venerdì , Luglio 30 2021

Il musicista, Nino Mancuso, folgorato dal Movimento dei Focolari

nino mancusoNell’area dei Monti Sicani, che coinvolge dodici comuni dell’interno della Sicilia centro-occidentale, tra la Valle del Sosio e del Belìce, Nino Mancuso, maestro di una generazione di laici innamorati della musica, come arte universale per parlare a tutti i popoli e cantare le Lodi del Creatore, racconta la sua vocazione in una Autobiografia, “Una storia in Musica”, presentata a Chiusa Sclafani presso l’antica Badia, tra cori e canti di un associazionismo motivato dal carisma del Movimento dei Focolari (1).
Tra i protagonisti delle musiche, che hanno allietato la serata dell’ottantesimo compleanno di Mancuso, il tenore Francesco Parrino, allievo della maestra Claudia Cardi, di ritorno da Siracusa ove al teatro greco ha cantato nell’Aida di Verdi e prossimamente invitato al Festival Pucciniano di Torre del Lago, le sorelle gemelle Liliana e Daniela Caronna, Enza Giardina, Maurizio Silvestri e Antonino Troia, Luciana Rumore al piano, i due aspiranti GEN, Giuseppe Giannetto e Francesco Caronna, con Pierpaolo Testa, fisarmonicista e compositore di brani originali con evidenti influenze etniche (2).
L’Autobiografia, consegnata ai partecipanti all’evento, per diffondere il travagliato cammino del Nostro verso la santità laicale, per servire l’ideale della fratellanza universale, è caratterizzata da uno stile che ama la sintesi, per la modernità delle comunicazioni e respinge la retorica, è corredata da una attenta prefazione del prof. Nicola Filippone.
“E’ dedicata a Chiara Lubich e l’Opera di Maria, all’associazione il GEN ROSSO, (di cui il Nostro è stato fondatore), alla famiglia naturale, a tutti gli amici e conoscenti, per tutto ciò che Dio mi ha concesso”, scrive l’autore, “di vivere in questi miei 80 anni”.
Mancuso introduce così la “ Autobiografia”, quasi strappata e pretesa dai tanti allievi ed amici, alla sua timida riservatezza, da costoro e da quanti lo hanno conosciuto e stimato, porgendo un suo “grazie”, riconoscente della fraternità diffusa e ricevuta.
La presentazione del libro, nella stupenda cornice della Badìa di Chiusa Sclafani, scelta quasi in onore dei natali del Nostro, il cui padre don Carmelo, violinista e lavoratore del marmo, è nato infatti in questa città e, nel segreto delle intenzioni, anche in ricordo del primo maestro di musica Franco Falco, originario dalla Campania e direttore della locale e gloriosa banda musicale “Gioacchino Rossini”, culla e vivaio della musica del circondario, diffusa e alimentata a Chiusa da Gianni Giannetto, a Giuliana, prima da S. Colletti ed oggi, dopo l’avvio di Salvatore Rinaldo, da Paolo Miceli, a Bisacquino da Ignazio Gendusa, proveniente da Chiusa e direttore del rinato Corpo bandistico Città di Bisacquino.
Per l’occasione, presenti all’evento in segno di solidarietà ed amicizia, i sindaci di Chiusa, Giuseppe Ragusa, con Filippo Schifani, di Bisacquino Tommaso Di Giorgio con il vice sindaco Matteo Tortomasi, e Filippo Contorno, Giacomo Giangrosso, Salvatore Ragusa e alcuni consiglieri comunali e amministratori locali delle nuove giunte.
Non potevano mancare, mons.Rosario Bacile, decano e rettore del Santuario della “Madonna del Balzo” di Bisacquino, ma prima, per diversi anni parroco della chiesa madre di Chiusa Sclafani e don Carmelo Colletti, attuale parroco della chiesa del Rosario.
La città di Chiusa ha dato i natali: ad Ignazio Sgarlata, compositore e maestro, a mons.Giuseppe Liberto, già direttore della cappella musicale pontificia Sistina, alla professoressa Dina Coco, mamma di Gaetano D’Espinosa, direttore ospite principale dell’orchestra sinfonica G.Verdi di Milano, “uno dei più grandi talenti direttoriali degli ultimi anni” come definito dal maestro Fabio Luisi, ed a Totò Cascio, il bambino scelto da Tornatore per Cinema Paradiso.
