sabato , Luglio 24 2021

Crisi: in Sicilia calano i POS (-6.56%)

posLa chiusura di molti esercizi commerciali si ripercuote direttamente anche sul calo dei P.O.S., le apparecchiature per effettuare pagamenti con bancomat e carte di credito, che in Sicilia tra 2012 e 2011 sono diminuiti del 6,56%, con in testa Trapani (-10,19%), Siracusa (-7,90%) e Caltanissetta (-7,73%). A rilevare questa tendenza e’ CPP Italia, societa’ del gruppo inglese CPP specializzata nella protezione delle carte di pagamento, che nel nostro paese ha oltre 700 mila clienti e assicura piu’ di 3 milioni di carte di credito. “Le possibili cause di queste riduzioni – spiega Walter Bruschi, chairman NE di CPP Sud Europa – sono riscontrabili da un lato nella crisi economica che ha fatto chiudere molti esercizi commerciali, dall’altro in un’ingiustificata diffidenza degli italiani nell’utilizzo degli strumenti alternativi al contante, ancora utilizzato nel 90% delle transazioni contro una media europea di circa il 70%”. Trapani e’ fra le prime 25 province italiane per entita’ del calo delle apparecchiature per i pagamenti elettronici, mentre il dato medio della Sicilia (-6,56%), 13° tra le regioni Italiane, risulta inferiore alla media nazionale (-7,8%). Proseguendo la lettura dei dati elaborati da CPP, si nota che a Catania il calo delle apparecchiature per effettuare pagamenti con bancomat e carte di credito si e’ attestato nell’ultimo anno sul -6,65%, quarto valore nelle regione. Seguono Ragusa (-5,78%), Palermo (-5,74%), Messina (-5,53%), Agrigento (-5,52%). Chiude la classifica Enna, che registra un calo dei P.O.S. del 4,70%.

“Per invertire questa tendenza – aggiunge Bruschi – sarebbe opportuno realizzare delle campagne di ‘educazione’ all’utilizzo consapevole e sicuro della moneta elettronica. Bancomat e carte di credito sono, infatti, molto piu’ sicure del contante: in caso di furto di un portafoglio, ad esempio, il denaro sara’ irrimediabilmente perso, mentre le plastic card potranno essere facilmente bloccate. Anche in caso di clonazione, poi, sara’ sufficiente denunciare la propria estraneita’ agli acquisti fraudolenti per vedersi rimborsare le somme ingiustamente addebitate. A tutto questo – conclude Bruschi – si lega il tema piu’ che mai attuale della tracciabilita’ dei pagamenti e della lotta all’evasione fiscale”. Allargando l’arco temporale dell’indagine agli ultimi 8 anni, periodo 2004-2012, CPP fa notare che in Sicilia il numero dei P.O.S. e’ cresciuto del 54%, settimo incremento tra le regioni italiane. La provincia che ha registrato l’incremento maggiore e’ Enna (+85%), che e’ addirittura tra le migliori 12 province italiane. Al secondo posto in regione c’e’ Ragusa (+58%) e al terzo, a pari merito con un +55%, le province di Trapani e Messina. A seguire Caltanissetta (+54%), Siracusa e Palermo, ognuna con un +53%, Catania (+52%) e Agrigento (+49%).(ITALPRESS)

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