lunedì , Settembre 26 2022

HALLOWEEN

HalloweenArriva il 31 di ottobre e puntuale e perenne si riaccende la polemica sulle illecite cucuzze. Halloween non è cosa nostra. Halloween è il vessillo del neocolonialismo culturale americano. Halloween ha un simbolismo pagano, addirittura satanico! Halloween serve solo a arricchire bar, pub e rivenditori di gadget mortiferi, non come Natale, che serve a arricchire i supermercati e i rivenditori di abeti e di decorazioni stravaganti, necessari al compleanno di Gesù, compleanno del già Dies Natalis Solis Invicti. La nascita del Dio-Sole partorito dalla Dea-Vergine ha nei secoli trovato spazio in ogni credo, prima di giungere a noi: Horus partorito da Iside in Egitto, Thammuz partorito da Mylitta e Mitra. Costantino nel 330 desideroso di cristianizzare il paganesimo accollò il 25 di dicembre pure a Gesù, finendo così col paganizzare il cristianesimo. La Pasqua, festività legata all’equinozio di primavera pure ha natali pagani e che dire dei santi? Necessari a sostituire la pluralità di dèi e dèe o dei templi che divennero chiese, assecondando la memoria del luogo e non negandola o demitizzandola? Ora accettiamo che i nostri bambini si divertino a fare dolcetto o scherzetto e poi unitamente a questo portiamoli al cimitero con noi il due di novembre, raccontandogli dei loro cari estinti e ricordando, a loro e a noi, che fra i nostri antenati c’erano anche tanti arabi musulmani, innovatori e colti, nonni di quelli che oggi chiamiamo clandestini e che tanto cari erano al Salvini premoderato.
Halloween
La nostra redazione per Halloween si maschererà da Huffington Post e bussando di porta in porta alla ricerca della maschera più bella incontrerà di certo: Salvini vestito da Kyenge, Berlusconi da Boccassini e Renzi da Bersani, Alfano da gender e la Boschi da Boldrini e Dipietro (sindaco di Enna) da Crisafulli e Glorioso (sindaco di Nissoria) da Attaguile (portavoce di Salvini in Sicilia) e Sinatra (Sindaco di Leonforte) da Faraone e Faraone da Crocetta e basta, poi basta, perché il giochino dei travestimenti di sicuro irriterà qualche autorità ma è solo un giochino di redazione perché Alfano di rosa manco per scherzo si vestirebbe… da operaio del ponte di Messina forse, ma di rosa MAI!