Presenti all’evento della Badìa, il maestro direttore d’orchestra e insegnante al Conservatorio di Trapani, Giuseppe Crapisi, il direttore del Coro delle Voci Bianche, del Conservatorio Vincenzo Bellini, di Palermo, Antonio Sottile.
Alla riuscita della serata musicale, hanno contribuito, con la loro la partecipazione culturale ed organizzativa, Aurelio La Russa, fondatore dell’associazione “Nuova Bisacquino”, con Vito Tallarita, attuale presidente, Rosalia Guzzetta, Antonino Stabile, e Lena Sicula, presidente di “Noi Donne” e Fabrizio Caldiron con Focolarini e Focolarine della Sicilia.
L’epicentro di questa storia è un laico della prima generazione dei “Focolari”( l’associazione fondata da Chiara Lubich nel ‘43), che ha avuto tra i promotori Igino Giordani ed in Sicilia, Mimmo De Luca e Pino Fiorica ed ha il suo riferimento culturale a Chiusa Sclafani, dove era nato il padre di Nino Mancuso, don Carmelo, artigiano del marmo, trasferitosi per motivi di lavoro a Bisacquino ed erede della tradizione scultorea del legno e della pietra di Chiusa nonchè violinista, quasi a storicizzare il rapporto dell’artigianato locale con la musica ed i complessi musicali del territorio, studiati da A.G.Marchese (3).
Ora, quasi per continuare la tradizione a Bisacquino, rinasce e si sviluppa, sotto la spinta del figlio di Carmelo, Nino e delle ultime amministrazioni comunale, la banda “Città di Bisacquino”, con lusinghiere prospettive, offerte dalla scuola musicale comunale, voluta e potenziata dal sindaco Tommaso Di Giorgio, aperta ai ragazzi ed in progress a tutta la gioventù del circondario.
E la vicinanza territoriale e la testimonianza del Nostro incoraggia il parroco di Giuliana, padre Luca Leone ad offrire al maestro Paolo Miceli, professore del Conservatorio di Caltanissetta e direttore della locale Associazione bandistica Giuseppe Catalanotto, al presidente Santino Cavallino ed al Capo banda Giuseppe Marciani, alcuni locali dell’Azione Cattolica per sviluppare la scuola musicale del rinato complesso, in collegamento con un protocollo d’intesa con il detto Conservatorio a servizio di una operosa gioventù, motivata culturalmente, da una memoria di studiosi (Campo, Scaturro, Catalanotto, Campisi, Russo, Bella, Di Giorgio), di storici e letterati (A.G.Marchese, Maria A.Russo, C.Tomasino) e di musicisti e compositori (Rosario Colletti ed S.Colletti), quali eredi di un mondo artigianale ricco di tradizioni e di testimonianze legate alla storia della città che ha convissuto con gli arabi, i normanni, gli aragonesi.
Bisacquino, quando diventa la nuova residenza dei familiari dei Mancuso, offre a Nino l’esempio di una comunità operosa, in paese ed all’estero, ricca di una diffusa spiritualità religiosa, di fede e di devozioni, con tante chiese, conventi, sacerdoti, religiosi, che restano, quasi un richiamo per la maturità, il centro della scoperta vocazionale di una chiamata per Nino, se, sin da ragazzo, educato alla preghiera, nella chiesa madre lo trova un giorno un padre francescano a pregare, inginocchiato e lo riporta a casa alla mamma.
Più tardi, la Chiesa madre o la parrocchia del Rosario lo rivedranno impegnato all’attività apostolica, nell’insegnamento musicale, a guidare cori, a collaborare con il decano Di Vincenti e con padre Nicola Lo Voi.
Nino Mancuso scopre il suo talento musicale, giovanissimo. Lo eredita, con il fratello più piccolo Pietro, dal padre Carmelo e poi, dopo una travagliata giovinezza, vissuta tra studi, fughe, difficoltà, anche economiche, avventure legate alla passione per la musica, alla ricerca di “agorà” aperte al dialogo ed alla socialità, tra feste familiari, bar, ed un Circo, che gli chiederà, scrive nell’autobiografia, “di accompagnare con la fisarmonica una cantante, la figlia del titolare, ed animare con un brano ”La fisarmonica impazzita”, il trottare di un cavallo con a seguito un cagnolino ed una scimmia”. E forse anche la” Gazza ladra” di Rossini, un’opera, del repertorio giovanile.
Da questo scenario felliniano lo libererà, suo padre riportandolo a Bisacquino ed accompagnando la naturale vocazione musicale del figlio, iscrivendolo al Conservatorio “ Vincenzo Bellini” di Palermo.
