venerdì , Luglio 23 2021

Caltanissetta. Commemorazione dei “Carusi” Miniera Gessolungo

Si è svolta questa mattina nella Chiesa Santa Barbara, nell’omonimo Villaggio nisseno, la messa di commemorazione per ricordare i caduti nella sciagura, avvenuta il 12 novembre del 1881, della miniera di Gessolungo, dove, per uno scoppio, persero la vita 81 lavoratori, tra cui 19 ragazzini, in dialetto detti “i carusi”.

Carusi Miniera GessolungoPresenti alla celebrazione, officiata da Mons. Calogero Di Vincenzo e padre Gallo, per il Comune di Caltanissetta il sindaco Michele Campisi, gli assessori Laura Zurli e Gaetano Angilella, il comandante della Polizia Municipale Maurizio Parisi e il consigliere comunale Oscar Aiello. Presenti anche tutte le autorità locali delle forze armate, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale e Vigili del Fuoco, nonché il commissario della Provincia Regionale di Caltanissetta Raffaele Sirico, il presidente dell’Associazione “Amici della Miniera” Mario Zurli, gli alunni delle terze classi del plesso scolastico Santa Barbara e una nutrita rappresentanza di ex minatori.

Durante la Santa Messa padre Di Vincenzo ha ricordato come il 12 Novembre del 1881, alle 6 del mattino, la miniera di Gessolungo fu funestata da una delle più grandi sciagure mai accorse nelle miniere di zolfo siciliane. Per uno scoppio di grisou perirono ben 65 lavoratori tra operai e tecnici. 120 minatori della sezione Calafato furono investiti da un violento incendio causato dallo scoppio di “grisou” innescato dalla fiamma di una lampada ad acetilene. 55 minatori, anche se feriti, riuscirono a uscire e mettersi in salvo. Per 65 di loro invece la fine fu istantanea mentre altri sedici perirono in ospedale a causa delle enormi ferite. Dopo 20 giorni dalla sciagura furono recuperati 49 corpi di cui 19 di “carusi” (bambini dagli 8 ai 14 anni). 9 di questi rimasero per sempre senza un nome.

Fu così profonda la commozione popolare che si richiese e si ottenne la sepoltura dei disgraziati in un cimitero costruito per l’occasione nei pressi della zolfara nissena, oggi recuperato e noto come “cimitero dei carusi”, in memoria delle tante vittime delle miniere dei secoli scorsi.

Al termine della Santa Messa, prima di recarsi al “cimitero dei carusi” per la deposizione di una corona d’alloro, avvenuta sotto una pioggia battente, il sindaco Campisi, dopo avere ricordato che oggi ricorre anche il decimo anniversario della strage di  Nasiriyya, dove persero la vita 19 militari italiani e 9 iracheni, ha voluto rendere omaggio ai caduti della miniera Gessolungo, ricordando ai presenti che finalmente il terreno su cui sorge il memoriale del minatore è di proprietà della Città di Caltanissetta e non più di un privato cittadino.

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