giovedì , Ottobre 6 2022

Hannah

prato fioriIn televisione, fra un Letta dimissionario e un Renzi salvatore , è passata la notizia del suicidio di una quattordicenne. Hannah si chiamava la quattordicenne e si è ammazzata perché nessuno ha capito il suo disagio. Si è ammazzata perchè nessuno ha sentito il suo grido d’aiuto. Prima di suicidarsi Hannah ha postato un messaggio su Facebook: “Pensi di voler morire e in realtà vorresti solo essere aiutata”.
Considerare le “cose” a posteriori in simili drammi è un esercizio crudele quanto inutile eppure come esimersi dal farlo? Come ignorare la pericolosità di certi social pervasivi e devianti? Come non domandarsi quale ruolo abbia il mondo adulto in tutto questo?
Si, credo che ancora una volta sia il mondo adulto a essere chiamato in causa. Un mondo che non è in grado di fornire modelli salvifici e neppure decenti.
Mi chiedo dove stiano gli adulti mentre i giovani vanno sui siti ingiuriosi e ingiurianti? Cosa facciano gli adulti quando i giovani si contorcono di dolore per il silenzio e l’indifferenza che li tormenta. Con chi chiacchierano i grandi mentre gli imberbi urlano la loro disperazione. Gli adulti cara Hannah se ne fregano della tua morte.
Non hanno tempo per te… non hanno tempo neppure per i loro figli. Devono coltivare il loro ego, debbono esibirlo in ogni modo e in ogni dove, senza ritegno, senza pudore. Gli ometti alti e panciuti che si pensano adulti, non hanno tempo per le paturnie adolescenziali. Debbono ridere al telefono di un padre disperato per la scomparsa della figlia zoccola e lo fanno con indosso la divisa o devono schiacciare onestà e rispetto per dare la scalata allo scranno del potere o debbono tradire la fiducia della gente per salvaguardare il loro interesse.
Le donnette ipertricotiche e callipigie poi, che vantano l’elemosina al negretto del semaforo e sgridano la serva di casa per la macchia di caffè sull’incerata, non possono interessarsi ai dubbi delle ragazzette brufolose, debbono rimirarsi allo specchio per capire come nascondere la ruga sulla fronte o debbono fotografarsi il faccino bello per postarsi su Facebook e fare così invidia all’amica culona e sciatta o debbono inventarsi un altro modo ancora, per far tacere quella vocina interiore che sussurra l’intera loro inutilità.
Decidere di morire a quattordici anni per non diventare adulta così, chissà se è poi tanto criticabile.

Gabriella Grasso

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