Ed è forse latente, la vocazione religiosa laicale, che si preannuncia dopo una casuale lettura delle “Confessioni di Sant’Agostino”, nel tempo pre e post conciliare, che ha elaborato nelle sperimentazione didattica e organizzativa, anche durante una sua malattia, mentre il mondo giovanile dell’azione cattolica di Bisacquino, anche da lontano, gli alimenta, inconsapevolmente, per le sue composizioni giovanili ed in quelle che realizzarà nell’età matura della sua attività musicale, dell’animazione dei Festival alla memoria di Franck Capra, il regista dalle origini bisacquinesi, come nelle ricorrenze legate alla vita del Santuario della Madonna del Balzo (4).
Nella prima quindicina di ogni mese d’agosto, il Santuario, ove tornano gli emigranti numerosi della città, richiama infatti nei quartieri dei vicini paesi di Giuliana, Chiusa, e di altri confinanti, a cantare e pregare il mondo contadino, che si riunisce presso gli altari costruiti dal vicinato, che ha terminato la raccolta del grano ed ora si autoconvoca sotto le stelle a ringraziare il Signore, la Madonna del Balzo, la Madonna dell’Udienza.
E l’eco di quei canti di fede e di devozione alla Madonna saranno presenti, negli anni della maturità musicale del Nostro, con le massime espressioni della sua fede religiosa ed artistica e della sua partecipazione alla vita della Chiesa, alla spiritualità mariana dei Focolarini, che emerge negli scritti di Chiara Lubich, che “Città nuova” non si stanca di ripresentare e che Mancuso musica per accrescere la partecipazione al culto e rendere universale le sante Messe e le Omelie (5): “L’evangelista Matteo inizia il Vangelo ricordando che quel Gesù, di cui sta per narrare la storia, è il Dio con noi, l’Emanuele(cf Mt 1,23) e lo conclude riportando le parole citate, con le quali Gesù promette che rimarrà sempre con noi, anche dopo essere tornato al Cielo. Fino alla fine del mondo sarà il Dio-con-noi (6)”.
Il Conservatorio di Palermo, che Mancuso ha frequentato e superato, incoraggiato dal padre e dai docenti che ne hanno presto scoperto il talento, gli ha fornito, intanto, le tecniche per le sue composizioni musicali, e le future impegnative Messe degli anni ‘60, mentre la fisarmonica, regalatagli dal padre a dodici anni, lo ha reso riferimento tra i coetanei di tutte le sue stagioni, per le serenate, i valzer, la musica che piace ai giovani ed agli anziani e che ha allietato i matrimoni, i battesimi, le cresime ed i Carnevali di Bisacquino e più tardi le Assemblee dell’azione cattolica e dei movimenti ecclesiali, tanto attenzionati dai Vescovi della Diocesi di Monreale, da Carpino, a Petraia (originario con Bacile di Bisacquino), a Romano, Catarinicchia, Bommarito, fino a Pennisi.
I comuni di Chiusa Sclafani, Palazzo Adriano, Prizzi, Bivona, Contessa Entellina, Sambuca, Giuliana, Burgio, Lucca, Castronovo, Lercara, hanno trovato, ben presto, in Mancuso, un maestro ed un amico negli eventi culturali come, nella preparazione musicale di base di tanti giovani per partecipare alle bande comunali, ai cori e ai gruppi musicali, mentre si diffonde, anche per la sua promozione nei cittadini, l’amore per il restauro degli Organi nelle antiche chiese e la fruizione di questi strumenti per l’educazione musicale e la concertistica (7).
Il maestro Mons.Giuseppe Liberto della vicina Chiusa Sclafani, chiamato a Roma a dirigere il coro della Cappella Sistina, invita Mancuso a musicare i testi delle sue Sette liriche per canto e pianoforte (9). Un successo.
I direttori delle locali bande citate e delle orchestre, che raccolgono encomi ovunque, gli sono vicini, come i compositori del circondario (I.Sgarlata, S. Colletti, T.Di Giorgio, G. Crapisi) ed i direttori di corali (Giuseppe Liberto, Antonino Sottile, Giuseppe Crapisi), i fondatori di complessi (Liberto,Vincenzo Pillitteri del noto Gruppo polifonico del Balzo), i giovani della associazione Fra.Ga.Ma con Gaetano Di Natale e gli amici, valenti organizzatori delle serate musicali giovanili, i laboratori degli organari, (Giuliano Colletti), gli organisti (Biagio Quaglino, Pippo Aiello), Radio Antenna Bisacquino, Direttori di Orchestra e insegnanti dei Conservatori, sono professionalmente e amichevolmente vicini al Nostro.
