martedì , Gennaio 31 2023

Sicilia. I liberi consorzi dei comuni saranno nove, non di più. I livelli occupazionali non saranno scalfiti

province-cancellate“I liberi consorzi saranno nove, e saranno aderenti agli attuali assetti di contiguità territoriale tra i capoluoghi ed i relativi comuni. Fuori discussione la creazione di consorzi quali quello di Gela, Messina o ancora di atri carrozzoni”. Così’ il capogruppo all’Ars, Giancarlo Cancelleri, in occasione del dibattito sulla riforma dell’abolizione delle province, tenutosi poche ore fa a Caltanissetta. Al dibattito hanno preso parte anche il capogruppo dell’Udc Firetto, quello del Pd, Gucciardi e quello del Pdl, D’Asero. “I sindaci – ha aggiunto Cancelleri- sono l’avamposto di quello che deve diventare una bella e nuova realtà. Saranno infatti chiamati a rappresentare le istanze dei propri territori, dialogando quotidianamente con gli amministratori ed i cittadini di un’area che conoscono già, potendo però intervenire direttamente. È una riforma che fa paura – ha proseguito il capogruppo M5s – ma apre una stagione di discussione e confronto che fa solo bene. Non ci devono spaventare i cambiamenti. A livello nazionale stanno cominciando a svuotare di competenze le Province alla luce di una riforma costituzionale ben più netta di quella che parte dal nostro Parlamento”.

Sul fronte personale i 4 deputati hanno insistito sul fatto che le competenze delle Province nelle Province sono una risorsa da mantenere: morale i livelli occupazionali non subiranno flessione. “Forse la nostra riforma – ha aggiunto Cancelleri – cade in un momento sfortunato, dato che mancano all’appello oltre 110 milioni di trasferimenti da parte dello Stato, trasferimenti che poco hanno a che fare con la nostra riforma, ma per i quali chiediamo al presidente Crocetta di andare a Roma a reclamare tali somme”.

“Il confronto tra le forze politiche, e quindi iniziative come quella odierna ed ancor di più il confronto in Parlamento – ha dichiarato il deputato M5S Salvatore Siragusa – sono sicuramente il metodo migliore per raggiungere l obiettivo di una riforma dell’ente di area vasta che sia realmente funzionale ed al servizio dei cittadini”.

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