mercoledì , Settembre 22 2021

Un primo passo per l’unità dei Popolari di centro, che credono nell’Europa

ppeNCD – UDC e Popolari per l’Italia si incontrano per offrire ai “ moderati di centro” un comune riferimento per l’Europa. Ed ora, dopo Scelta Civica, che vive momenti diversamente articolati NCD di Alfano e l’UDC di Casini, Cesa e D’Alia, Galletti, Binetti, De Mita, D’Onofrio, Buttiglione, De Poli, concordano, con i Popolari liste comuni per l’Europa.

L’alleanza elettorale per le Europee del 25 maggio, tra l’il Nuovo Centro NCD di Alfano. L’UDC di Casini, Cesa e D’Alia, ed i Popolari per l’Italia di Mario Mauro, Lorenzo Dellai e Lorenzo Olivero, già di Scelta Civica (1). E’ un tentativo significativo di opportune, motivate convergenze, verso un possibile obiettivo di alto profilo politico-strategico, anche se timido e condizionato dalle imminenti elezioni europee, che resta flessibilmente aperto a comuni esperienze e valutazioni storiche, ma anche attuali e prospettiche nell’ambito di un contesto in cui fermentano e vogliono trovare domicilio politico e rappresentatività le molte attese delle associazioni e gruppi dell’area popolare, di origini democratico cristiane, spesso considerate irrilevanti dai sondaggi per la frammentazione esistente e sempre più resa ininfluente dal procedere della riforma elettorale, sempre più bipolarizzata.

Le aperture congressuali dell’UDC, con l’intesa di Cesa e D’Alia, che guidano il partito, dovrebbero far superare le remore e le lente riflessioni, incerte e poco comprensibili di Scelta Civica di Monti, specie quando, unitariamente, con l’UDC, Scelta Civica si è impegnata a sostenere ed a partecipare al Governo Renzi, come in Sicilia all’attuale Governo voluto e sostenuto dal Pd e dall’Udc (2-3).

Accomunano obiettivi programmatici su fondamentali ed antichi valori, che caratterizzano i principi della libertà attraverso una democrazia, non statica ma inclusiva di innovazioni, nelle istituzioni e nelle imprese mai come oggi chiamate a atti di coesione e cooperazione, per progetti comuni, che non trascurino le solidarietà che attengono alla sfera dei diritti personali familiari e sociali dei cittadini, perché possano trovare omogenea rappresentatività politica.

La democrazia in cui si crede prescinde dalle comode soglie fissate non sempre per solo nobili traguardi, privilegia la più ampia partecipazione per il bene comune, l’allargamento delle aree di consenso, il dialogo anche rischioso per la governabilità, coprotagonisti negli ultimi Governi.

Le dichiarazioni di Gianni Fontana, presidente e dell’Associazione Democrazia Cristiana, e di Ettore Bonalberti, tra gli ideologhi dell’associazione, le determinazioni di Rinascita Popolare di Publio Fiore, il contributo mediatore di Mario Tassone, (CDU) presente con interessanti contenuti contributi al recente Congresso nazionale UDC, restano, tra tendenze politiche di analoga identità centrista, popolare ed europeista, in attesa di una più organica convergenza per le prossime scadenze meno verticistiche e più liberali rispetto all’irrigidimento delle regole elettorali per le Europee.

Scrive al riguardo Ettore Bonalberti (4): “Mauro, ha compiuto una decisione intelligente e generosa che dovrà accompagnarsi all’annuncio pubblico del patto federativo, che abbiamo condiviso con gli amici, Fontana, Fiori e Tassone“.

E già si respira la costituente del Partito Popolare Europeo, al quale tendono cattolici popolari e laici, preoccupati delle lacerazioni dell’unità del Paese, a cui tendono rinati movimenti indipendentisti dal Veneto alla Sicilia, sollecitati ad inventarsi motivi neoirredentisti e neorivoluzionari, che sono accolti con plausi lusinghieri antieuropei dalla Lega, da Grillo, dai Forconi, per non intravedere falchi populisti della destra di Forza Italia.