Nella vita di Mancuso e nel volume autobiografico, la musica è come la colonna sonora della vita di un artista compositore, maestro e fondatore di gruppi musicali, di corali, di orchestre, di scuole musicali (il Nostro sostiene ed incoraggia la Scuola comunale di Musica di Bisacquno), e da sempre appare ispirato da una intensa religiosità e da una vocazione pedagogica-educativa.
“L’arte e la fede”, scrive N.Filippone, preside Istituto Don Bosco (1) nel presentare l’Autobiografia: ”hanno pervaso la vita di Nino Mancuso, che oggi ci viene raccontata attraverso la descrizione di un percorso spirituale, approdato alla decisione di seguire ed annunziare il Signore in musica, accogliendo l’invito del salmista che scrive: Cantate inni al Signore con l’arpa,con l’arpa e con un suono melodioso; con la tromba e al suono del corno acclamate davanti al Re il Signore” (Sal 97,5-6).
E’ quel percorso e cammino, aperto a tutti i battezzati, ai religiosi ed ai laici, agli intellettuali, agli artisti del nostro tempo, che hanno voluto rispondere ad un sacerdote delle periferie, padre Giacomo Ribaudo e Giovanni Dino, che hanno loro inviati i Salmi biblici per avere un commento dai contemporanei, quasi un invito, nel tempo della smemoratezza (8) ha prodotto un’opera scritta da letterati (8), ed una “testimonianza per tutti noi, come la ”Autobiografia” di Mancuso, totalizzante, raccontata in pagine dei vangeli, vissuti nella modernità, donando talenti, esperienze, liriche, riflessioni, comportamenti di fraterna solidarietà al prossimo.
Mancuso ha trovato, prima a Bisacquino in Salvatore Contorno, e nei contemporanei dell’A.C e poi nelle vie del mondo, una comunità dalle alte tensioni missionarie, animata dal laicato post-conciliare dell’Azione cattolica della diocesi di Monreale e nei diversi continenti con i Focolarini, sempre incoraggiato da sacerdoti e da religiosi da Pasquale Bacile (vescovo), a don Nicolò Lo Voi, il suo parroco nella chiesa del Rosario, a Calogero Di Vincenti (decano per decenni della Cattedrale e Vicario zonale) e poi a Don Lino Di Vincenti e mons. Rosario Bacile, fino ai nostri giorni, dai Vescovi Vigo, Naro, Di Cristina, Pennisi e fuori dal movimento dei Focolari di Chiara Lubich come una grande famiglia di operosità e di spiritualità francescana, nella profetica scelta di papa Bergoglio, per correre come San Francesco incontro ai poveri ed ai bisogni dei popoli del mondo, a partire da quelli dei Sud dei continenti e dalle Periferie delle città metropolitane.
Ed il Papa Francesco, nel suo primo anno di pontificato ha voluto a Roma i primi incontri con i Focolari.
Una delle opere musicali del Nostro, di cui quasi non parla nell’Autobiografia è infatti il Musicale su Francesco, Giullare di Dio, che viene proiettato in tanti incontri dei Focolari e che continuiamo a trovare in YouTube, nella registrazione di Alberto Russo, direttore e regista di Arte e Cultura TV di Palermo (10). E grande è l’attesa dell’ultima fatica musicale del Mancuso in onore di La Pira, il siciliano sindaco di Firenze, ambasciatore di pace, di cultura e di dialogo tra le religioni (11).
Ci resta da sviluppare la partecipazione a livello mondiale, dopo l’incontro con Chiara Lubich del movimento dei Focolari, dell’intensa attività musicale dell’associazione Gen Rosso, la presenza organizzativa in Sicilia dei Focolari, la presenza di Mancuso al Serra Club durante il Vescovado di Naro e sarà oggetto di un nostro futuro approfondimento.
