sognare con il suo benevolo sorriso. Buon Natale!


Rosario Colianni

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