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Papa Francesco da Lampedusa a Rio a Cagliari ed ora ad Assisi

Hanno ascoltato, nelle aree dell’emarginazione occupazionale e della povertà

Il suo grido per la pace, il lavoro, i giovani ed i governanti del mondo.

Ed ora torna a richiamarci per combattere le povertà, lottare per il lavoro e pregare per gli immigrati.

Papa Francesco Assisi 3 ottobre 2013

Papa Francesco, ad Assisi, in una giornata di lutto nazionale per l’ultima immane tragedia nel mare di Lampedusa, nella “strage più grande di sempre“ ( 1 ),vicina all’isola del primo viaggio del pontificato.

E dopo Rio e Cagliari, ancora dalla Sicilia gli arrivano le lacrime di dolore per altre centinaia di immigrati morti prima di raggiungere la terra ferma.

A Lampedusa, nell’isola più vicina all’Africa, Papa Francesco aveva pregato per i ventimila caduti nei viaggi della disperazione nel mediterraneo, in cerca di lavoro per uscire dalla povertà e dalla fame (2).

Ora il suo grido, quasi disperato. Una sola parola: “Vergogna”, pronunciata al convegno sul 50° dell’Enciclica Pacem in terris, prima della partenza per Assisi.

Pregando Dio per chi ha perso la vita, ha auspicato: “Uniamo i nostri sforzi perché non si ripetano simili tragedie. Solo una decisa collaborazione di tutti può aiutare a prevenirle”.

A Cagliari, dopo l’incontro di Rio (4) con la gioventù mondiale, ha ricordato di essere anche “figlio di migranti”, ed ha incontrato i cassaintegrati, i pastori, gli imprenditori, con i poveri, i detenuti, nel sud mediterraneo dell’Europa, attraversata dalla crisi economica, specie nelle sue aree più emarginate e dei meno abbienti.

Ha detto che “La solidarietà è una parola che rischia di essere cancellata dal dizionario” ma Lui ne ridisegna il valore, la recupera con la testimonianza, presentando e pregando come farà ad Assisi, per l’Italia e per le sue aree di povertà

interne e per le migrazioni.

Giuseppe Savagnone, l’intellettuale giornalista e scrittore con molti saggi sul laicato, i fermenti del mondo cattolico ed i temi dell’educazione, ne aveva ritratto la missione nelle regioni più offese dalla crisi del nostro tempo (3).

Ed ora le visita ad Assisi è l’omaggio a San Francesco, il Santo dei poveri,che sognava un chiesa povera, vede il Papa ad invocare la intercessione per combattere tutte le povertà di tutti i continenti, come intende operare dalla cattedra di Pietro, come ha promesso ai giovani di Rio, preparando il suo messaggio per la pace, premessa di sviluppo e di relazioni che possano abbattere la povertà (4).

Il messaggio di Papa Bertoglio per la pace nel mediterraneo aveva mobilitato, nelle ultime settimane, le coscienze dei governanti e dei parlamenti del mondo per dire no alla guerra e riscosso positivi riconoscimenti universali.

Ma il dramma delle famiglie dei Sud del mondo è legato alla mancanza di lavoro, alle sperequazioni delle risorse, all’assenza di libertà creativa, alla non centralità, da parte dei governanti, delle condizioni in cui vivono le famiglie in certe regioni e stati, quando mancano dei servizi essenziali e delle occasioni di vita dignitosa.

Papa Francesco a Cagliari, nella Sardegna spaccata in due dalla crisi, dai giovani con un futuro sempre più precario, ha portato l’eco della recente 47.ma Settimana sociale dei cattolici italiani sui temi della famiglia, del suo valore fondante, della difesa della sua vocazione naturale e identitaria, che sembra non avere valore se ad essa non si aprono le porte del lavoro specie per i giovani e le donne che aspirano a costituirla e se questi non si aiutano a prepararsi a crearlo con la convergenza delle strutture formative e scolastiche ed il coraggio-dovere degli imprenditori e degli educatori.

A Cagliari, papa Bertoglio, ha espresso, ancora una volta, la sua “vicinanza alle situazioni dei tanti giovani disoccupati, alle persone in cassa integrazione o precari, agli imprenditori ed ai commercianti che fanno fatica” a proseguire nelle loro attività e invita ad avere coraggio per affrontare con intelligenza la sfida storica a cui sono chiamati.

Generazioni di giovani senza lavoro, ha affermato, crescono senza dignità ed in tal senso condanna il sistema economico globalizzato idolatrino, in cui si istaura “la cultura dello scarto”, in cui si scartano i nonni e si scartano i giovani.

Ma i giovani li ha voluti incoraggiare: Non lasciatevi rubare la speranza, la speranza è cosa di tutti. La speranza è creativa. Lottiamo tutti insieme perché al centro, almeno della nostra vita, sia l’uomo e la donna, la famiglia, tutti noi. Occorre “mettere al centro la persona e il lavoro“. Non c’è speranza sociale senza lavoro dignitoso per tutti. Per questo occorre “perseguire quale priorità l’obiettivo dell’accesso al lavoro e del suo mantenimento (Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in Veritate).

lampedusa-corpo-galleggiante 131003Il silenzio o l’indifferenza globalizzata su questi temi portano, per Papa Francesco, alle migrazioni disordinate che rubano ai territori ed alle comunità le risorse creative dei giovani, dai paesi dell’Africa come dalle regioni del sud europeo.

Ad Assisi, ora ha accompagnato Papa Francesco il pensiero degli Italiani, che in San Francesco, assieme a Santa Caterina, onorano il patrono d’Italia.

Nel messaggio, inviato, in vista della attuale visita, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ricordando che anche Giovanni XXIII, all’inizio del pontificato sentì il bisogno di farsi pellegrino ad Assisi, ha scritto: ”Entrambi i Pontefici hanno così sentito, in modo particolare, la necessità di testimoniare al mondo la via della fratellanza e della pace, in momenti diversi ma accomunati da un alto bisogno di comprensione tra gli uomini, tra le nazioni, tra le fedi, traendo ispirazione da un Santo che è stato un grande credente e un grande italiano. E l’Italia può essere orgogliosa di averlo come Patrono” (5).

E sull’insegnamento imperituro di San Francesco, il Papa vuole ricordare all’Occidente ed all’Europa che non ci sarà serenità e pace all’interno delle famiglie dei paesi mediterranei se non si risveglia nei governanti e nei popoli l’amore per chi soffre, il coraggio per l’intraprendenza per una crescita dell’occupazione nella solidarietà delle relazioni e nei territori in maniera equilibrata, se non si scelgono i poveri come amici, come li ha scelti il santo di Assisi.

Ferdinando Russo

onnandorusso@alice.it

Riferimenti

1) A.Bolzoni, La notte delle lacrime.Un enorme cimitero,in la Repubblica del 4 ottobre, 2013

2) F.Russo, Papa Francesco, nel suo primo viaggio alla frontiera della mobilità mediterranea apre ai Musulmani in http://www.vivisicilia.it/?p=1031

3) G.Savagnone – Il massacro dei nuovi schiavi nell’indifferenza dell’Occidente, Il Giornale di Sicilia settembre 2013

4) F.Russo, Bentornato da Rio I richiami e le testimonianze di Papa Francesco al mondo, in www.google.it ed in Fondazione Italiana Europa Popolare

5) G.Napolitano, Il messaggio del Capo dello Stato, Ispiriamoci a un santo che è stato un grande credente e un grande italiano in Avvenire del 4 ottobre 2013.

news collegata: Lampedusa. Papa: No alla globalizzazione dell’indifferenza

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