Mancuso ha imparato dal padre, dalla fisarmonica regalatagli, dalla fatica dello studio al Conservatorio di Palermo, l’impegno vocazionale per la musica ed ha conosciuto la tensione sociale di noi laici dell’azione cattolica di Gedda, di Carretto, di Rossi, che sognavamo una Famiglia “piccola chiesa”, l’invito alla preghiera ed all’azione per un mondo migliore, mentre ci preparavamo alla grande sfida democratica del ’48, ed inseguivamo le istanze che trapelavano timidamente verso il Concilio Vaticano II, dai ricordi ancora vicini della Guerra universale, che ha provocato milioni di morti, dalle tensioni ideologiche che si trasferiscono, nei comportamenti umani, nella politica dalle grandi divisioni, dalla guerra fredda e vive così l’inizio degli anni ’60.
Quando il Nostro conosce, nel ‘64, alla Mariapoli di Enna, i Focolari, c’è la sua scoperta ad una più operosa rinascita spirituale, una “svolta”, c’è l’adesione ad un carisma, che evangelicamente sconvolge il suo programma di vita, gli si riaccende la vocazione laicale totalizzante.
“Cosa sia stata la Mariapoli per me, scrive Mancuso, nel primo contatto con i Focolarini,lo si può dedurre facilmente da tutto ciò che sto cercando di raccontare in queste pagine. Fu certamente la mia una esperienza sconvolgente e illuminante che diede una svolta decisiva alla mia vita” (1).
Poi l’incontro a Loppiano, ove insegna, con Chiara Lubich, questa trentina, che a 23 anni, nel ’43, ancora in guerra, aveva fondato il movimento dei Focolari, decidendo di donare la sua vita per un ideale che non passa: Dio.
Quell’incontro ha il segno della folgorazione. Questi Focolari, che Mancuso viene a conoscere, come scrive di loro il sociologo belga Bennie Collebaut (12) nascono ed innestano nella Chiesa “una spiritualità che privilegia il tema del rapporto di comunione“ e ne è conquistato.
La musica può contribuire a creare con il prossimo l’ evangelico rapporto di universalità e di fratellanza e ci prova.
A Palermo, Mazzamuto, Crifò, Albanese, Centra, tentavano, in quegli anni, da laici credenti, con la rivista Labor, di realizzare lo stesso approccio con gli “altri”, con il prossimo credente e non (13). Giovanni Bersani (che festeggia in questi giorni il suo centenario), Pennazzato, Rizzo, Gasparri, Piazza, Fronza, Buttè, Labor, Pozzar, Carboni, Donat Cattin,V.Colombo, creavano un movimento sociale le ACLI, che si diffonde rapidamente i Sicilia, a Catania con Rizzo, ad Enna con Emanuele Primavera, a Caltanissetta con Maiorana, a Messina con Romano, a Palermo con Gasparro, Del Castillo, Zacco, a Palazzo Adriano con Nino Parrino, Domenico Alessi, Nicola Parrino, a Prizzi con Luigi D’Angelo, a Giuliana con L. D’Asaro, G.Pioppo, G.Colletti, G.Iannazzo, F.Russo, tra i lavoratori con i Servizi di Patronato e le prime battaglie per l’occupazione. L’eco ed i fermenti dei lavoratori cristiani per le riforme ed una socialità concreta è presente a Bisacquino con Salvatore Contorno, con Bacile, ed il giovane sacerdote Calogero Di Vincenti, con Lombino, a Torretta con Natale Caruso, a Marineo con Giovanni Ribisi, ad Altofonte ed a Bagheria con Maltese e Tomasello (14). E le ACLI, in missione speciale della Chiesa e dei lavoratori cristiani per il dialogo si allenavano allo sdoganamento delle forze socialiste e comuniste, emarginate dai governi post bellici.
La scelta di Mancuso è “oltre”, le adesioni ai movimenti presindacali e culturali, è preludio dell’impegno che nascerà con il Concilio, da parte dei laici più coraggiosi, verso la fratellanza universale (Giordani, La Pira, M.Rossi, Bachelet, Moro), verso l’economia comunitaria, verso il movimento politico per l’Unità.
E l’influenza sulle politiche locali e nazionali non tardano a manifestarsi.
Ma è ancora Chiara Lubich a diffonderne i contenuti umanitari del Movimento per l’unità ed un nuovo Umanesimo, nelle americhe latine, in Brasile, in altre parte del mondo.
Mancuso accompagna l’avanzata missionaria dei Focolari con l’associazione musicale ”Gen Rosso”, di cui è fondatore, in giro per il mondo con tante composizioni musicali, con giovani talenti, quasi per accompagnare il dialogo sociale e religioso di Chiara Lubich, in tutti i Paesi (15).