Gabriella Grasso

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Il fenomeno Halloween arrivato a noi dalla cultura celtica e da tradizioni pagane, ormai si è imposto violentemente nella nostra realtà sociale, ridicolizzando così il principio cristiano della comunione dei santi. Il mondo dell’occulto definisce la notte del 31 ottobre il giorno più magico dell’anno, il capodanno di tutto il mondo esoterico e le cronache internazionali ogni anno sono piene di fatti terrificanti che avvengono in questa notte. E’ grave preparare ed abituare le nuove generazioni al culto dell’orrore, della violenza, e rendere “normali” e divertenti figure orride e ripugnanti, fantasmi, vampiri, streghe e demoni, con la finta motivazione di esorcizzare e superare la paura della morte?. “Non vogliamo essere bigotti, retrogradi o fare delle campagne di censure – afferma don Pasqualino di Dio – ma con verità, bisogna dichiarare che oltre ad non essere rispettate le nostre tradizioni, lo scopo del fenomeno Halloween è la diffusione di una mentalità magica cui a volte inconsapevolmente o ingenuamente attraverso feste, party o “carnevalate” ci si accosta. Halloween, fa dello spiritismo e del senso del macabro il suo centro ispiratore cercando di boicottare la ricorrenza in cui vengono ricordati i Santi e la commemorazione dei fedeli defunti in un appuntamento di marketing e di business del macabro. Tutto questo pian piano è entrando anche nelle scuole ed è promosso come un gioco istruttivo dagli educatori. Quando vediamo i nostri figli copiare l’americano “scherzetto o dolcetto” e chiedere le caramelle di casa in casa, tutto ciò pare inoffensivo e divertente, ma non stiamo associandoli, senza essere coscienti, a un rituale pagano? Si verifica a volte che nelle scuole si festeggia Halloween e si neghi di allestire il presepe a Natale. La sera del 31 ottobre tante parrocchie stanno organizzando varie iniziative per celebrare “Holyween- la notte dei Santi” attraverso veglie di preghiere e serate di evangelizzazione. Una notte in preghiera è la vera sfida controcorrente alle notti insensate che spesso vivano tanti giovani cercando felicità nella direzione sbagliata. “Dobbiamo guardare i santi e i nostri cari defunti – continua don Pasqualino – cioè il mistero della morte in modo luminoso, con lo sguardo rivolto verso il Cielo. Da anni invitano i fedeli ad esporre non scheletri o fantasmi, maschere mostruose, zombi insanguinati o zucche vuote ma il volto più bello della chiesa e della nostra terra: i Santi. I Santi ci ricordano che la santità è ancora possibile se diventiamo persone capaci di dare un significato forte alla nostra vita, capaci di trasformare il mondo partendo dalle piccole cose di ogni giorno. La festa di tutti i Santi ci porta a celebrare il Santo di cui portiamo il nome, è anche la festa di ognuno di noi, chiamati alla santità. La mentalità del mondo oggi spesso ci inganna facendo apparire la santità come qualcosa di straordinario e di irraggiungibile da parte delle persone comuni. In realtà essa rappresenta un traguardo che Dio ha posto, e reso accessibile, a tutti i credenti in Cristo. La santità non si commisura dai miracoli e dai fenomeni mistici straordinari, che molte volte l’accompagnano, ma dall’eccelso grado di carità verso Dio ed il prossimo. La santità consiste nel trasformare le cose ordinarie in straordinarie”.
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Il 31 ottobre alle ore 22.30 veglia della “Luce” presso la chiesa di San Marco la cittadinanza parteciperà portando da casa una candela. Ecco una iniziativa nella città di Enna atta a contrastare la festa delle tenebre meglio detta di Halloween di cui qui di seguito descriverò le origini.
Nei primi di novembre ricordiamo con particolare affetto i nostri cari defunti e questi, dall’alto dei cieli, pregano per tutti i giorni dell’anno per noi viventi. Pregare per i defunti è una delle opere di misericordia spirituale che il cristiano deve adempiere con fede. Contrariamente a questa pratica pia, il 31 ottobre, si festeggia nei paesi anglosassoni e ormai in tanti paesi del mondo una festa pagana proveniente dall’antica tradizione celtica. Tanti sono le iniziative condotte a vario livello (sfilate, giochi, party, feste in costumi, vetrine addobbate per l’occasione, vendite di costumi e oggetti richiamanti la festa ecc.); tutto all’insegna del business. In una scuola italiana era stata organizzata alla grande la festa di Halloween, con la scusa di far conoscere la tradizione anglosassone agli studenti, e quello che fu più grave che lo stesso preside non desse l’autorizzazione per la preparazione dei canti natalizi in occasione del Natale per rispettare gli alunni “non cristiani”. Halloween, che sta entrando in maniera subdola nel nostro tessuto tradizionale purtroppo, è qualcosa di più di una semplice festa “bonacciona” in quanto ha radici fortemente non cristiane. Difatti l’elemento tipico della festa è la simbologia legata al mondo dell’occulto e della pura magia. La festa di Halloween si festeggia il 31 ottobre perché questa data era per il popolo celtico la fine dell’estate e l’inizio dell’anno nuovo e del periodo invernale. L’arrivo dell’inverno era associato, dai celti, dall’idea della morte e si invocavano gli spiriti con riti di divinazione per il raccolto della nuova stagione. I celti credevano, infatti, che, la veglia di questa festa, i morti dell’anno precedente tornassero sulla terra in cerca di nuovi corpi da possedere. Mentre i contadini spegnevano il focolare per allontanare questi spiriti, parte del popolo si radunava su una collina