domenica , Settembre 26 2021

‘ore 9 lezione di corna, ore 23 tecnica funeraria’ by Paolo Coppola

In una Sicilia incredibile, interna non soltanto geograficamente, scorre rumorosa la vita di una città, con le sue passioni i suoi odi i suoi tabù. Un teatrino, ora comico ora tragico, che spesso raggiunge esiti intensamente picareschi. Un libro molto godibile.

Per assoluta mancanza di pillole e per un deprecabile errore del mio povero genitore venni al mondo. Vissi per un buon quarto di secolo in Enna, piccolo paese di montagna sito nei cuore della Sicilia. Ignaro del fatto che il paese è stato promosso ed è divenuto Capoluogo e, che quindi è piene di impiegati e privo di agricoltori, talune guide turistiche si ostinano a chiamarlo: “centro agricolo”.
Tanto che, rifacendosi ad epoche più remote, lo chiamano: “Ombelicus Sicilae” forse per acclararne la sua inutilità poiché, secondo quanto mi è dato di sapere, l’ombelico è un buco davvero inutile.
Non avendo stabile occupazione studiai per lunghi anni. Fu così che mi ritrova; dottore in legge. Ebbi l’ardire di pretendere e di esercitare la libera professione, mia madre acquistò una toga quando trovai la nuova targhetta, che avevo applicato alla porta, ridotta ad un colabrodo. Senza l’ausilio della polizia scientifica constatai che i buchi erano stati prodotti da pallini di piombo fuorusciti da una lupara.
Preso atto della perentorietà del foglio di via me ne venni a Milano deve potei riattaccare la targhetta sforacchiata.

Paolo Coppola

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