E’ una esperienza che da sola riempie una esistenza e val la pena conoscerla attraverso i dvd dell’attività di Gen Rosso che Arte e cultura, non mancherà di evidenziare nella revisione storica dei concerti musicali che registra a fini storici e documentari per arricchire le fonti di ispirazione cristiana per le presenti e future generazioni (16).
A Mancuso la storia del Santuario della Madonna del Balzo (che vive nelle pagine letterarie e storiche di Mons.Petralia e di Mons.Saverio Ferina) (4), gli ha donato la fortuna di partecipare al 300° anno dalla fondazione del Santuario e a quello del ‘350°, ai nostri giorni, ed i canti popolari della fede del comprensorio continuano ad ispirare compositori e musicisti, mentre le Confraternite laicali ed il movimento di rinnovamento dello Spirito e quello dei Focolarini organizzano pellegrinaggi diocesani al Santuario. Nell’agosto del 2014 Mancuso organizza inoltre tre serate dedicate alla musica sacra presso il Santuario, nei giorni 8-9-10, con Giuseppe Liberto, Biagio Quaglino, Nicola Filippone ed il ritorno dei concerti negli organi restaurati nelle chiese della diocesi di Monreale, trovano nel nostro un nuovo ispiratore (7).
L’autobiografia del Nostro, ci dona la scoperta di un musicista in cui gli anni consolidano l’amore per l’arte, che per Cicerone non fa invecchiare ed in Nino Mancuso alimentano l’amore per Gesù ed il prossimo ed ispirano una feconda religiosità laicale, testimoniata per una intera vita per le presenti e future generazioni.
 
Ferdinando Russo
onnandorusso@alice.it
 
1) N.Mancuso, Fondatore del Gen Rosso in “Una storia in musica”- Autobiografia con prefazione di Nicola Filippine – Centro stampa Bisacquino, Luglio 2014
2) P.Testa, in “ La fisarmonica nel mondo jazz dalle origini ad oggi”, Zaccaria editore Contese Modena maggio 2014
3) A.G.Marchese, La banda di Chiusa Sclafani in www.google.it alla voce Ferdinando Russo e Antonino Giuseppe Marchese
4) S.Ferina, Bisacquino ed il Santuario Madonna del Balzo -Tipografia Vincenzo Bellotti Ila palma –Produzioni Mazzone.
5) N.Mancuso, Le 5 Messe musicate: dai titoli espressivi e consequenziali di una fede crescente: “Noi veniamo a te, “Dove tu sei”,”Sei Dio con noi”, “Grazie Gesù”, “L’unico bene”
6) Chiara Lubich, pubblicata in Città Nuova 8/2002 , e riportata in Città Nuova Anno LVIII, 25 maggio 2014.
7) F.Russo e Gli organi tornano a suonare nella diocesi di Monreale
8) G.Ribaudo e G.Dino in AA.VV.(a cura di ) I Nuovi Salmi,CNTN edizioni,Palermo 2013
9) G.Liberto, Liriche per canto e pianoforte, musicate da Nino Mancuso.
10) N.Mancuso, Musical in due atti per soli coro e orchestra su Francesco d’Assisi in YouTube, regia Aberto Russo-Arte&Cultura Palermo TV
11) N.Mancuso, Il sogno di La Pira, Oratorio per soli coro ed orchestra.
12) B.Collebaut in AAVV Comunione e innovazione sociale ed.Città Nuova
13) F.Russo La rivista Labor –i n Palermo-Biblioteca Facoltà teologica della Sicilia ed in CNTN-Palermo Annali I-XIV ed in Google –
14) F.Russo Le ACLI in missione speciale della Chiesa e dei lavoratori cristiani per il dialogo e lo sdoganamento delle forze socialiste e comuniste emarginate dai governi post bellici in CNTN, rivista di ispirazione cristiana, Palermo Annali I-XIV.
15) A.Russo, in Arte e Cultura Televisione Palermo, ”Una Storia in Musica” di Nino Mancuso, fondatore del Gen Rosso, nel nuovo mondo (movimento ) dei Focolarini alla scuola di Chiara Lubich, raccontata in occasione del suo Ottantesimo nella Badia di Chiusa Sclafani
16) N.Mancuso, i DVD di Gen Rosso (in possesso di Mancuso, fondatore del Gen Rosso, nel nuovo mondo (movimento) dei Focolarini alla scuola di Chiara Lubich.
17) F.Russo, Il musicista Nino Mancuso racconta la sua vita per la diffusione del Vangelo accanto ai Focolarini di Chiara Lubich

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