per compiere la grande cerimonia notturna in cui, tra le danze e i canti, si offrivano dei sacrifici (spesso bruciando persone vive) per fare paura agli “spiriti cattivi”. Il mattino, dopo aver acceso il fuoco nuovo, scendevano nei paesi e facevano il giro delle case portando le ceneri ardenti del fuoco presso le famiglie affinché tutti potessero riaccendere il focolare familiare. In questa occasione chiedevano delle offerte per il loro dio e proferivano delle maledizioni in caso di rifiuto. Donde il “trick or treat” (offerta o maledizione), e le famose rape (oggi zucche) nelle quali bruciava il fuoco sacro. Molto pericoloso è il “neopaganesimo celtico”, che con questa festa cerca di recuperare le usanze e costumi antichi con offerte agli dei e agli antenati mirando a diffondere i riti e le celebrazioni nella forma originaria. Negli ultimi anni la festività di Halloween, nei paesi ha un tono molto più consumistico e moderno con festeggiamenti che durano interi weekend. In generale, comunque, il cristianesimo non approva Halloween e non approva la festività chiaramente pagana con radici all’occulto, alle pratiche di magia, di stregoneria e di satanismo. Halloween è l’enfasi della paura, della morte, degli spiriti, dei demoni. Il simbolo di Halloween è la zucca intagliata a volto (jack-o’-lantern) come ricordo delle anime imprigionate dai demoni, detta zucca fu usata per la prima volta nel 1837 dagli immigrati anglosassoni del Nord America in sostituzione della rapa, simbolo tradizionale, ma poco adatta agli intagli e perché anche poco coltivata in America. A dare il significato al nome “jack o’ lantern” è la leggenda irlandese che si tramanda riguardante un vecchio fabbro di nome Jack, ubriacone e taccagno. Era la notte di Halloween quando il vecchio, seduto al bancone di un pub davanti a un grosso boccale di birra, si imbatté nel Diavolo, venuto per reclamare la sua anima. Jack, che era furbo come una volpe, stava per cadere nelle mani di Satana, quando, con uno stratagemma, riuscì a imbrogliarlo facendogli credere che gli avrebbe dato la sua anima in cambio, però, di un’ultima bevuta. Il Diavolo, così, si trasformò in una monetina da sei pence per pagare l’oste e Jack fu abbastanza veloce da riuscire a intascarsela. Poiché, poi, possedeva anche una croce d’argento, il Diavolo non riuscì più a tornare alla sua forma originaria. Jack, allora, stipulò un nuovo patto col Diavolo: lo avrebbe lasciato andare purché questi, per almeno 10 anni, non fosse tornato a reclamare la sua anima. Satana accettò. Dieci anni dopo, Jack e il Diavolo si incontrarono di nuovo e Jack, sempre con uno stratagemma, riuscì a sottrarsi al potere del Principe delle Tenebre e a fargli promettere che non lo avrebbe cercato mai più. Il Diavolo, che si trovava in una situazione difficile, non poté far altro che accettare. Quando Jack morì, a causa della sua vita dissoluta, non fu ammesso nel Regno dei Cieli e fu costretto a bussare alle Porte dell’Inferno; il Diavolo, però, che aveva promesso che non lo avrebbe cercato, lo rispedì indietro tirandogli addosso un tizzone infernale ardente. Jack se ne servì per ritrovare la strada giusta e, affinché non si spegnesse col vento, lo mise sotto la rapa che stava mangiando. Si dice che da allora Jack vaghi con il suo lumino in attesa del giorno del Giudizio, da qui il nome Jack o’ lantern (Jack e la sua Lanterna), e sia il simbolo delle anime dannate ed errabonde. La pratica del travestirsi per Halloween risale al Medioevo e si associava alla pratica dell’elemosina effettuata porta a porta per avere cibo o soldi in cambio di preghiere per i loro morti o di malefici più o meno gravi nel caso di poca accoglienza. Da qui si sviluppò la cosiddetta frase moderna, a tono più scherzoso di “Dolcetto o Scherzetto” dove a chi non offre i “dolcetti” (cibo o soldi) subisce bonariamente uno scherzo con possibilità anche di un atto vandalico o atto di violenza ai danni dei padroni di casa o una maldicenza. In Inghilterra esiste, persino, una filastrocca insegnata ai più piccoli sul rito del “Dolcetto o Scherzetto” (Trick or Treat). Nel corso del tempo la festa di Halloween si è arricchita, anche per motivi di business, con altri simboli e personaggi come ad esempio mostri, vampiri, pipistrelli, scheletri e fantasmi tutto all’insegna del macabro. Poveri bambini! Anziché indirizzarli verso il bello della vita li facciamo affascinare da simboli e personaggi che danno la cultura della paura e della morte. L’esorcista Padre Gabriele Amorth ha detto che “Festeggiare la festa di Halloween è rendere osanna al diavolo, la festa di Halloween è una sorta di seduta spiritica presentata sotto forma di gioco; l’astuzia del demonio sta proprio qui”. Padre Amorth ricorda che in molte città italiane, sono state organizzate le “feste della luce” atte a contrastare i festeggiamenti delle tenebre, con canti al Signore e giochi innocenti per bambini. Tante sono le iniziative intraprese dalle parrocchie e dei movimenti atte ad evidenziare la luminosa testimonianza di uomini e donne che hanno raggiunto la santità. Tra le belle iniziative organizzate ad Enna, oltre agli incontri parrocchiali sulla santità, è da segnalare quella originale che invita ad inserire sul profilo personale di whatsapp l’immagine del santo preferito e la veglia della “luce” citata all’inizio di questo articolo e cche si svolgerà giorno 31 ottobre alle 22.30 nella chiesa di San Marco augurando che ciascuna candela accesa possa illuminare ogni cuore e dare un senso di piena gioia alla vita.
Rosario Colianni

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