martedì , Giugno 22 2021

Teatro Riso Palermo: “Un’ora tutta per me” 60 minuti di purezza di una puttana nella danza

Un'ora tutta per me-05Che forme può dare la danza a un personaggio “parlante”? Sono partiti da questa domanda, Simona Argentieri e Giuseppe Provinzano, per realizzare lo spettacolo “Un’ora tutta per me”, primo capi-tolo della trilogia “Drama in corpore” della Babel Crew, che sarà messo in scena, in anteprima na-zionale, venerdì 2 maggio alle ore 21 (replica sabato 3 maggio, alla stessa ora) al Palazzo Bel-monte Riso di Palermo per Contemporaneo Sensibile, la rassegna dedicata ai nuovi linguaggi della scena organizzata dalla direzione del Museo d’arte contemporanea della Sicilia Palazzo Riso, Ca-puantica Festival, Estreusa e Circuito Danza Lazio, in collaborazione con Teatri di pietra e Una danza in Sicilia.

Il progetto “Drama in corpore” nasce dall’incontroconfronto in Babel Crew tra gli artisti che deten-gono quelle che vengono chiamate “residenzialità responsabili” legate al teatro e alla danza. Il pro-getto prevede la produzione di tre spettacoli in cui saranno coinvolte tutte le anime artistiche che compongono la crew Babel. In questo primo spettacolo, i siciliani Simona Argentieri, coreografa e danzatrice, e Giuseppe Provinzano (che firma drammaturgia e regia), hanno tessuto un dop-pio filo che lega danza e teatro per raccontare una certa condizione femminile, specchio deformante della nostra società contemporanea, che abbraccia tutte le donne senza escluderne nessuna. E lo hanno fatto trattando quella categoria di donna tra le più discusse, tra le più narrate, tra le più amate e le più cantate: le puttane. Quelle del sud Italia o del sud del mondo, quelle dell’Est Europa o del nostro Nord Est, quelle delle nostre strade o quelle della porta accanto.

«“Un’ora tutta per me” è un assolo che parte da sensazioni vissute quotidianamente che sconfinano in isole di immagini – scrive Simona Argentieri -. Un lavoro che assorbe suoni e rumori, ricerca una musicalità non esplicita, fatta di libertà e intimità profonda. Immersione di un’anima nuda per un tempo breve ma forse infinito, quello che ogni donna vorrebbe concedersi ogni giorno per ritro-vare se stessa…«di questa sensazioni di particolare purezza e intimità è pregno il mio danzare» dice la danzatrice. Nella mia essenza di danzatrice e nella mia coreografia schiudo la necessità di trovare un legame dinamico tra filo drammaturgico, movimento ed espressività contemporanea, incuriosita e attratta da come drammaturgia e danza si completino restando su quella sottile linea in cui la composizione si lascia contaminare in transizioni fugaci».

«La formazione attoriale di Simona Argentieri mi ha permesso di sperimentare linguaggi e ritmicità che sono diventati stimoli per il corpo, – scrive Giuseppe Provinzano nelle note di regia – la parti-colarità del suo muoversi e del suo (s)muovere emozioni mi suggerisce direzioni registiche conta-minate: “l’immobilità” della narrazione e la “mobilità” della danza si incontrano in un’esplosione di immagini e tensioni. Il racconto che è un non-racconto non viaggia per schemi narrativi classici ma parte da assunti standardizzati e moralizzati tendendo a dissacrare le impressioni iniziali parola do-po parola. Durante il processo creativo, improvvisamente, ci sono “ venute a trovare” delle lucciole che sciorinavano con la luce i pensieri e le riflessioni di Pier Paolo Pasolini e Georges Didi-Huberman. Questo bagliore ha illuminato inesorabilmente il nostro percorso e ne ha reso chiara l’es-senza. Nel 1975 Pier Paolo Pasolini descrisse quel preciso momento che ha fatto da spartiacque per la storia, la cultura, il costume, la sensibilità e l’intelligenza del nostro Paese e non solo: questo momento coincide con la scomparsa delle lucciole. Diversi anni dopo Georges Didi Hubermann gli risponde: le lucciole non sono sparite siamo noi che non siamo più capaci di scorgerle. Le lucciole sono dei magnifici insetti. Le lucciole sono bagliori di umanità. Che siano scomparse o che non siamo in grado di scorgerle, c’è un gran bisogno della loro luce».

“CONTEMPORANEO SENSIBILE”, IL CALENDARIO DEGLI SPETTACOLI:

Venerdì 2 e sabato 3 maggio

“Un’ora tutta per me”

Produzione Babel Crew

Primo capitolo del “Dramma in corpore”_una trilogia

con Simona Argentieri

drammaturgia e regia Giuseppe Provinzano

coreografia Simona Argentieri

Venerdì 9 e sabato 10 maggio

“Weltflucht”

Produzione Ritmi sotterranei

Musiche Mozart, Julia Kent, Olafur Arnalds, Jun Miyake, Anthony And The Johnsons

Regia e coreografia Alessia Gatta

Danzatori Gioele Coccia, Viola Pantano, Marco Grossi, Giacomo Sabellico

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