venerdì , Maggio 20 2022

Buco finanziario delle Province siciliane

Palermo –  Per poter proseguire la loro attività e approvare i bilanci 2013 le Province regionali hanno necessità di una dotazione finanziaria di almeno 50 milioni di euro.  Lo afferma l’Unione regionale province siciliane in una lettera aperta che il Presidente Giovanni Avanti ha inviato al Governo regionale, con in testa il Presidente Rosario Crocetta, al Presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, a tutti i deputati regionali e alle organizzazioni sindacali. “Le nove Province regionali è bene ricordarlo – afferma Avanti –  continuano ad esistere e, in attesa di una riforma che si preannuncia quanto mai complessa, hanno bisogno di continuare ad operare.  A causa dei tagli dei trasferimenti regionali, che si sono aggiunti a quelli nazionali, le nove amministrazioni  versano in uno stato di grave crisi finanziaria che impedisce di svolgere servizi essenziali quali la manutenzione delle strade, delle scuole e il servizio di trasporto e assistenza per gli studenti disabili, per non parlare della difficoltà a pagare gli stipendi dei dipendenti che, proseguendo questa situazione, rischierebbero la messa in mobilità.  I recenti stanziamenti regionali non hanno consentito di risolvere la questione che rimane ancora aperta in tutta la sua emergenza. La Regione infatti con la legge finanziaria 9/2013 ha stanziato per le nove Province la somma complessiva di 44 milioni,  dei quali 10 milioni, contro i 50 del 2012, come trasferimenti regionali e 34 milioni, contro i 50 del 2012, per perdita di gettito dell’ex addizionale energia elettrica, trattenendo dunque 16 dei 50 milioni trasferiti dallo Stato. Si è prodotto quindi rispetto al 2012, che era già stato un anno di pesanti tagli, un buco di 56 milioni, che si è ridotto a 51 con i 5 milioni stanziati con la legge 16. L’Unione regionale delle Province siciliane – scrive Avanti nella lettera – fa quindi appello al Governo regionale e a tutte le forze politiche presenti all’Assemblea regionale siciliana, perché prendano consapevolezza del grave danno procurato in questi mesi e affinché il percorso di riforma intrapreso non si trasformi in un massacro per migliaia di cittadini siciliani che potrebbero subire gravi ripercussioni di carattere lavorativo e sociale. Si aprirebbero nuovi fronti di emergenza in una Regione che di emergenze ne vive già tante e tutte pesantissime. Chiediamo che la politica regionale adotti le misure necessarie ad evitare tutto questo attraverso scelte condivise fondate su fatti e dati certi e non su estemporanee sortite ad effetto. L’Urps manifesta la sua piena disponibilità ad una collaborazione tecnica che possa contribuire a superare intanto questa difficile fase di transizione, e a lavorare, come abbiamo del resto già fatto nell’ambito dei tavoli tecnici,  per giungere ad una riforma quanto più possibile organica e condivisa”.

 

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