sabato , Ottobre 23 2021

Piazza Armerina: X stagione dello scavo archeologico in corso

La Villa Romana del Casale di Piazza Armerina non smette mai di sorprendere gli archeologi. Quest’anno, dal 19 agosto sino al 27 settembre, si svolge infatti la X stagione dello scavo archeologico che interessa l’area sudoccidentale della sontuosa domus, che attraverso diciotto secoli ha conservato intatto il suo bagliore. La direzione scientifica dei lavori affidata al professore Patrizio Pensabene, docente dell’Università La Sapienza di Roma, assicura anche stavolta l’impegno dei ricercatori delle università di Madrid, Siviglia e Cadice, mentre lo affiancano il professore Paolo Barresi e alcuni studenti di archeologia (forme volontarie ma professionali) dell’Università Kore di Enna.

L’area che all’inizio delle ricerche sembrava potersi identificare come la Pars Fructuaria, intrinseca agli affari di produzione agricola della Villa Rustica, ha ormai confutato un ricco impianto termale (di circa IV sec. d.C.), con un ennesimo frigidarium e un calidarium riservati presumibilmente ad un’utenza pubblica, decorato ancora a mosaici non meno preziosi e raffinati di quelli contenuti all’interno della Villa stessa, di cui anzi richiamano le geometrie, e le pareti e le vasche sono talvolta impreziosite da marmi orientali e intonaci colorati. L’impianto termale nella sua complessità lascerebbe ipotizzare che fosse collegato alla Villa da uno spazio porticato (vista la presenza di numerosi fusti di colonne), e che lo stesso abbia poi subìto sostanziali alterazioni a seguito ad alcune alluvioni già nel V-VI sec. d.C. Importanti reperti stanno per cui venendo alla luce proprio in questi giorni, tra l’entusiasmo e le perplessità che attanagliano i sogni degli archeologi in azione: tra tutti i ritrovamenti, hanno forse maggiormente acceso gli animi della ricerca le cinque, per ora, colonne (di cui una per certo ha mantenuto la base in situ) che stanno risorgendo dalla sabbia, mentre sembrano sopravanzare quei cocci di cui, come Moses Finley diceva, gli archeologi sono vittime data la maledizione della loro indistruttibilità.

Tutto questo, sebbene serviranno degli anni per scoprire e studiare ogni singolo frammento di questo puzzle del mondo tardo antico e perché si possa estendere a tutti il privilegio di assistere ad un’antica manifestazione del talento umano attraverso un’opportuna musealizzazione del sito, ci aiuterà forse a comprendere meglio le dinamiche di funzionamento della Villa Rustica, avvicinandoci ad una sua datazione più precisa e magari ad individuare una volta per tutte il reale proprietario che la volle così grande e bella.

VillaRomanaPiazzaArmerina

“Lo scavo di quest’anno – dice il prof. Pensabene – ci sta regalando la sorpresa di un complesso architettonico di cui non capiamo nulla; a metà campagna di scavo abbiamo già rivoluzionato tutte le ipotesi del passato poiché i nuovi rinvenimenti ci impongono di riconsiderare tutto; ma siamo ricompensati dalla consapevolezza che questo straordinario lavoro di scavo rimane fondato su una dialettica continua tra chi lo dirige a chi lo esegue”. Ma gli archeologi non sono gli unici frequentatori d’eccezione: in questi giorni scorsi infatti anche Alberto Angela e il suo staff hanno raggiunto la Villa Romana del Casale per confezionare una puntata dedicata alla nuova stagione di “Ulisse, il piacere della scoperta”, in onda da ottobre su Rai Uno. Sarà certamente un’opportunità unica per promuovere il quasi completamento dei lavori di restauro integrale che hanno donato alla Villa un’immagine ancora più misteriosa e affascinante, per ribadire ancora una volta le potenzialità che la provincia di Enna nasconde nel cuore della Sicilia.

Paolo D’Angelo

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