Con i Gruppi citati, emergono anche le volontà espresse, pur nello spazio delle autonomie politiche e identitarie di una parte del mondo cattolico, così riflessivo e propositivo, negli incontri di Todi, sempre più orientati ad una partecipazione alla vita politica del Paese, e per il bene del Paese, da laici nella libertà di scelte civili responsabili e mature di un laicato, non permanentemente conflittuale, rispettoso della dottrina sociale, che ha ispirato i cattolici democratici del dopoguerra, tra i fondatori, mediatori determinanti, della Costituzione e dell’Europa, che ora avverte l’esigenza di innovazioni e/o di revisione, alle quali dovranno partecipare tutte le forze del Paese.

Il primo congresso di NCD di Alfano, in fase di celebrazione, e le immotivate riserve di Forza Italia, talvolta rancorose e dimentiche che in Europa li attende il PPE, merita l’attenzione ed il dovuto rispetto dei parlamentari e dei senatori, che hanno già dato la loro adesione a NCD e che troveranno la solidarietà e l’apporto della tradizione e della presenza nel territorio dell’UDC.

La riforma elettorale interna, segna ancora il cemento per condivise necessarie intese future al fine di contenere il bipolarismo, che guiderà la politica del Paese e che richiede disponibilità e azioni di mediazione, efficienza delle istituzioni politiche, controllo politico istituzionale, trasparenza, senza le quali si rischiano governi a prova di forza, incompatibili per le condizioni della crisi sociale ed economica e per le connesse responsabilità di una nuova politica Europea.

Questa per la sua salvaguardia richiederà solidarietà nazionali e politiche unitarie verso i nuovi paesi sviluppati e quelli che richiedono interventi urgenti per le gravi emergenze interne ed estere e per quelle economiche alle origini di ondate migratorie disordinate.

La incontrollata mobilità di migliaia di profughi, di dissidenti, di disoccupati in cerca di un qualsiasi lavoro, ed il trasferimento delle politiche migratorie del mediterraneo nelle sedi della politica europea, esigono una presenza, fortemente europeista, che si impone con tutta l’urgenza del caso.

Resta ora l’esigenza di liste che diano fiducia al paese per competenza e per onestà, perché la politica, così come nel nucleo primogenito, in fase di costituzione elettorale, sia di garanzia a richiamare l’Europa ad una solidarietà, che aiuti a vincere la battaglia per il lavoro, per la difesa delle famiglie, attentate dalle difficoltà economiche e dalla deriva di innaturali comportamenti che vengono introdotti nelle normative che esulino dai diritti naturali e costituzionali di tutti i cittadini.

Mentre alla nuova politica europea non potrà sfuggire il comune interesse ad una azione per abbattere le sperequazioni, che si registrano sul piano della formazione professionale dei giovani e del recupero scolastico universitario e della ricerca della popolazione giovanile di tutti i paesi, per evitare sacche di povertà culturale foriere per le imprese tutte di perdita di innovazioni e di competitività con le imprese estere dei nuovi continenti ad alto sviluppo e verso i paesi che necessitano di assistenza alla crescita ed alla valorizzazione in loco delle risorse disponibili.

Si onorerà così una nuova collaborazione con tutte le zone del sottosviluppo, che troveranno nella politica europea fiduciosa speranza di relazioni scambievoli di cooperazione sul piano dei diritti di giustizia, di difesa dell’ambiente e della salute, di partecipazione alle istituzioni e di operosa convergenza al bene comune dei popoli per la pace, lo sviluppo, il cammino della civiltà nella difesa di tutte le persone.

Se ne fa portavoce, ancora, Bobalberti dell’Associazione Democrazia Cristiana nel sostenere, rinnovati contenitori partitici, alla luce della migliore tradizione culturale e personalistica e promuovere linee di partecipazione dal basso per evitare l’inaridimento etico e generazionale della politica e delle classi dirigenti ad ogni livello.

Se c’è un tasto dolente denuncia Ettore Bonalberti (6), così entusiasta come noi degli eventi aggregativi annunciati, è quello che essi talvolta appaiano come calati dall’alto anche se i protagonisti dell’attuale convergenza hanno vissuto recenti bagni (prove) elettorali e confronti congressuali.

Per Bonalberti in “Meglio ripartire dal basso” (5) sorprende che manchino occasioni partecipative nelle scelte dei candidati, occasioni di incontri e di luoghi e di momenti di partecipazione alle scelte essenziali, per recuperare alla “politica buona” energie risorse umane e corresponsabilità diffuse e prospettiche.

“Meglio, molto meglio, ripartire dal basso e dar vita, fin dalle elezioni amministrative, a comitati di comunità popolare in tutti i comuni d’Italia e dare sostegno a liste civiche unitarie di tutti i popolari e democratici cristiani italiani”.

Ritengo che non si voglia riproporre un nostalgico contenitore di natura ideologica, senza esclusioni preconcetti verso posizioni laiche, timorose di un ancestrale confessionalismo, che storicamente la democrazia cristiana ha rifiutato nella sua storia, e che l’esperienza dei politici cattolici presenti in tutti gli schieramenti conferma. Ma si propone di utilizzare, da parte anche dei partiti che in atto tentano una convergenza sui temi europei a livello delle grandi circoscrizioni, e di sostenere quelle prove movimenti, come i Focolari hanno realizzato, con il movimento per l’unità politica in tante realtà locali, senza smanie di rottamazione insidiose, ma consapevoli della necessità di trovare canali di partecipazione elettorale liberi e partecipativi, intanto nelle realtà locali.

Non possiamo che condividere, per cultura e per memoria storica, tali esigenze specie quando per qualche decennio si è assistito alla desertificazione della politica, alla caduta etica, alla perdita del senso della comunità da servire nell’impegno civico, non esclusivo di pochi ma sempre da considerare dovere comune per difendere e rispettare i diritti naturali ed umani di tutte le persone di dei cittadini e dei popoli della terra.

Anche Papa Francesco (6), nel recente incontro con i parlamentari italiani, ha colto, nella sua indicazione etica di alto richiamo universale al servizio politico, una speranza di partecipazione alla politica che rifiuti la violenza, la corruzione, la disattenzione ai bisogni delle comunità

Ed il recente invito di mons.Nunzio Galantino, Segretario generale della CEI al laicato cattolico è segno innovativo di vivere la politica secondo coscienza, senza pregiudizi ideologici se non quelli valoriali legati ai bisogni ed alle libertà del prossimo e di quello che più necessita dell’attenzione e della solidarietà fraterna (7) nel rispetto delle compente e degli ambiti, nell’educare ad un Vangelo vissuto attraverso la cittadinanza attiva e la partecipazione.

Ma del laicato aggregato nelle associazioni e nei movimenti ci riserviamo di scrivere prossimamente in occasione delle convocazioni delle consulte dei laici credenti (8).

Ferdinando Russo

onnandorusso@libero.it

RIFERIMENTI

1) A.D’Argento in Nasce il Nuovo centro. Alfano si allea con l’UDC in “la Repubblica del 3 aprile

2) G.D’Alia, intervista al senatore D’Alia, presidente dell’UDC e la proposta al Governatore della Sicilia di un programma di interventi urgenti per l’occupazione,per le imprese,per lo snellimento delle procedure concessive di nuove iniziative per la cultura, il turismo, la sanità,l’agricoltura, l’artigianato,il commercio per incentivare la creazione di posti di lavoro.in www.facebook.com

3) Il Comitato Regionale UDC della Sicilia e l’approvazione, sintonizzata con il PD, della svolta nella giunta di Governo, nato e proposto agli elettori dal Pd e dall’UDC in www.facebook.com alla voce UDC-Sicilia oppure Gianpiero D’Alia

4) E.Bonalberti, in “Un timido passo avanti” in www.la democrazia cristiana.it, www.don-chisciotte.net, www.insiemeweb.it

5) E.Bonalberti in Meglio ripartire dal basso in info@bonalberti.com

6) Papa Francesco ai parlamentari italiani in Avvenire, Milano 2014

7) A.Tornielli, Città del Vaticano Intervista a Nunzio.Galantino,Segretario della CEI ad interim Ider.lastampa.it/inchiesta del 7 aprile

8) F.Russo in Il laicato nelle sue aggregazioni ecclesiali in www.vivisicilia.it ed in www.google.it alla voce Ferdinando Russo ed il Laicato ed in www.cntn.it-Palermo anni 2013-2014

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